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Agli arresti padre e figlio, 60 anni il primo, 35 il secondo, entrambi avvocati. I due avrebbero da tempo dato vita ad un traffico di falsi contratti di lavoro e false buste paga che garantivano a stranieri clandestini il diritto al permesso di soggiorno.

Il tutto ovviamente previo cospicuo pagamento. Uno dei soci in affari, amministratore di diverse società, forniva contratti e buste paga, mentre il giovane avvocato, proprietario di una agenzia di consulenza per stranieri, procurava nuovi clienti extracomunitari. Insieme al padre poi si occupava di tutto l'iter burocratico per ottenere il permesso di soggiorno, ricorrendo ad una documentazione fittizia, finchè i sospetti della polizia non si sono rivelati fondati quando l'intercettazione di una telefonata tra un "cliente" e l'avvocato sessantenne ha dissipato ogni dubbio: il cliente ha più o meno involontariamente svelato di aver acquistato la possibilità di lavorare.

Andrea Franzoni