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Sulla Rocca di Manerba, in un punto a picco sul lago, è conservato un enigmatico, minuscolo edificio in cemento.

E’ uno dei due caselli (l’altro si trova in riva al lago a Moniga, in località San Sivino) da cui i cronometristi del reparto Alta Velocità di Desenzano misuravano la velocità degli idrovolanti da corsa. Uno di essi, guidato dal maresciallo Agello, stabilì il 23 ottobre 1934 il record tuttora imbattuto di velocità per idrovolanti con motori a scoppio: 709 chilometri all’ora. Quaranta studenti di Ingegneria dell’Università di Brescia hanno progettato di trasformare questo minuscolo spazio in un “pensatoio individuale”. I loro elaborati sono, da sabato, in mostra nell’aula consiliare in piazza Aldo Moro a Manerba. La mostra è stata inaugurata alla presenza del magnifico rettore Maurizio Tira e del sindaco Isidoro Bertini. Oltre agli studenti, sono intervenuti i professori Sereno Innocenti e Stefano Fasolini. L’ideatore dello studio, il professor Innocenti, docente di Disegno dell’Architettura, ha chiesto agli studenti anche di descrivere che musica, che opera d’arte, che libro porterebbero in questo luogo. Personalmente ha scelto “Il quarto stato” di Pelizza da Volpedo, la musica di “C’era una volta in America” di Ennio Morricone e il libro “L’ultimo record” di Massimo Tedeschi, ambientato nel reparto Alta Velocità, che cita ampiamente questo incantevole punto del Lago di Garda.