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Cinquecento anni ma non li dimostra. E’ stata una bella, bellissima festa. Questo carnevale dei cinque secoli di Bagolino è stato all’altezza delle aspettative. Cinque secoli perché proprio al 1518 si farebbe risalire il primo documento in cui si attesta la presenza di un “carnevale”, di maschere, scherzi, di una tradizione che affonda le radici in un passato straordinario. Bagolino, città di montagna, ha salutato così questo traguardo con due giornate di balli e di scherzi, di musica e di emozioni.

Eccezionali come sempre i balarì, con le loro danze, con i loro ritmi antichi, i loro gesti dalle origini ataviche. E ancora i mascher con la loro coinvolgente bruttezza, i loro scherzi salaci, il loro sentire oscuro.

E anche questo martedì il carnevale è finito in bellezza con l’ "arioza" finale sulla piazza grande con il grande cerchio della vita che si avvia verso la primavera. Alle spalle c’è l’inverno, davanti il ritorno alla montagna, al lavoro della terra almeno nella tradizione antica.

Un patrimonio di istinti e tradizioni che ogni bagosso ha scritto indelebilmente nel dna e che – dall' entusiasmo che si vede nei più piccoli – è destinato a proseguire a lungo. E poi l’ospitalità che fa grande questi amici che ci accolgono nelle “cucine” come ci si conoscesse da sempre, il vino, il bagoss, l’allegria. Ma per quest'anno sono giunti rintocchi del campanone di Don Paolo, si chiude...

E ora buona quaresima. Appuntamento al prossimo anno.

m.p.pas.