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Il Basket Gavardo saluta  Fiorella e Piero.In questi giorni di lutto per Gavardo il presidente del Basket Gavardo Nadir Loro ha affidato al "Pate"Pierluigi Paterlini di scrivere un ricordo. Un pensiero breve, ma intenso, per commemorare 2 ragazzi che hanno percorso un tratto della loro vita sul parquet di Gavardo, con il Basket Gavardo, recentemente scomparsi. Lo pubblichiamo volentieri.

L’uno-due è stato micidiale. Inaspettato, fulmineo, da togliere il fiato. Nemmeno Cassius Clay contro Sonny Liston aveva fatto tanto male in così poco tempo. E invece in pochi giorni abbiamo ricevuto due terribili notizie, due lampi maligni a squarciare un’estate spensierata. Fiorella e Piero, accomunati da tante battaglie su parquet, se ne sono andati, senza far rumore, in luglio, quando le palestre si svuotano e migliaia di ragazzini si riversano sui campetti all’aperto tra canestri ed asfalto rovente, con la 23 di Lebron sempre troppo grande. Chissà, magari questa immagine a loro sarebbe piaciuta. Loro che avevano fatto del basket una passione gioiosa, loro che quando Gavardo nemmeno aveva un palazzetto e le docce della palestra delle scuole medie erano perennemente ghiacciate si gettavano nella mischia senza risparmiarsi, loro che la fatica e il sudore erano la normalità, loro che oggi non ci sono più. Li avevo incontrati molti anni fa, nel 1990 o giù di lì, io sedicenne neofita innamorato del basket, e poi li avevo persi di vista, perché spesso la vita segue percorsi tutti suoi, ma i messaggi di condoglianze che ho letto in queste due settimane mi hanno disvelato il loro lascito di amicizia, gratitudine e stima incastonato nei cuori di chi li ha conosciuti. Sentimenti, non meme o emoticon. C’è una canzone che ho sempre amato, “Bolormaa” dei CSI, e in questo momento mi rimbomba nella mente l’inciso finale di Ginevra De Marco:

 

Splendida Bolormaa arresa all'amore

Fluida contorta molle resistente

Lascia fluire il dolore

Che la felicità è senza limite

E va e viene

 

E forse questa è la vita, è fluida contorta molle resistente, è lasciare fluire il dolore sapendo che la felicità, che non ha limiti, prima o poi tornerà. Quella felicità che si staglia nel meraviglioso sorriso di Fiorella in tutte le vecchie foto di squadra che in questi giorni mi scorrono tra le mani, la stessa felicità che, nelle medesime immagini, traspare dal volto serio e rassicurante di Piero. Felicità e consapevolezza di un tempo presente che è l’unico che conta, che va vissuto, che non è tanto come pensiamo, che non va sprecato in passioni da poco, perché dopo domenica è lunedì.

E allora prendiamola fra le braccia questa vita danzante, e salutiamo Fiorella e Piero come meritano, con un tiro libero mandato a segno e un sorriso di gratitudine sulle labbra. Perché forse gli angeli non esistono, ma ogni tanto nella vita si incontrano persone che potrebbero essere angeli.