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In ricordo di Gian Paolo Treccani. Si è svolto – in una sala gremita con oltre 250 partecipanti – il convegno organizzato da Carlotta Coccoli e Barbara Scala per l’Università di Brescia in ricordo, a un anno dalla scomparsa, del professor Gian Paolo Treccani e del suo contributo di studioso e docente di Restauro Architettonico.

Dopo i saluti istituzionali (presenti il Rettore, prof. Maurizio Tira, il Direttore del Dicatam, prof. Giovanni Plizzari, l’arch. Marco Fasser in rappresentanza della Soprintendenza di Brescia e la prof.ssa Donatella Fiorani Presidente della SIRA – Società Italiana per il Restauro dell’Architettura), la giornata si è snodata attraverso una serie di interventi nei quali numerosi colleghi del professor Treccani hanno ripercorso la sua proficua carriera professionale e accademica: dal lungo periodo (1978-1990) in cui fu funzionario della Soprintendenza di Brescia, all’avvio della sua carriera accademica, ricordata dal prof. Amedeo Bellini (già ordinario di Restauro Architettonico al Politecnico di Milano e direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio) che lo conobbe alla metà degli anni Ottanta – allora giovane funzionario del Ministero – durante un seminario all’ENAIP di Botticino e intuendone le rare potenzialità lo volle con sé al dottorato  in Conservazione dei Beni Ambientali e Architettonici del Politecnico di Milano.

Divenuto Ricercatore di Restauro Architettonico in quell’ateneo, la carriera di Gian Paolo Treccani proseguì presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria (1998) e dal 2000 all’Università di Brescia dove ottenne nel 2005 l’ordinariato e dove – grazie alla sua competenza tecnica e la grande esperienza pratica – poté stabilire  importanti sinergie sul piano della ricerca e della didattica con i colleghi delle discipline più tecniche e ingegneristiche.

Molti i temi affrontati dal convegno, ai quali egli dedicò numerosi approfondimenti. Fra i tanti: il rapporto fra “restauro e terremoti” (basti ricordare i suoi studi sul caso di Salò), quello fra “restauro e danni di guerra” (con importanti ricerche relative al primo e al secondo conflitto mondiale, compresa la sua ultima monografia, “Monumenti e centri storici nella stagione della Grande guerra”, FrancoAngeli), a quello del consolidamento strutturale, all’accessibilità degli edifici storici (tema particolarmente caro a Treccani, che ottenne importanti riconoscimenti e premi nazionali per tesi di laurea condotte sotto la sua guida presso il Dicatam), a quello sull’analisi stratigrafica applicata fra i primi dal professore allo studio delle strutture in elevato, aprendo un campo – quello del confronto e della “contaminazione” reciproca fra campi disciplinari diversi (archeologia e restauro architettonico) – che avrebbe avuto negli anni successivi notevole sviluppo.

Il convegno è stato l’occasione per presentare la raccolta dei suoi scritti (“Per una definizione non univoca del concetto di conservazione. Scritti di Gian Paolo Treccani”, Brixia University Press) e di ospitare l’Assemblea Straordinaria della Società Italiana per il Restauro dell’Architettura, che ha richiamato a Brescia oltre sessanta delegati da tutta Italia, trasformando per un giorno la città, in ricordo del professor Treccani, nella capitale italiana del Restauro.