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“Il lato opposto della pelle” di Luca Bonini, Historica edizioni (Roma, 2018), € 20,00 - 348 pagine. Questi gli elementi principali del libro che sarà presentato questo Sabato 12 Gennaio, ore 18.00 - Libreria Tarantola 1899 (Brescia – via Fratelli Porcellaga 4).

Dialogano con l’autore: Giancarlo Tamanza, direttore del Laboratorio di psicologia dell’Università Cattolica di Brescia, e lo scrittore Gabriele Dadati.

Letture di estratti dal libro a cura dell’attrice Francesca Garioni, accompagnata dalle percussioni del musicista Aligi Colombi.

E ora parliamo del libro:

Si possono insegnare emozioni che non si è sicuri di possedere? Si può aiutare l’altro a guarire se non si è certi d’essere guariti?  La storia di Teresa, all’inizio bambina complicata allontanata dalla propria famiglia, poi giovane neuropsichiatra, incontra le storie di ragazzi rotti che urlano, piangono, scappano, si innamorano, vivono nella comunità per adolescenti in cui si ritrova, quasi per caso, a lavorare. Poco fuori Trento, Teresa dopo il lavoro raggiunge la baita di Luciano, uomo che sa ascoltare. Teresa condivide il proprio incespicare clinico con il dottor Baldo, supervisore dai capelli grigi a cui confida le proprie fatiche. Insieme ad altri personaggi riempiono la quotidianità de “Il lato opposto della pelle” e ne costruiscono il lieto fine.

 

Chi è l’autore?

Luca Bonini nasce a Brescia nel 1974. Si laurea in Psicologia all’Università di Padova venticinque anni dopo e, sempre a Padova, completa la sua prima formazione post universitaria in counseling di coppia e familiare. Guidando sull’A4 si specializza in psicoterapia al Cerp, tra Trento e Milano. Lavora nel suo studio ed in consultorio familiare con adulti, adolescenti e coppie; sulla mensola più bella ha una fotografia di Sandor Ferenczi. Un po’ fa clinica nei servizi, un po’ li dirige (è direttore dei consultori familiari della Cooperativa Sociale Area Onlus), un po' insegna, un po’ fa ricerca: con questa scusa viaggia. Quando non lo fa trascorre le sue giornate in poltrona, scrive storie, le ascolta, e con i suoi pazienti prova a incollare e sgarbugliare legami. Spesso per fare questo lo pagano. Ha lavorato per molti anni, e si è tanto divertito, in una comunità terapeutica per adolescenti. E’ responsabile dei consultori familiari della cooperativa sociale valsabbina Area).

Il volume è inserito nella bibliografia d’esame dei corsi in Psicologia Clinica e Psicologia Clinica dei legami familiari all’Università Cattolica di Brescia e Milano.