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Aprirà i battenti a fine gennaio e sarà inaugurato il giorno 11 febbraio 2017 il nuovo centro medico-sanitario, ricavato dai locali dell’ex seminario dei Francescani sul lungolago a Rivoltella. Gestito dal personale degli ambulatori Raphael, offrirà visite di prevenzione oncologica e diagnosi precoce, ma anche un servizio di psiconcologia e numerosi altri interventi, fino all’assistenza domiciliare integrata per malati di lungo corso, sia con cure palliative che generiche.

Cura della persona, non solo della malattia, e presa in carico dell’intera famiglia di chi si sente solo e sconcertato dopo una diagnosi di tumore. Questa è solo una delle peculiarità del nuovo progetto concepito dai medici di Raphael, la cooperativa fondata da don Piero Ferrari con sedi a Clusane e a Calcinato, in sinergia con l’associazione Priamo che da anni si occupa del sostegno ad ampio raggio per i pazienti oncologici. Ora, dopo anni di attesa, sono a disposizione gli spazi per operare sul territorio anche con nuovi interlocutori, come i medici desenzanesi associati in “Medici insieme”. Undici medici di base occuperanno infatti il primo piano della struttura e costituiranno il nucleo iniziale di una collaborazione tra pubblico e privato che ci si augura proficua.

Tra tutti i servizi offerti, alcuni sono una piena novità nel supporto alla cura, come l’approccio nutrizionale o i laboratori di rilassamento, yoga, danza e musicoterapia, mentre altri sono consolidati e ormai quasi imprescindibili nel percorso riabilitativo, come la fisioterapia e la consulenza ginecologica o dermatologica. Li abbiamo già illustrati nel dettaglio in precedenza (v. Rivoltella: la nuova sfida del centro Raphaël), ma immaginarli realizzati nell’ampio e luminoso edificio appena ultimato suscita un’ulteriore emozione. L’intera struttura occupa uno spazio di 17mila metri quadri, dei quali solo 3mila sono attualmente a disposizione per il poliambulatorio; i restanti costituiscono l’edificio fronte lago ancora in fieri, che doveva essere il vero e proprio ospedale oncologico ideato da don Ferrari. Il costo di questo primo intervento è di 15 milioni di euro, «tutti raccolti attraverso donazioni – precisa Roberto Marcelli, presidente di Raphael – con il contributo delle circa 10mila “sentinelle del Laudato si’” che da anni pregano e offrono denaro per questo scopo». Nessun finanziamento pubblico, dunque, ma una raccolta costante di tante gocce, confluite in rivoli e poi in fiumi di aiuti che si sono concretizzati in un risultato quasi miracoloso.

La trentennale esperienza di Raphael può dunque sbarcare sul Garda forte del suo approccio unico alla persona malata. «Ci prendiamo in carico una persona – sottolinea Vittorio Corsetti, responsabile sanitario degli ambulatori Raphael – e teniamo il filo della sua storia attraverso i controlli per la prevenzione. Se si scopre un tumore si definisce, con il paziente e la consulenza dei nostri specialisti, il percorso di cura migliore per lui affidando il malato, quando serve, agli ospedali pubblici, ma senza mai abbandonarlo». L’anno scorso su circa 6000 pazienti visitati sono state fatte 108 diagnosi di tumore e 262 di lesioni pre-cancerose: la diagnosi precoce in persone asintomatiche significa spesso la differenza tra la possibilità di sconfiggere o meno la malattia, perciò è così importante. «Siamo nati con l’intento di stare vicini ai malati di cancro – continua Marcelli – e perciò, per nostra scelta etica, dal momento di una diagnosi tumorale ogni visita o intervento specialistico diventa da noi gratuito. Le spese vengono coperte grazie alla beneficenza, che ci permette non solo di sopravvivere senza debiti, ma anche di poter acquistare macchinari diagnostici sempre all’avanguardia e sempre più precisi».

Don Dario Pedretti, presidente della Fondazione Laudato si’, ricorda che all’interno del centro si è ricavato un appartamento per le Missionarie francescane del Verbo Incarnato, da sempre impegnate nell’assistenza ai malati e coinvolte nel progetto di don Piero fin dall’inizio, insieme a Mamré, comunità femminile di laiche consacrate, e al Cenacolo, la corrispondente comunità maschile, istituzioni fondate dallo stesso don Ferrari e rappresentate da Cristina Gasparotti, responsabile anche della formazione di Raphael, e Bruno Bonfiglio. Altra peculiarità sarà infatti l’assistenza spirituale “integrata” con quella medica e psicologica, sempre nell’ottica di un intervento personalizzato e globale, sulla persona più che sulla sola malattia. 

«Questa è un’opera di Dio - conclude don Dario - che si è realizzata secondo il Suo tempo. Noi ci abbiamo creduto e abbiamo collaborato con la provvidenza senza sapere quando si sarebbe conclusa». Ora però il tempo degli uomini scandisce una tappa fondamentale: sabato 11 febbraio il centro sarà inaugurato ufficialmente in una data non casuale, visto che si tratta della giornata del malato e si fa memoria dell’apparizione della Vergine a Lourdes. Poi si rilancia e si guarda subito al futuro, in attesa di collaborazioni e accreditamenti con la sanità pubblica che potrebbe individuare il centro come sede di terapie chemioterapiche o come hospice. Da un polo che si configura come esperienza pilota fra le prime in Lombardia, nasceranno di certo nel tempo altri progetti di eccellenza. Si vedrà.

Giovanna Gamba