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Mercoledì 13 aprile presso la Fondazione Guido Piccini (via Terzago 11 - Calvagese della Riviera) il prof. Duccio Demetrio parlerà della natura come racconto interiore. Ingresso libero.

Da alcuni mesi la commissione cultura della Fondazione Piccini ha avviato un percorso di riscoperta delle nostre radici con proposte diversificate, ma tutte riconducibili al tema della terra: “storia, bellezza e pane” recita il sottotitolo del ciclo di incontri che sta riscuotendo molto successo, non solo tra i cittadini di Calvagese, ma anche tra altre persone interessate agli spuntii via via scanditi nel corso dei vari appuntamenti in programma.

Dopo musica e canti, archeologia, sapori da gustare, passeggiate, racconti e poesie, è ora la volta di una speciale forma di autobiografia, l’eco-narrazione. A guidare il pubblico in una serata che si preannuncia particolarmente ricca di spunti sarà Duccio Demetrio, già docente di Filosofia dell’educazione all’Università di Milano Bicocca e ora direttore scientifico della LUA, la libera università dell’autobiografia di Anghiari. È lo stesso autore a chiarire il concetto di ecologia narrativa, sconosciuto ai più.

«Si tratta di un approccio alle forme narrative mediante le quali si configura e si racconta a noi un dato ambiente. Il punto di vista eco-narrativo - precisa Demetrio - nasce per ordinare diversamente il nostro agire nei confronti della natura. La terra sembra parlarci, avvertirci, ammonirci e ogni luogo della terra possiede le sue innumerevoli storie. Purtroppo, a causa degli interventi umani, talvolta tali storie sono irreversibilmente deturpate e sfregiate nei loro equilibri e possono solo raccontarci la fine brusca di assetti eco-sistemici originari, che si erano composti in milioni di anni».

Demetrio propone dunque il suo paradigma narrativo per dare voce a ciò che potrebbe andare perduto per sempre, salvandone il ricordo, il passato, l’originaria ricchezza. Del resto, ogni cultura ha riservato alla terra il ruolo di ispiratrice di scrittori e poeti, perché nella terra affonda le radici la nostra intimità: tutto ciò che siamo e facciamo è frutto di un rapporto arcaico con la terra, iniziato dai nostri progenitori e giunto fino a noi in un filo rosso che dà continuità al nostro abitare il mondo. Ecco perché l’ecologia narrativa coinvolge ognuno di noi, spronandoci a divenire militanti: tutti siamo infatti responsabili del pianeta, soprattutto nel nostro tempo che distrugge, deforesta, rompe gli equilibri e porta all’estinzione vegetali e animali.

«Siamo ecologisti narrativi - conclude Demetrio - quando ci battiamo affinché le narrazioni della terra non muoiano, ma possano sopravvivere contro tutte le desertificazioni cui stiamo assistendo. È giunto il momento di chiederci in quanta parte della nostra storia di vita sia presente la storia della terra e se questa costituisca tanto, o troppo poco, la dimensione esistenziale che ci è indispensabile non solo per vivere, ma per vivere al meglio». Chiunque voglia raccogliere la sfida, avrà l’occasione di farsi coinvolgere dalle suggestioni della serata di mercoledì.

Giovanna Gamba