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Sabbio Chiese citato in laguna: durante un recente convegno dedicato ad Aldo Manunzio, Giuseppe Cinquepalmi ha raccontato la storia della famiglia Nicolini da Sabbio, gli stampatori cinquecenteschi che lavorarono nella bottega del suocero del famoso editore veneziano. Riportiamo uno stralcio della sua testimonianza. 

Invitato dall’Accademia delle Belle Arti di Venezia a partecipare alla commemorazione dei cinquecento anni della morte di Aldo Manuzio, non potei esimermi dal ricordare un’altrettanto famosa famiglia di stampatori, i Nicolini da Sabbio. La famiglia Nicolini era composta da sei fratelli, i quali appresero l’arte della fabbricazione della carta in quel di Toscolano. Una congettura abbastanza  attendibile vorrebbe che siano stati loro a porre in opera un “follo da carta” nel territorio di Sabbio. Il maggiore dei fratelli, Giovanni Antonio, iniziò poi a vendere la carta da loro stessi prodotta a Venezia, in modo particolare alla bottega di Andrea Torresano stampatore, suocero e socio di Aldo Manuzio. 

Affascinati dall’arte della stampa, i fratelli Giovanni Antonio, Stefano e Pietro entrarono come garzoni nella tipografia del Torresano fin oltre la morte del Maestro Aldo Manuzio, avvenuta nel 1515, apprendendo con profitto l’arte della stampa. Nel 1520 G.Antonio e Stefano, diventati rispettivamente maestri stampatore e compositore, si misero in proprio aprendo bottega. La loro presenza é archivisticamente documentata in Venezia, mentre si sa che a Brescia aprirono bottega nella II quadra di S. Giovanni. A Venezia furono presto conosciuti come i fratelli Da Sabbio e i loro discendenti operarono fino al Settecento, contribuendo a far conoscere il paese valsabbino non solo in tutto il territorio della Repubblica di Venezia, ma anche a Roma, dove fin dal primo Cinquecento stamparono sacri testi in greco per diversi cardinali.

Giuseppe Cinquepalmi