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Dopo le polemiche sollevate sulla lussuosa struttura di Desenzano adibita ad accoglienza di migranti, la Prefettura di Brescia interviene con alcune precisazioni per chiarire la vicenda.

«Dagli accertamenti documentali svolti, questa Prefettura ha appurato che i migranti in questione - 31 per la precisione - sono stati collocati presso la predetta struttura dalla società Agri Scar senza preventiva informazione allo scrivente ufficio benché, già in data 17 ottobre, allorché la predetta società aveva partecipato al bando indicando la disponibilità di 100 posti complessivi riservandosi, come di consueto, di produrre tutta la documentazione prevista e necessaria per l’effettivo avvio del centro, questa Prefettura avesse formalmente sollecitato il gestore a fornire riscontro.

Il sopralluogo effettuato in data odierna ha posto in evidenza, al di là degli aspetti formali di cui sopra, la circostanza che la struttura utilizzata, compresa in un più ampio compendio, è completamente dismessa da ogni altro utilizzo e la porzione utilizzata consistente in ex agriturismo, e quindi non un resort.

Al momento essa condivide unicamente alcuni spazi comuni con un’associazione sportiva locale che gestisce alcuni campi da golf e con la quale parrebbe essere emerso un contenzioso relativo ai costi di gestione dei servizi comuni. Il resto del compendio, comprensivo della piscina, risulta dismesso da circa un anno.

Alla luce delle predette considerazioni e con riserva di approfondire ulteriormente presso gli uffici giudiziari e con lo stesso gestore ogni altro aspetto formale che ne legittimi l’impiego è stato, intanto, disposto lo spostamento dei migranti in altre strutture.

Si sottolinea, altresì, che ogni strumentalizzazione circa il “particolare lusso” che sarebbe stato riservato nell’occasione agli ospiti appare del tutto infondato poiché le nove stanze utilizzate, presenti nell’ex agriturismo, hanno standard di assoluta semplicità e normalità e la vita condotta all’interno della struttura è completamente analoga a quella degli altri migranti ospiti sul territorio provinciale». 

Prefettura di Brescia