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Gargnano rivive un secolo e mezzo di storia. E lo fa in piazza davanti al porticciolo mercoledì 8 agosto alle 21. Parole e immagini del paese tra il 1859 e il 1945, con musica (scuola “Meandro”) e rinfresco (“Cantina di Bacco”).

Tante le vicende, a volte eroiche, spesso dimenticate.

Dopo la Seconda Guerra di Indipendenza nel 1859 il confine con l’Austria è ballerino: prima è portato a Nord di Limone, poi modificato tra Maderno e Toscolano, quindi ancora tra Limone e Riva. E gli eserciti, quando passano, lasciano il segno.

Passano pochi anni e nel 1866 le cannoniere austriache bombardarono il paese. Tante le testimonianze nei muri delle case ma nulla che aiuti a comprendere quei segni.

Tra il 1870 e il 1920 il paese vive profonde trasformazioni economiche e sociali, interrotte dalla Prima Guerra Mondiale.

Nessuna conseguenza per il confine con l’Impero che è a due passi, nella Valvestino e poco a nord di Limone.

Il paese paga, però, il pesante tributo di una cinquantina di Caduti.

Tra di loro figurano alcune medaglie d’Argento e una famiglia (Colosio) che perde tre figli. Accade solo a un’altra famiglia bresciana, a Remedello e a meno di 200 in tutta Italia.

Un paio di anni fa la locale sezione ANPI chiese alla giunta comunale di dedicare qualche spazio pubblico a questi eroi e ad altri, senza ottenere alcuna risposta.

Conclusione all’insegna degli anni conclusivi dell’ultima guerra, legati a Mussolini, al suo seguito ed ai tedeschi che lo controllano.

 

Giordano Silvestri