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Sonia Piccoli, “libera camminatrice pensante”, che cerca e ama l’interazione con la natura i paesaggi e l’anima dei luoghi e delle persone. Da sempre appassionata di cammini, dall’Itinerario Burdigalense, alla Via Francigena, al Cammino di Santiago, ha cominciato a voler conoscere mete più vicine e la sua storia. Ecco che nasce “Elogio al Cammino dalle Valli a Venezia” riscoprendo e scoprendo le Vie Antiche. Questo lungo viaggio di ricerca, inizia nell’anno 2000, ancor prima della partenza verso Santiago di Compostela.

Mi hanno sempre incuriosito le storie e le avventure che parlassero di lunghi cammini. Da sempre amante e curiosa degli intrecci di vie antiche, iniziai ad avere una seria curiosità verso la loro storia. In Italia i cammini maggiori sono tutti Romei o Imperiali, disposti con andamento Nord-Sud e da Est-Ovest. Da qui l’idea di unire l’Italia al cammino più famoso al mondo, quello di Santiago di Compostela. Attraverso i cammini Jacobei e riscoprendo l’antica Via Consolare, utilizzata dal primo pellegrino di Burdigala, attuale Bordeaux per andare a Gerusalemme, molto prima della nascita di Santiago de Compostela.

Un viaggio a piedi può donare a chi lo percorre momenti meravigliosi, Un lungo cammino in genere crea nel pellegrino uno stato di benessere psicofisico senza pari: il viaggio a piedi consente di entrare in una dimensione di armonia con il proprio corpo, con la natura, con le altre persone, difficile da raggiungere nella vita quotidiana.

Il mio lungo Viaggio a piedi attraverso le Antiche Vie

 Itinerario Burdigalense

Iniziando a girovagare per il mio bellissimo territorio, incomincia a chiedermi come i nostri avi potevano   andare a Santiago de Compostela o a Gerusalemme partendo dalle nostre valli e dal Lago di Garda. Ecco che la prima via che mi ha incuriosito è stato L’itinerario Burdigalense. Il primo scritto della storia che mappa un Itinerario. Da qui parte il mio Viaggio e alla scoperta e riscoperta di altre Vie.

Questo viaggio parte dall’Oceano Atlantico, correva l’anno 333 dopo cristo, quando iniziò il lunghissimo cammino di un anonimo pellegrino, dalla città di Bordeaux, allora la fu Burdigala, alla volta della Terra Santa. Non fu un viaggio come un altro, l'uomo avanza senza fretta. Ha un lungo viaggio alle spalle e uno ancor più lungo davanti non solo per l’eccezionale lunghezza del percorso e per la durata dello stesso, ma perché il viaggiatore scrisse un elenco dettagliato delle località attraversate e delle distanze percorse.  Migliaia di chilometri, ma spazio e tempo sono solo una convenzione che le vie romane, in quel periodo. Ciò che conta è la meta. Ci arriverà dopo un anno e mezzo per inginocchiarsi davanti al Santo Sepolcro e poi sui luoghi di una Cristianità che da solo 20 anni, dall'Editto di Milano, è culto libero. Anzi, culto imperiale. Ci arriverà tre anni prima della morte di Costantino, dopo aver incontrato, migliaia di persone sulla sua strada. Come si chiamasse, però, è un mistero. Nemmeno la storia, che pure attraversa lasciando di ogni tappa un racconto minuzioso, lo sa. Questo antico scritto, che fortunatamente si è salvato ed è stato tramandato nei secoli, costituisce il più antico racconto oggi conosciuto di un itinerario cristiano e è tuttora visionabile a Verona nella Biblioteca Capitolare.

Brescia e L’itinerario Burdigalense

 In quel tempo l’itinerario Burdigalense, attraversava l’attuale Franciacorta, lungo un’antica strada romana che passava in prossimità del Montorfano. La strada seguita dai pellegrini era stata realizzata in epoca imperiale per rendere meno impegnativo, e più breve di circa 6-7 km, il collegamento tra Bergamo e Brescia che fino ad allora si svolgeva lungo i saliscendi dell’itinerario Antoniano, che con tutta probabilità è molto più antico, al punto da poter essere considerato pre-romano, al pari di diverse altre strade bresciane e bergamasche.

 

L’itinerario antico (38 milia da Bergamo a Brescia, cioè 56 km) si snodava sicuramente tra i grandi boschi che allora ricoprivano il territorio e dei quali oggi è rimasto ben poco. Possiamo farci un’idea di cosa volesse dire percorrere questa strada pensando a certe strade di montagna, lontane dai centri abitati, lungo le quali si percepisce ancora quella sensazione di natura incontaminata e quel profumo particolare che ormai si sente solo in altura.

Si scendeva da Bergamo alta passando per Seriate, Carobbio degli Angeli (Quadrivium), Chiuduno, Castelli Calepio; si attraversava la valle dell’Oglio da Castel Rampino, 300 m più a nord dell’attuale ponte verso Capriolo, quindi si proseguiva per Adro e, a breve distanza dal luogo dove secoli più tardi sarebbe sorto il Santuario della Madonna della Neve, per Torbiato da dove si continuava costeggiando la dorsale morenica del bellavista, lungo il tracciato dell’attuale via Lovera(Erbusco) fino al laghetto del Sala (Erbusco), quindi si saliva a Calino, dove negli anni ’40 è stato rinvenuto un mosaico romano ma che oggi non ce ne piu' traccia, poi si attraversavano Bornato e Passirano per immettersi nell’antica Iseana che conduceva a Brescia per Saiano, Gussago, Cellatica e Torricella. Da Brescia verso Molinetto di Mazzano, Bedizzole, Pontenove, Desenzano del Garda, Centenaro, per poi passare da Borghetto, Pescantina, Verona, Vicenza e Venezia.