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Pubblichiamo con molto piacere questo testo di Sonia Piccoli, gavardese e grande camminatrice, oltre che scrittrice di viaggi. Il cammino sono l'anima del viaggio. Anche al femminile.

Il cammino è donna

Nel mio girovagare per le mie valli (Vallesaabbia, valtrompia, valcamonica, valtenesi, alto e basso garda) e non, ho appurato che sempre di più, ogni cammino è Donna.

Partendo dal mio Gruppo Camminando qua e là e il Cammino è per Tutti, che ha raggiunto dei bei numeri sia nel mondo virtuale che nella realtà. E’ sempre più Rosa. Ogni una di loro porta la loro storia, in più modi. E con grande coraggio affrontano le loro paure o le ostilità della vita.

Basta sfogliare il libro di ogni eremo e santuario, bivacco o rifugio, messo a disposizione per i commenti dei viandanti, per rendersi conto di quante siano le donne che affrontano, molto spesso da sole, un cammino o trekking itinerante. Partendo da luoghi lontani, e determinate ad arrivare in qualsiasi luogo. È emozionante leggere le poche righe che lasciano, in bella o “brutta” scrittura, che lascia intendere la loro provenienza e la loro profondità.

Zaini leggeri o pesanti a secondo del cammino, capelli al vento, sciarpe colorate e spesso larghi cappelli per proteggersi dal sole. Si riconoscono da lontano, per la grazia dei loro passi, sicuri, ma tranquilli. Il passo di chi, si mette in cammino non per competere, ma per conoscere e per conoscersi.

Sono donne di tutte le età, pronte al sorriso che illumina i loro volti bianchi o abbronzati.

Donne che affrontano un guado impegnativo o un irta salita per raggiungere una cima o una città o paese per raggiungere un sogno, un obbiettivo o altro. Sono italiane o estere (per lo più tedesche): prima di sentire la loro voce, parlano i loro occhi e sorrisi. 

Occhi chiari che brillano su volti da pellegrine, viandanti e montanare, che hanno conosciuto il vento, il sole e la pioggia.

Donne come la figura storica e leggendaria della pellegrina Egeria, che ci ha lasciato uno dei primi resoconti del viaggio in Terrasanta, dove si fermò tre anni, tra il IV e il V secolo. Una donna forse colta, che veniva dalla Gallia o dalla penisola iberica. O come Alexandra David-Néel, orientalista e antropologa, che nel 1926 fu la prima donna a viaggiare in Tibet. Raggiunse Lhasa in abiti tibetani, con un lungo cammino dalla Mongolia.

Donne di oggi come la Vera e Unica Pellegrina Emma Morosini. Donna di grande fede verso la Madonna e come si definisce lei nei suoi libri l’Asinello del Signore. Novantaquattro anni e dall’età di settanta anni ha percorso più di 35000 chilometri.

Donne che si muovono in libertà sulle strade del mondo o del proprio territorio. E ogni donna che viaggia racconta una sua storia, vive la sua personale avventura, si arricchisce a ogni passo di energie, storie, emozioni.

Sonia Piccoli