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Oggi si aprono al pubblico altre tre mostre di arte contemporanea: Gardone giardino Heller ore 11, Roè Volciano ex cotonificio De angeli Frua alle 13, Puegnago Fondazione Leonesia ore 18. Maddalena Fanconi, Marco La Rosa e un gruppo di artisti iraniani.

Non ne conosco nemmeno uno, ma ho voglia di andarci! Aperte al pubblico vuol dire che quegli artisti e quelle opere appese, disposte per le sale o come capiterà di vederle in ogni modo, sono oggi come dei giovani ragazzi vestiti con quella cura di rivolgersi ai coetanei e di piacere loro che conosciamo bene. Sono pronte a piacerci, a suscitare qualcosa in noi, a far si che si metta qualcosa a sobbollire in un luogo che non frequentemente dentro di noi si agita: il luogo della bellezza. Magari qualcuno ci offrirà qualcosa di irritante, di scabro di "provocatorio" e io invito a considerarli come quel modo che hanno adesso i ragazzi di arrotolare il fondo dei pantaloni stringendoli oltre il necessario o di tenere la cintura bassa con apparentemente l'unico scopo di indisporci per essere così trasandati, oppure quando si lavano poco o si truccano troppo. Ci stanno urticando peché vogliono svincolarsi ma non esserci invisibili. Ho portato le due specie ad incontrarsi: alcuni giovanissimi studenti a vedere la mostra di artisti poco più grandi di loro esposti da qualche settimana nell'interrato del supermercato Italmark di Villanuova (aperta il sabato e la domenica pomeriggio); giovanissimi truccati e dagli orli arrotolati hanno un po' riso e un po' schiamazzato, hanno alzato le spalle e sgranato gli occhi, ma di fronte al video di Nicola Forconi in cui l'autore disabile sulla sedia a rotelle prende uno ad uno tre grossi vasi di ceramica bianca e li scaglia in frantumi al suolo nell'oscuro garage di qualche condominio anonimo, sono stati zitti e seri. Io ero lì e ho visto la scintilla.

Dario Bellini