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Terminano oggi gli approfondimenti dedicati a una delle più grandi storiche dell’arte italiane. L'ha incontrata per noi Giuseppe Merlo, dell’Archivio di Stato di Brescia, che poi in una serie di articoli ci ha raccontato il conversare e le sue idee in merito ad arte e cultura. Mina Gregori, classe 1924, è professoressa emerita dell’Università di Firenze e presidente della Fondazione di studi di storia dell’arte Roberto Longhi.

Complice una fine settimana a Firenze, ne approfitto per una piacevole visita alla professoressa Mina Gregori: come avrete capito, mia antica “maestra”. Conclusi i convenevoli l’argomento del discorso verte sulle straordinarie personalità che, nella sua lunga e fruttuosa carriera di storica dell’arte, ha avuto modo di frequentare e su una in particolare: Giorgio Morandi, uno di più grandi artisti del Novecento.

Grazie alla frequentazione assidua di Roberto Longhi, l’incontro col maestro risale agli anni universitari a Bologna e continuò, in seguito, quando l’artista andava a far visita al professore - nel frattempo trasferitosi a Firenze - che era un suo grande estimatore. Di Morandi ricorda, innanzitutto, la signorilità: spoglia di ogni orpello e ipocrisia, al pari delle sue famose nature morte. La totale assenza di malizia e lo stupore, direi infantile, col quale commentava il suo crescente successo e le quotazioni, per lui favolose e immeritate, che in quegli anni raggiungevano le sue opere. 

A distanza di anni, la Gregori si stupisce ancora di questo innocente candore e delle piccole “manie” di cui andava soggetto: il commissionare al suo sarto sempre abiti degli stessi colori, tonalità di grigio e della stessa foggia per “mimetizzarsi” tra la gente e dunque non essere immediatamente identificato. L’ansia, quando veniva a Firenze, di perdere il treno e non tornare per la notte a Bologna avendo il terrore di dover dormire fuori casa; cosa che, infatti, non è mai avvenuta.

Anche per me è tempo di congedo. Saluto la professoressa, con l’impegno di una visita estiva quando sarà in vacanza sul lago d’Iseo e mi affretto a raggiungere la stazione: si lascia Firenze, città dove ho vissuto per oltre di un decennio, e si torna a Brescia.

Giuseppe Merlo

(Nella foto, una delle celebri nature morte di Giorgio Morandi)

Gli altri articoli sulle conversazioni tra Merlo e la Gregori: Arte: conversazioni con Mina Gregori/1Arte: conversazioni con Mina Gregori/2;  Arte: conversazioni con Mina Gregori/3. Parla a 51news.it una delle più grandi storiche dell'arte italiane