Strumenti

In questi giorni la comunità per disabili di Calcinato, insieme ad altre gestite dall'Associazione fondata da don Piero Ferrari, ha raggiunto Roma in un viaggio che ha avuto come momento centrale l'udienza del mercoledì in piazza San Pietro.

Ci vuole coraggio per partire all’alba di un martedì di ottobre alla volta della capitale e muoversi per tre giorni in visita alla città, nonostante la sedia a rotelle o difficoltà motorie di varia entità. Eppure gli ospiti della Comunità Mamré hanno affrontato con entusiasmo l'avventura e vinto pienamente anche questa sfida della vita. Accompagnati dagli operatori della struttura, ma anche da familiari, volontari e amici,  hanno preso posto sui pullman e gli occhi velati di sonno si sono subito risvegliati e aperti alle emozioni.

Erano 150 i pellegrini, un numero considerevole e non facile da muovere in gruppo, eppure entusiasmo e buona volontà hanno cementato la coesione e tutto si è svolto nel migliore dei modi. Mercoledì 21 tutti erano puntualissimi in piazza San Pietro, in attesa delle parole e del sorriso di papa Francesco. Che non li ha certo delusi: con la sua carica di umanità, il Santo Padre ha saputo come sempre infondere speranza e scaldare i cuori di tutti i presenti. “Abbiamo visto da vicino i suoi occhi mentre passava in papamobile ed è stato un momento di grazia”. Così dà voce all'emozione Cristina Gasparotti, responsabile per la formazione del centro e associata della comunità femminile fondata negli anni Settanta da don Piero Ferrari.

Il papa sottolinea la fedeltà e la libertà come fondamenta – e roccia – di ogni rapporto di amicizia e di amore. Sembrano parole sgorgate appositamente per benedire la missione di coloro che hanno scelto di dedicare la vita a proteggere i fratelli più fragili. In questi anni con impegno e passione, le donne coraggiose della comunità Mamré sono riuscite infatti a porre fondamenta salde e poi anche a costruire una casa sulla roccia, dove Renato, Andreina, Pasquale, Maddalena, Giacomo, Maria Grazia, Adriano, Rosi, Santina e tutti gli altri amici si sentono al sicuro. E a giudicare dai loro sorrisi, questo pellegrinaggio, vissuto insieme alle persone più care e più vicine, alimenterà a lungo altri sorrisi e un fluido di pensieri benefico e rigenerante. “La benedizione di Francesco è quanto portiamo con noi di questi giorni semplicemente splendidi” conclude Cristina, con gli occhi che ancora brillano e la sua immancabile carica di empatia. Non si può non crederle, se la si incontra.

Giovanna Gamba