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Vorrei sbagliarmi. Vorrei davvero che non finisse così. Che questo famoso albero della vita – parossisticamente esaltato dalla stampa locale e nazionale come “Orgoglio bresciano” (dal nome del consorzio costruttore) - finisse per diventare il simbolo del più clamoroso flop della storia mondiale degli expo.

Non voglio certo dar ragione a Sgarbi che recentemente lo ha definito “un’opera di m…”. Sgarbi – detto tra noi – mi sta pure antipatico. Tuttavia, fiumi di soldi dati in pubblicità a giornali e tv – lo ha riportato il quotidiano Il Fatto nei giorni scorsi – avrebbero favorito una stampa… disponibile a non svelare i ritardi di questa impresa (mi riferisco a Expo naturalmente). Ritardi clamorosi. Non vorrei che fosse così, ma onestamente devo registrare un primo incredibile insuccesso. La discussione pubblica, a meno di un mese di distanza dall’inaugurazione di Expo 2015, ci vede impegnati a rispondere ad un’unica domanda: ce la faremo o no? Nessuno che ci spieghi (o pochissimo) cosa troveremo, cosa potremo vedere ecc. Niente di tutto questo. E poi la storia patetica del “camouflage”. Stiamo ragionando su come riusciremo a nascondere le parti di strutture non ultimate. Incredibile. Vorrei davvero sbagliarmi. Per il bene del nostro paese.

Maria Paola Pasini