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Viene inaugurata venerdì 8  la quarta cella del Capitolium di Brescia e insieme la mostra “Roma e le genti del Po. Un incontro di culture. III-I secolo a. C.”, aperta al pubblico dal giorno successivo.

 Da decenni di parla della sistemazione della quarta cella e dell’area archeologica romana della città.

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Facciamo un  salto nell’immediato dopoguerra con la ricostruzione storica di questa annosa sistemazione:

“Nel 1948 vennero eseguiti alcuni interventi e alcune opere di manutenzione delle celle, sistemazione di lucernari, allargamento porte, delimitazione della zona di scavo del teatro romano. Nel 1951 la Giunta comunale approvò lavori di sistemazione al Capitolium per 6.500.000 di lire.

Si erano registrati alcuni ritardi ma l’amministrazione comunale rassicurò sul positivo andamento complessivo dei lavori. Nel 1952 gli appalti di varie opere erano stati assegnati e i cantieri aperti.

Scriveva il Giornale di Brescia nel 1952: “Così può domandarsi il bresciano non per un puerile campanilismo, ma per il ricordo dei programmi più volte annunciati, dei quali sono una parte è stata realizzata, mentre intanto la Vittoria è detronizzata, e degli altri pezzi, alcuni sono sfollati (ma con opportuno provvedimento della Direzione), alla Pinacoteca, il resto giacente (dove e come è semplicemente possibile). La costruzione dei nuovi locali del Museo non è stata neppure iniziativa, mentre i lavori che la Soprintendenza conduce dallo scorso anno per il restauro della cella centrale paiono sospesi. Ebbene, siamo in grado di fornire delle notizie sufficienti per fugare o almeno mitigare il pessimismo che s’insinua facilmente nell’uomo della strada per ogni genere di lavori che non vede effettuati con la rapidità del volo dell’agile speme. Prima di tutto le opere finora finanziate per la costruzione dei nuovi locali del Museo risultano ora appaltate dal Comune ed è imminente l’inizio dei lavori secondo il Piano felicemente elaborato dall’Ufficio tecnico comunale ed approvato dalla competente Soprintendenza. Entro l’anno è perciò prevedibile il termine della costruzione del primo locale”. 

Infatti pochi giorni prima la Giunta aveva assegnato i lavori per la realizzazione delle «opere di modifica, di sistemazione di un’apertura, del tetto e delle pareti della cella destra del Capitolium e per la costruzione di un nuovo locale per il Museo dell’Età romana presso il Capitolium stesso di piazza del Foro», intervento successivamente ulteriormente ampliato a anche per il «fatto che l’anno venturo i visitatori, specie stranieri, saranno sempre più numerosi (dato l’incremento continuo del turismo)».

Nel 1954 l’assessore Vezzoli proseguì con le opere di consolidamento e «di finitura dei tre nuovi locali» realizzati per «rendere possibile l’ordinamento e l’esposizione delle numerose collezioni antiquarie». Chiese inoltre che venisse aggiunta la quarta sala alle tre già costruite. Nella quarta cella avrebbe dovuto essere sistemata la Vittoria alata, il simbolo più noto e amato della città. Per questa nuova realizzazione venne previsto un nuovo investimento di 2 milioni di lire. Nel 1955, l’apertura del Museo è ormai imminente. Si procedette così ad un restauro dei pezzi marmorei più pregevoli. Nel 1956 il Comune di Brescia aderì alla Campagna Internazionale dei Musei promossa dall'Unesco in occasione dei suoi dieci anni di vita. Nell'ambito di questa iniziativa, dal 6 al 14 ottobre, venne istituita a livello nazionale la I settimana dei Musei, una campagna dai chiari intenti educativi, volta ad avvicinare i cittadini alle strutture museali. Anche Brescia diede vita ad alcune iniziative”.

Come si vede una storia, quella della quarta cella, che ha origini molto lontane nel tempo.