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Manzoni provocatorio, gavardese d'adozione. Pontormo manierista e organico. Galli della Loggia politologo, ignora l'arte contemporanea.

di Federica Bolpagni e Dario Bellini 

DB: "Da decenni in Italia non viene inaugurato un grande museo, una grande biblioteca, una grande istituzione di cultura di respiro nazionale, e a Roma, per esempio, si sono aperti ben due ridicoli musei di arte contemporanea (il Maxxi e il Macro) mentre con minore spesa poteva essere messo in sicurezza per sempre un tesoro inestimabile come la Domus Aurea." 
FB: caspita chi è che lo dice?
DB: mi sono segnato la data, 24 giugno 2014, fondo di Galli della Loggia sul Corriere.
FB: una stroncatura per l'arte contemporanea!
DB: infatti, tutto quello che a noi toglie il sonno, tagli, sacchi, installazioni, sembra, ad uno dei principali analisti della società italiana, nient'altro che cianfrusaglia ridicola.
FB: si merita una ramanzina!
DB: ... nemmeno sfiorato dalla cultura artistica contemporanea, ti rendi conto?
FB: e se la devi spiegare a lui figuriamoci a quanti non hanno per proposito quello di capire cosa accade attorno a noi, cosa fanno oggi gli artisti... eccetera
DB: io ci provo!
FB: proviamoci allora!
DB: ci provo con quello che per molti è la più incomprensibile delle cosiddette provocazioni dell'arte contemporanea: la merda d'artista di Piero Manzoni.
FB: ma è una provocazione?
DB: beh, innegabilmente un elemento di forte... estrema sollecitazione del senso comune nel proporre come opera dell'arte una scatoletta sigillata contenente pochi grammi dei propri escrementi, c'è, non si può negare... e forse non si deve neanche perché la radicalità nell'avanguardia è necessaria...
FB: e anche propulsiva, di solito! ma dillo bene e con ordine se c'è dell'altro.
DB: c'è dell'altro, infatti. Bisogna partire dall'achrome.
FB: nessun colore?
DB: non solo niente colore, come le prime opere tutte bianche di Manzoni, ma anche l'idea di una acromia del corpo, una purezza che non è variopinta nel senso della grancassa dei colori che un po' ci stordiscono come api verso i fiori.
FB: noi non siamo api che devono essere spinte ad impollinare con un addome peloso.
DB: ecco, proprio. C'è una forma di prostituzione nello sventolare i colori e dire: ecco qui c'è l'arte, o almeno negli anni sessanta la pensano così. Quindi Manzoni è per pudore che toglie i colori e firma i corpi delle modelle, timbra con la sua impronta digitale le uova sode che mangia e fa mangiare... e distilla con l'intero corpo, come una macchina spiritualizzante, la materia che digerisce e quindi espelle.
FB: in un certo senso purifica...
DB: lo penso anch'io.
FB: ma fermo un attimo! ora le operazioni artistiche di Piero Manzoni sono conservate all'interno di musei, sono considerate tappe fondamentali della storia dell'arte, almeno da chi non ne sia totalmente avulso. Ma ciò che dice Galli della Loggia è davvero sconvolgente. Viviamo nel culto dei gloriosi musei italiani ma non ci rendiamo conto che ogni periodo è stato contemporaneo a sé stesso e se tutte le civiltà avessero ragionato come lui... Viviamo insomma nel culto del passato...
DB: torcicollo passatista? Dobbiamo ancora rifarci al futurismo? qui non si va mai avanti!
FB: perché è difficile guardare il presente e discernere ciò che ha valore da ciò che non ne ha. E’ molto più agevole procedere per strade interpretative già definite! E' una questione di complessità. Sì, lo so, questa parola non ti piace, trovane un'altra ma è così! E' facile apprezzare ciò che ha un valore comunemente definito ma del contemporaneo che cosa dire? è davvero labile il limite che definisce un'opera d'arte...
DB: un gallerista mi ha detto: ciò che è arte lo stabiliscono gli artisti!
FB: in passato molti hanno saputo muoversi su questo confine così scivoloso. E se anche Romanino sale la Valle Camonica per stravolgere le fattezze dei suoi santi, ha potuto contare su  un  parroco di montagna che lo ha lasciato esprimere in libertà.
DB: per non dire di certi committenti!
FB: esatto! pensa ai Medici con il Pontormo: era un contemporaneo che dipingeva i suoi contemporanei. Si va dal ritratto di Alessandro a quello di Cosimo il Vecchio.
DB: e di certo non era un contemporaneo che seguiva la tradizione! semmai la forza moltissimo dall'interno.
FB: infatti! guarda la Deposizione ordinata da Ludovico Capponi, banchiere e uomo politico di grande influenza, per la sua cappella funeraria: registro di colori, impianto iconografico: tutto si muove in una dimensione teatrale profondamente anticlassica, totalmente svincolata dalla filologia dei testi sacri. Una gestualità congestionata muove i corpi che, in un precario equilibrio statico, quasi eseguono dei passi di danza. E i colori, così cerebrali che potremmo paragonarli, per forza di rottura, all’achrome di Manzoni!
DB: ai rossi di Raffaello sobri e pieni di potenza e autorità contrappone dei rosa svenevoli e dei verdini...
FB: ... eppure è lì, campeggia in Santa Felicita. Pure papa Leone X sarà tra i suoi committenti e certo non era un carattere facile.
DB: ...
FB: ... anche Pontormo era ossessionato dai moti del suo ventre: basta leggerne il diario! Tra “minestraccia”, “pane e cacio” e “carnaccia”, scrive di suo pugno le cronache di tutti i suoi più banali mal di pancia, accanto alle quali disegna i particolari delle sue opere, nate insieme a queste sue ossessioni.

DB: sì, ed era un diario, un qualcosa di privato. 

FB: Piero Manzoni tratta come una reliquia il decantato delle macchinazioni del corpo. 

DB: Piero Manzoni veniva ogni estate a Gavardo!

FB: ma dai?!?

DB: aveva dei parenti a Soprazocco e una casa. Enrico Giustacchini ci ha scritto un libretto ben documentato.

FB: ...

DB: cosa mandiamo a dire a Galli della Loggia?

FB: se con "ridicoli" intende dire che i musei di arte contemporanea sono risibili...

DB: ... ridicolo sarà lui che non capisce  e ha la prima pagina del Corriere giorno si e l'altro no.

FB e DB: ...

FB: ... guarda quel giallo accanto alla maglia rosa del giovane chinato!

DB: bello!