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BRESCIA: RALLENTA LA PRODUZIONE METALMECCANICA, MA LE ASPETTATIVE SONO MODERATAMENTE POSITIVE. I dati del I Trimestre 2019 evidenziano variazioni tendenziali positive, ma in deciso rallentamento rispetto ai periodi precedenti; la crescita maggiore è segnata dal comparto della meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (+3,0%); Gabriella Pasotti (Presidente Settore Meccanica AIB): “Le prospettive sono moderatamente positive. Permangono alcune incertezze legate alle incognite nell’Europa post elezioni, all’ipotesi di una Brexit “disordinata” e al rallentamento della Germania”.

Brescia, 7 giugno 2019 - In provincia di Brescia, nel primo trimestre 2019, l’attività produttiva dei tre settori metalmeccanici ha segnato variazioni tendenziali (rispetto allo stesso trimestre del 2018) positive, anche se in deciso rallentamento rispetto ai periodi precedenti.

In particolare, il comparto metallurgico siderurgico ha registrato una crescita tendenziale dell’attività dell’1,7% (contro il 4,9% tendenziale del trimestre precedente), la meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche del 3,0% (5,0% nel IV Trimestre 2018), la meccanica tradizionale e mezzi di trasporto dell’1,2% (1,1% nel IV Trimestre 2018).

Le prospettive a breve termine espresse dagli operatori dei tre comparti sono, nel complesso, moderatamente positive e si inseriscono in un quadro nazionale in cui si stima che la fase più acuta del rallentamento sia stata superata; rimane tuttavia una serie di incognite a livello internazionale, tra cui l’incertezza politica in Europa dopo le elezioni, l’ipotesi di una Brexit “disordinata” e il rallentamento della crescita in Germania.

L’industria bresciana vede con apprensione, in particolare, il rallentamento del mercato tedesco, in cui l’indice PMI del settore manifatturiero (cioè la capacità di acquisizione di beni e servizi da parte delle imprese) ha registrato a maggio il valore di 44,3, intorno ai minimi del 2012. La frenata tedesca rischia di compromettere le sorti del settore metalmeccanico bresciano, che nel 2018 ha diretto in Germania un quinto del proprio export complessivo, per un valore di 2,7 miliardi di euro. 

“Siamo di fronte a dati che si mantengono sostanzialmente positivi per la provincia di Brescia, nonostante la fase di stagnazione che sta interessando il settore metalmeccanico a livello nazionale – commenta Gabriella Pasotti, Presidente del Settore Meccanica di AIB –. Per quanto riguarda le prospettive a breve e medio termine, si inseriscono in un quadro nazionale non particolarmente vivace, mentre, sul versante internazionale, le incertezze continuano a riguardare il rallentamento della Germania, le tensioni internazionali causate dai dazi e le incognite legate alla Brexit, nonché il futuro politico dell’Europa”.

Sul versante del mercato del lavoro, si segnala il significativo ridimensionamento della Cassa Integrazione Guadagni nei comparti metalmeccanici. Le ore complessive nei primi quattro mesi del 2019 sono diminuite del 16,9% rispetto allo stesso periodo del 2018. In particolare, la componente ordinaria è scesa del 23,7% (da 206.971 a 157.923 ore), quella straordinaria del 15,5% (da 1.022.742 a 863.868 ore). Questa dinamica è in controtendenza con quanto si rileva in ambito nazionale. I dati dell’Osservatorio AIB-ApL (sulle richieste di lavoratori in somministrazione) al quarto trimestre 2018 hanno invece messo in luce alcune tensioni nel reperimento di figure professionali legate alla metalmeccanica, quali operai specializzati (fabbri, fonditori, saldatori, montatori, manutentori, installatori) e conduttori di impianti (operatori impianti trasformazione metalli).

Dal punto di vista della struttura produttiva, Brescia è la terza provincia italiana per rilevanza dell’industria metalmeccanica (dopo Torino e Milano). Con poco meno di 100 mila addetti attivi nell’industria metalmeccanica, è leader nazionale per quanto riguarda la metallurgia (16 mila addetti) e i prodotti in metallo (36 mila), è al terzo posto nei macchinari e apparecchiature (31 mila) e in quinta posizione relativamente ai mezzi di trasporto (poco più di 8 mila addetti).