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Mi trovo per qualche giorno in Alto-Adige. Questo soggiorno, la conoscenza di  nuovi luoghi e persone mi hanno suscitato alcune riflessioni soprattutto pensando alle recenti vicende di casa nostra relative ad alcuni comuni che hanno espresso la volontà di annettersi alla regione autonoma Trentino Alto-Adige, lasciando la Lombardia.

 

Primo: questo è Alto-Adige uguale Italia e non Sud-Tirol. Mi dispiace se a qualcuno non garba ma questo territorio è i-ta-lia-no. Nonostante tutti parlino tedesco e a fatica mi si rivolgano nella mia adorata e straordinaria lingua, bisognerebbe ogni tanto ricordarlo a lor signori.

Secondo: se anche i nomi dei paesi e delle vie vengono scritte prima in tedesco e poi in italiano, andrebbe sottolineato che le case che lì vi sorgono sono state spesso ristrutturate con soldi freschi freschi giunti dalla spesso disprezzata e italianissima Roma. Autonomi sì, ma con quali soldi?

Terzo: va detto. Qui sono arrivati fiumi di soldi italiani, ma sono stati spesi – è inutile negarlo – davvero bene. Con intelligenza, metodo, cultura. Non sono stati gettati nella cloaca massima della mafia, intascati da politici senza scrupoli (per carità ci saranno anche qui le eccezioni!!!!), imbustati in mille rivoli di inutili spese. E poi certo non è facile vivere in una terra di confine, ma i confini – per Dio!  - vanno riconosciuti.

Quarto: ricordo – per inciso - che perché queste terre fossero italiane, qualche centinaio di migliaio di giovani soldati ventenni pose fine alla propria vita un secolo fa.

Detto questo, ribadisco che anche questa è Italia, è il mio paese e sono orgogliosa di quanto qui è stato fatto. Ma – vi prego – fate che non sia legale per quel signore “alto-atesino” appendere su casa sua quell’offensivo cartello (Sud-Tirol ist nicht italien). L’Italia gli faccia pagare almeno una multa! O lo spedisca al di là del confine.

Maria Paola Pasini