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Mezzo secolo fa duecento artisti invasero con opere, performances e provocazioni il paese Anfo.

L’iniziativa curata da Armando Nizzi (della galleria Sincron di Brescia) e Isaia Mabellini (in arte Sarenco) costò una denuncia e un processo per offesa al comune senso del pudore all’allora sindaco Romeo Seccamani e al vicepresidente della Pro Loco Anselmo Foglio: entrambi furono assolti. Erano le avvisaglie della contestazione del ‘68. L’evento sarà ricordato dal 31 agosto al 3 settembre ad Anfo con l’iniziativa “Un paese + l’avanguardia artistica”. L’iniziativa è stata presentata nella sede della Comunità montana di Valle Sabbia dal presidente della Pro Loco di Anfo Giancarlo Melzani, dal suo vice Pierdomenico Taramelli e dagli artisti Michele Avigo e Mary Sperti, oltre che da Massimo Tedeschi, presidente dell’AAB che ha dato il patrocinio all’iniziativa. L'iniziativa conta anche su un contributo della regione Lombardia e del comune. Nella sede della Pro loco saranno esposte 25 opere che rientrarono nell’iniziativa del 1968. Altri 50 artisti contemporanei (fra cui 2 siriani) esporranno in paese le loro opere, come avvenne cinquant’anni fa. Sabato mattina, poi, nella sala consiliare proiezione del docufilm “Anfo 1968: ricordi d’avanguardia” e a seguire dibattito storico-critico a cui – moderati da Massimo Tedeschi – interverranno Romeo Seccamani e gli studiosi Alessandra Acocella, Giancarlo Marchesi e Fausto Lorenzi.