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Ragionavo in questi giorni con mio marito e altri amici sulla vocazione delle valli bresciane. Valtrompia e Valcamonica per lo più di difficile attraversamento verso nord.  Molto diversa la Valsabbia che senza ostacoli morfologici si affaccia direttamente sul trentino, sull'Austria, sull'Europa.

Osservando qua e là le diverse proposte in questi mesi nella zona, mi accorgo che ci troviamo di fronte a idee originali, interessanti, culturalmente competitive con altri territori (la città per esempio) che godono di ben altra "buona" stampa. Il festival degli artisti di strada di Idro, la Tre campanili e altri appuntamenti podistici che attirano qui migliaia di persone, l'iniziativa con i monaci buddisti di Vestone, l'idea di valorizzare piatti tipici come la polenta "carbonera" o la "trippa" allo storico mercato di Nozza: sono iniziative che farebbero invidia ad altre province per originalità e intelligenza. Solide radici, ma sguardo aperto verso il futuro. La Valsabbia sta facendo passi da gigante in questa direzione anche sul piano squisitamente culturale con la valorizzazione della Rocca d'Anfo, splendido e unico gioiello. Bene, allora altri dovrebbero prendere esempio da questo territorio trattato forse troppo spesso con supponente snobismo. Qui, amici, se ci fosse abbastanza intelligenza e umiltà, ci sarebbe da imparare. E molto. Altro che festicciole di quartiere. Altro che deprimenti istallazioni radical chic. Qui, in riva al fiume Chiese, si respira aria di cultura. Vera.

Maria Paola Pasini