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Nella splendida cornice della cantina Barone Pizzini, si è svolta sabato una tavola rotonda organizzata da Fondazione Cogeme sui cambiamenti nella produzione e, più in generale, negli stili di vita secondo il modello dell’economia circolare. Al termine sono stati premiati enti locali e aziende che avevano partecipato al primo concorso nazionale “Verso un’economia circolare”.

Un pubblico numeroso e particolarmente attento ha seguito gli interventi dei relatori i quali, da vari punti di vista, hanno affrontato un tema sempre più urgente per il nostro futuro, che sollecita istituzioni e mondo produttivo - ma anche i singoli cittadini - a compiere scelte consapevoli a vantaggio di uno sviluppo sostenibile prima che sia troppo tardi. Il prestigioso patrocinio del Ministero dell’Ambiente e la proficua collaborazione con Kyoto Club, organizzazione no-profit impegnata da anni e su più fronti in tematiche relative al rispetto ambientale, hanno permesso di fare il punto sullo stato della situazione nel nostro paese, anche alla luce delle recenti normative europee.

Dopo i saluti istituzionali di Marco Simonini, sindaco di Provaglio d’Iseo, Piermatteo Ghitti, amministratore delegato di “Barone Pizzini”, e Andrea Ratti, vicepresidente della Provincia di Brescia, è toccato a Gabriele Archetti, docente Dell’Università Cattolica e presidente di Fondazione Cogeme onlus, introdurre gli ospiti al cuore della conversazione. «La rilevanza dell’economia circolare – ha sottolineato Archetti – è stata assunta così pienamente dalla fondazione che si è giunti alla decisione modificarne addirittura lo statuto, così da renderla un elemento caratterizzante, indicatore di un cambiamento significativo e strategico». I quattro elementi naturali, su cui si fondavano le teorie degli antichi filosofi e l’intera cosmogonia medievale, sono presenti non a caso nel simbolo scelto per rappresentare l’economia circolare: un monito a non dimenticare le nostre radici nella sfida attuale di riprogettare lo sviluppo per salvaguardare il nostro futuro.

La tavola rotonda è entrata nel vivo con gli interventi di Sonia Cantoni, consigliere di amministrazione di Fondazione Cariplo, Mauro Parolini, assessore allo sviluppo economico di regione Lombardia, e Gianluigi Angelantoni, vicepresidente di Kyoto Club, moderati da Massimiliano Del Barba del Corriere della sera. «Fondazione Cariplo – ha dichiarato Sonia Cantoni – è orgogliosa di sostenere un progetto che si qualifica come occasione per cambiare paradigma economico, facendo leva su una diversa cultura del consumo e degli stili di vita. In Italia stanno diffondendosi molte buone prassi nelle politiche industriali, ma non fanno ancora sistema, perciò risulta particolarmente importante il centro nazionale di competenza promosso da Fondazione Cogeme». Le fa eco l’assessore Parolini, precisando «la rilevanza delle questioni e delle scelte culturali prima ancora di quelle economiche, se si vuole ripensare in maniera efficace il prodotto in un sistema economico-ambientale complessivo». Regione Lombardia, continua Parolini, è impegnata da tempo a sostenere e premiare le buone prassi di chi concepisce lo sviluppo economico solo come sostenibile e duraturo. Il tutto senza trascurare il profitto, aspetto dirimente nella questione, altrimenti la sostenibilità non è appetibile: l’impresa deve trovare conveniente pensarsi integrata nell’ambito sociale oltre che in quello economico. A questo proposito sono confortanti i dati forniti da Pierantoni, che riferisce le previsioni di un milione di posti di lavoro entro il 2030 con il modello circolare a pieno regime, oltre a un incremento del Pil europeo dell’11% a fronte di un più modesto 4% se invece si continuerà con l’economia lineare “produci-consuma-scarta”.

Per favorire la diffusione del nuovo modello di sviluppo, è stato bandito un concorso nazionale destinato a enti locali e aziende che hanno messo in atto progetti di economia circolare. Sono giunte numerose segnalazioni dall’intera penisola, che raccontano storie di eccellenze nate da idee quasi visionarie e da approcci rivoluzionari nel ridisegnare la produzione o dar vita a nuove imprese.

Il comitato scientifico, coordinato da Francesco Esposto e Michele Scalvenzi di Fondazione Cogeme, ha premiato tra gli enti locali il comune di Castegnato per il teleriscaldamento comunale realizzato con il recupero di reflui termici industriali e il comune di Formigine (Modena) per la biblioteca degli oggetti e il banco del riuso intercomunale, che hanno dato origine anche a nuovi sbocchi occupazionali. Tra le aziende, sono risultate vincitrici ECOSport (Opera, Milano), che crea piste di atletica e parchi giochi riciclando scarpe sportive e pneumatici, e CAP (provincia di Milano, Monza e Brianza, Pavia, Varese, Como) che si occupa di gestione sostenibile del servizio idrico e ha ideato il progetto biometano a Km 0. Menzione speciale, infine, al Comune di Milano per il progetto contro lo spreco alimentare e a Blue Marine Service, società di San Benedetto del Tronto che opera per la tutela dell’ambiente marino e che recentemente ha avviato la produzione di gioielli a partire dagli scarti delle produzioni ittiche, per esempio utilizzando pelle di pesce. 

La sfida, insomma, è appena avviata, ma non interpella solo imprenditori e pubblici amministratori: le rivoluzioni per lasciare il segno devono partire dal basso, come ha sottolineato Sonia Cantoni, perciò per imprimere una svolta significativa e duratura al cambiamento saranno indispensabili comportamenti e scelte responsabili da parte di ogni singolo cittadino.

Giovanna Gamba

Per la foto di copertina, che ritrae il sindaco di Castegnato Gianluca Cominassi mentre ritira il premio, si ringrazia Fondazione Cogeme per la gentile concessione.