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Si prosegue fino al 25 settembre. Ancora qualche giornata di opportunità, dunque, per vedere la Rocca d’Anfo attraverso una visita guidata (si tiene mercoledì sabato e domenica, vedere al sito www.roccadanfo.eu). E io l’ho vista, io ci sono stata. Per questo ho deciso di raccontarvi molto brevemente perché vale la pensa di visitare questa straordinario gioiello della Vallesabbia, dell’intera provincia di Brescia.

Una frase che mi è capitato di sentire in questi giorni: “Se altri avessero la Rocca d’Anfo, chissà cosa ci farebbero…”. Vero, va dato merito tuttavia alle istituzioni (Regione Lombardia e Comunità montana di Vallesabbia prima di tutti, ma anche comune e soprattutto il volontariato locale) che negli ultimi anni hanno portato a casa risultati (e contributi importanti), dopo una stagione penosa di abbandono. Va dato atto agli amministratori di aver avviato un cammino che si preannuncia lungo ma anche pieno di sfide e soddisfazioni.

C’è la parte di messa in sicurezza, essenziale e costosa, senza cui non è possibile avviare nessun altro discorso. Ma poi c’è il tema della storia, della conoscenza, della valorizzazione. La Rocca ha tante storie da raccontare, bisogna farla parlare.

Dico di me, ma per dire della Rocca. Quest’anno nel mio corso di “marketing del territorio” presso l’Università Cattolica di Brescia mi sono posta come obiettivo di costruire insieme agli studenti un piano di valorizzazione della Vallesabbia e della sua punta di diamante: la Rocca di Anfo.

Cercheremo di studiare questo luogo, di capirlo, ma soprattutto di dare degli obiettivi, di “costruire una narrazione”, una suggestione da offrire che renda questo luogo attrattivo, e quindi indimenticabile. Ho già chiesto l’aiuto di qualcuno in questi giorni e altri cercherò di coinvolgere, se lo vorranno. Sono anche alla ricerca di indicazioni e suggerimenti. Comunque la visita alla Rocca sotto la guida di Maurizio Zenucchi è stata straordinaria (ma lo è anche con le altre guide garantito). Ve la consiglio.

Maria Paola Pasini