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Quest’anno non ci sarà una cerimonia pubblica per la consegna dei premi della Fondazione Guido Berlucchi a giovani ricercatori. Pausa per la cerimonia ma non per gli impegni, ha precisato il presidente Alessandro Paterlini.

Intanto ci saranno alcuni cambiamenti. Il professor Ermanno Ancona lascia la guida del comitato tecnico-scientifico ma rimane nel consiglio di amministrazione della fondazione. Sempre nel cda Enrico Zampedri subentra a Giuseppe Onofri che abbandona per raggiunti limiti di età. Gian Maria Seccamani Mazzoli diventa revisore dei conti. Un rilevante ruolo di consulenza viene assunto da Gianlorenzo Scaccabarozzi (un’autorità nazionale nel campo delle cure palliative). Novità in ambito organizzativo, ma anche sul fronte dei finanziamenti. La Fondazione si apre ad un più ampio ventaglio di linee di indirizzo. Non più solo ricerca pura (7 milioni in 14 anni), ma anche impegno sul versante delle cure palliative (340 mila euro solo a Brescia in tre anni per un progetto che vede una collaborazione con altre realtà tra cui l’Asl) e persino nella acquisto di un’unità mobile (insieme ad altre fondazioni) per erogare prestazioni sanitarie sul territorio: visite, esami, orientamento.  Si apr una rapporto con l’Università di Yale, mentre c’è da registrare c’è il prestigioso premio  “Giovanni Paolo II” consegnato a Roma giorni fa alla Fondazione  in occasione della Giornata della ricerca per non parlare del contributo sostanziale dato negli ultimi anni all’acquisto di apparecchiature per la diagnostica ad altissima specializzazione per Civile e Poliambulanza (3.600.000 euro).

 

Nella foto  da sinistra: il presidente Alessandro Paterlini, la consigliere Pia Ferrettini, il segretario Angiolino Legrenzi