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A poche ore dall'inaugurazione (prevista per domenica 29 maggio) sale la polemica attorno alla mostra "Il culto del duce (1922-1945): l'arte del consenso nei busti e nelle raffigurazioni di Benito Mussolini" prevista al MuSa di Salò.

Dopo l'ex sindaco di Salò Pino Mongiello, la Cgil bresciana e il Partito della Rifondazione comunista, anche Anpi provinciale e Associazione Fiamme Verdi, tramite i rispettivi presidenti Giulio Ghidotti e Alvaro Peli, fanno fuoco di sbarramento verso un'iniziativa che giudicano "l'ennesimo episodio di una riabilitazione strisciante del fascismo" e "un modo per stabilire una pericolosa associazione fra Salò e il fascismo". Anpi e Fiamme Verdi rinviano il verdetto sul contenuto della mostra a dopo l'inaugurazione, quando potranno esprimere un giudizio più analitico. Fin da ora criticano però l'operazione voluta dal direttore Giordano Bruno Guerri, fanno appello a "cittadini, associazioni, mezzi di comunicazione, organizzazioni civili, politiche e sociali perché l'attenzione rimanga alta" e fanno appello alle istituzioni democratiche "affinché svolgano fino in fondo la funzione a cui sono chiamati, nel rispetto della Costituzione democratica e antifascista alla quale hanno giurato fedeltà, per garantire a tutti il diritto di vivere in comunità libere da fascismo, nazismo e razzismo".
 

Odoardo Resti