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Gli stampatori da Sabbio: una storia preziosa da salvare. Sabato 11 novembre, a Sabbio Chiese, si terrà una giornata di studi dal titolo “Arte veramente rara, stupenda e miracolosa; gli stampatori da Sabbio: un’avventura intellettuale, un progetto di valorizzazione”.  

Questa giornata si inserisce in un percorso che trae origine dal passato antico e recente, e che guarda con impegno al futuro.
Trae origine dal passato antico: quello che si snoda dal 1520 al 1610 circa, e che ha visto 15 famiglie di Sabbio Chiese divenire abili stampatori, fini intellettuali, audaci imprenditori editoriali in Italia, in Europa, e forse anche in America.
Trae stimolo dal passato recente: a partire dagli anni ’80 del ‘900 infatti alcuni privati, i comuni di Vobarno e Sabbio, e la Comunità Montana di Valle Sabbia, decisero di acquistare alcuni libri antichi di grande valore e diedero così avvio a un circolo virtuoso che ad oggi ha portato in Valle Sabbia circa 200 volumi, che a loro volta hanno stimolato iniziative culturali come la pubblicazione del libro del professor E. Sandal nel 2002, e la mostra di alcune opere degli stampatori valsabbini allestita presso il Santuario della Madonna della Rocca nel 2012.
Guarda con impegno al futuro: per dare consistenza al percorso di valorizzazione svolto fin qui, l’Amministrazione comunale di Sabbio, in collaborazione con l’Ateneo di Salò e con la sollecitazione e il sostegno dello storico Alfredo Bonomi e della dottoressa Michela Valotti, ha creato un comitato tecnico-scientifico che avrà anche il compito di ideare e allestire in futuro un “museo del libro antico”.

E’ senza dubbio un progetto ambizioso ma, come afferma il professor Bonomi «la materia prima c’è, e di altissima qualità. Fin ora si è parlato di ingegno valligiano applicato alla lavorazione dei metalli, quasi come se il lavoro con le “ferrarezze” fosse nel DNA valsabbino. Ma è doveroso ricordare quella manualità di altissima qualità e quella profonda cultura umanistica che accomunò numerose famiglie in Valle Sabbia, che scelsero il lavoro della stamperia.

La giornata di sabato, senza dubbio, si rivolge però al presente.
Il programma mattutino è dedicato agli amanti del “libro” e della sua storia. Il pomeriggio invece è stato pensato come un laboratorio “a più pagine”, che offre attività e percorsi tematici per ogni età.

L’assessore alla cultura e vicesindaco del comune di Sabbio, Claudio Ferremi si dice fiducioso che questa giornata di studi sia il preludio a un impegno sempre più costante e concreto anche da parte dell’amministrazione comunale, per fare di Sabbio un luogo di riferimento per gli amanti dei libri antichi e per i turisti.

Perché proprio a Sabbio Chiese? Per due motivi: da un lato il maggior numero delle famiglie di stampatori valsabbini erano originarie di questo paese e ne facevano un vanto; a tal riguardo la dottoressa Valotti porta l’esempio di uno stemma di marca tipografica rinvenuto in un libro di una collezione privata. Il tipografo, di fama internazionale, è Stefano Nicolini, vissuto nel XVI secolo, e nello stemma ricorda le proprie origini “da Sabbio” e richiama forse il paese anche con il ponte disegnato.
Il secondo motivo è perché Sabbio è in una posizione turistica favorevole, essendo vicina al lago di Garda, candidato recentemente a patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Inoltre si vorrebbe collegare la realtà degli stampatori di Sabbio alle cartiere di Toscolano.

Il sindaco Luscia Onorio spiega che «La giornata di sabato, e in generale il progetto che sta nascendo, hanno obiettivi ambiziosi, e il fatto che siano stati patrocinati da enti culturali di primo piano, ci da conferma del lavoro di qualità che si sta portando avanti. Speriamo che anche la popolazione lo accolga e risponda con entusiasmo».

Alice Foglio