Strumenti

Padre e figlio di Lavenone denunciati per reati venatori e relativi ad armi e munizioni a seguito di un'operazione di controllo tra Vaiale ed i confini con l'Oasi del Baremone.

In questi giorni una pattuglia di agenti del distaccamento valsabbino, poco prima dell'alba, si era portata lungo i pendii che sovrastano Vaiale, in territorio di Lavenone, individuando un uomo dotato di fucile combinato e cannocchiale ben appostato in zona "Casine vècie" sotto il Passo Zeno, un'area particolarmente vocata alla presenza di ungulati, soprattutto cervi e camosci. E' dunque scattata un'operazione che ha richiesto l'intervento di una seconda pattuglia che risalita da Anfo bloccava una vettura appartenente ad un 43enne di Lavenone risultato essere proprio il soggetto controllato a distanza dagli agenti di Vaiale. A bordo del fuoristrada un uomo, probabilmente un componente della squadra ma privo di fucile che in seguito allertava l'amico circa la presenza degli agenti. Il cacciatore quindi di buona lena abbandonava la postazione di caccia dirigendosi a valle, lungo un impervio sentiero che porta a Vaiale. E proprio a valle, poco dopo, veniva fermata un'altra autovettura alla guida della quale vi era il padre del cacciatore, anch'egli "seguace di Diana"  66enne di Lavevone.  Gli uomini della provinciale hanno quindi disposto un controllo delle armi presso la residenza dell'uomo mentre l'altra pattuglia si attestava presso l'abitazione del figlio in attesa del suo rientro.  Dai controlli incrociati sono emerse numerose irregolarità a carico dei due cacciatori, tra cui una cinquantina di proietttili Winchester non denunciati ai Carabinieri, un fucile cal. 24 non denunciato, diverse armi e un centinaio di munizioni irregolarmente detenute in un luogo diverso da quello prescritto. Sono quindi scattate le denunce per omessa custodia e detezione  illegale di armi e munizioni nonchè quella per l'uso mezzo di caccia non consentito. Tutte le armi ed i proiettili sono stati posto sotto sequestro penale.