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"In quest'epoca storica di trasformazioni sempre più rapide e accelerate e di saperi sempre più specializzati e di dettaglio, l'acquisizione di un sapere utile ad una visione d'insieme risulta fondamentale per ritrovare un più solido orientamento".

Così inizia il Manifesto della filosofia ETID che verrà presentato giovedì 28 settembre a Brescia alle ore 19 presso Multilingue srl Borgo Pietro Wührer, 123.

Il manifesto rappresenta una nuova proposta filosofica che intende attirare l'attenzione sul ruolo che la filosofia è chiamata a svolgere in un mondo caratterizzato da una complessità crescente e da sfide potenzialmente molto difficili sia a livello personale che collettivo.

Perché la filosofia avrebbe un ruolo da svolgere?

Per alcune caratteristiche della filosofia stessa che il manifesto ci ricorda, quali l'attitudine al dubbio e alla ricerca, la capacità di raccordo tra i vari saperi, la tensione verso una verità pubblica e condivisa.

Ma il Manifesto ribadisce anche l'importanza che la filosofi sia anche pratica che non rimanga rintanata nelle università o nelle scuole ma ritorni a contatto con la vita concreta.

Nel manifesto a tal proposito leggiamo:

"Del resto una filosofia che ritenesse di potersi disinteressare della pratica sarebbe un po’ come chi si ponesse come obiettivo il sapere senza poi voler far derivare nulla da quel medesimo sapere.

Amante del sapere, e quindi filosofo, è colui che ama anche l’aspetto generativo del sapere e cioè il suo connettersi anche al fare, all’agire."

 

Abbiamo quindi il primo punto programmatico del manifesto:

necessità di un'azione volta al recupero della centralità della filosofia

Ma la filosofia deve guadagnarsi questa centralità, meritandosela perché non tutte le filosofie sono uguali.

È  necessario che la filosofia assuma le vesti di una qualche filosofia determinata che, partendo dalle caratteristiche di fondo della filosofia, cerchi di essere all'altezza della sua vocazione e delle sfide del mondo odierno.

È questo il secondo punto programmatico. "È qui che il lavoro concreto dei filosofi si innesta ed è qui che la filosofia deve dimostrare concretamente le proprie capacità."

La filosofia ETID è il risultato di un esercizio di questo tipo svolto dall'autore del manifesto, Eugenio Agosta, filosofo, imprenditore e autore del libro La dimora del viandante.

Leggiamo nel manifesto:

"La filosofia ETID è l'ennesima proposta teorica che intende spiegare come stiano le cose?

Sì, lo è! E tuttavia si differenzia dalle precedenti proposte di pensiero perché  esce dall’alternativa classica tra verità relativa o soggettiva e verità assoluta inaugurando una strada diversa.  La filosofia ETID crede, infatti, che una verità comune che intendesse imporsi solo dall’esterno, come spesso hanno inteso fare le verità affermate dai filosofi nella tradizione occidentale, tradirebbe se stessa e crede invece che la verità comune debba poter essere messa alla prova ed eventualmente ritrovata da ciascuno a partire dalle proprie verità soggettive. L'obiettivo è lo sviluppo di un dialogo virtuoso tra verità soggettiva, verità comune o condivisa e verità oggettiva con un passo oltre ogni relativismo o realismo superficiali."

 

Da qui il terzo punto programmatico:

diffondere un atteggiamento di ricerca che solleciti ciascuno a ritrovare ciò che per lui è più importante in modo da raggiungere più elevati e diffusi livelli di consapevolezza.

 

Leggiamo nel manifesto:

"Sono tante le sollecitazioni, interne ed esterne, che spingono gli individui in varie direzioni, spesso tra loro contraddittorie. Analizzare ciò che a noi si impone è quindi il primo passo per cercare di mettere ordine in quelle sollecitazioni, capirle meglio, stabilirne le priorità, liberarsi di alcune e approfondirne altre."

Del resto:

"La visione del mondo che ciascuno di noi ha e la visione del mondo che prevale collettivamente assumendo i caratteri di una cultura determinata, hanno un impatto molto significativo sulla psicologia, sui comportamenti, sulle azioni, sulla società, sul mondo in cui viviamo e che via via costruiamo.

Per questo motivo una visione del mondo errata potrebbe avere conseguenze fortemente negative sul nostro benessere psicologico e anche fisico e sulla qualità della nostra vita."

Il quarto punto programmatico, vale a dire diffondere una maggiore consapevolezza degli elementi essenziali e della loro dinamica, ha a che fare con alcuni risultati di ricerca specifici della filosofia ETID che, oltre alle strutture di carattere storico locale, individua nella realtà alcuni elementi di carattere strutturale che possono fungere da stella polare un orientamento di carattere generale.

 

Si giunge così al quinto e ultimo punto programmatico volto ad un'azione che miri ad armonizzare gli elementi essenziali tra loro e con la nostra realtà storico-locale e cerchi di costruire un mondo che sia più adatto a noi stessi.

Leggiamo nel Manifesto della filosofia ETID:

"Fare di questo mondo un mondo migliore è un’intenzione che c’è sempre stata e sempre ci sarà perché il dolore, la sofferenza che incontriamo in questa vita, colpisce e spinge alla riflessione e all’azione soprattutto quando pensiamo che il dolore e la sofferenza non siano sempre e in tutti i casi ineluttabili. E tuttavia le buone intenzioni non sono sufficienti: la storia è piena di azioni disastrose ammantate di buone intenzioni. Non è una nuova ingenua utopia che a noi interessa coltivare ma un realismo che sappia, al contempo, coltivare il possibile.