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Dopo la prima fase che ha portato all’arresto di Claudio Tonoli - il sieropositivo “untore” - e i nuovi arresti eseguiti in questi giorni, il comandante della Polizia locale di Montichiari, Christian Leali, fa il punto della situazione.

Cene, pranzi, ricariche telefoniche: ancora una volta minorenni “comprati” con pochi spiccioli da adulti consapevoli e così sfacciati da filmarsi durante i rapporti. Teatro degli incontri una squallida automobile, un ufficio, qualche volta un appartamento. Conversazioni inequivocabili sui social, luoghi privilegiati dell’adescamento: “Se fa piacere a entrambi, divertiamoci senza pensarci troppo”; chat di whatsapp che mescolano i particolari osceni con domande apparentemente innocenti e pulite: “Com’è andata la verifica?”. “Hai fatto i compiti?”. “Sei all’oratorio?”.

Anche nella seconda fase dell’inchiesta - “Baby parking 2”, appunto - tutto prende il via da un sedicenne che aveva avuto rapporti con Matteo Parenti, il portiere d’albergo già incriminato nel primo troncone d’indagine per essersi intrattenuto con un altro ragazzo, pure sedicenne. Il secondo minorenne, citato dal coetaneo, ha permesso agli inquirenti di arrestare sei persone con cui aveva avuto rapporti a pagamento tra Brescia e Montichiari, di sottoporre all’obbligo di dimora un medico di Lecce, Francesco Fumarola, e di indagare a piede libero un professore di tedesco di un istituto superiore della Bergamasca (ma residente nel Bresciano), G.Z.

Gli arrestati sono professionisti conosciuti non solo a livello locale, come Edilberto Rinaldi (39 anni), presidente della Riserva del Parco delle Torbiere, e Ivo Amendolagine (67), presidente dell’Associazione Bresciana della Proprietà Edilizia. Gli altri raggiunti da ordinanza di custodia cautelare sono il suddetto Parenti (40), portiere d’albergo, Davide Perini (52), commercialista, Enrico Caniggia (57), titolare di un centro estetico a Manerbio, e Killian Plattner (41), di Ortisei. Sono tutti accusati di prostituzione minorile, detenzione e produzione di materiale pedopornografico; per loro il gip ha disposto gli arresti domiciliari.

Nel corso dell’operazione sono state eseguite perquisizioni che hanno portato al sequestro di cellulari e computer. Dall’analisi dei contenuti si potranno ricostruire passaggi determinanti della vicenda, mentre nei prossimi giorni gli indagati - che non si conoscevano tra loro - saranno sottoposti all’interrogatorio di garanzia e potranno difendersi raccontando la loro verità. Il comandante Leali non lo dice apertamente, ma lascia intendere che potrebbe non essere ancora finita. Gli strumenti tecnologici, utilizzati per conoscere e adescare, potrebbero rivelare altri segreti e aprire nuove piste: i suoi dodici agenti, che già si sono dimostrati molto efficienti e preparati, saranno chiamati ad altre settimane di impegno particolarmente intenso, oltre che delicato. Perché l'orrore è sempre vicino. E pare proprio che allo squallore non si possa ancora mettere la parola fine.

Giovanna Gamba