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E’ stato un successo l’evento sui “mestieri antichi” di ieri mattina (giovedì 8 febbraio), organizzato dal gruppo di volontari “Voci del Carnevale” insieme all’Istituto Comprensivo di Bagolino e alla Pro Loco, e realizzato grazie alla collaborazione generosa di tanti.

Fin dalle prime ore del mattino, lungo la via principale di Bagolino, sono sorte 4 “botteghe” che riproponevano i mestieri antichi.

In piazza Marconi le donne (fómle) erano intente a cucire e ricamare, a filare la lana, a intessere tele con telai antichi.

Poco lontano, l’osteria (Ostäriä): sul fuoco si facevano “saltare” le castagne, si cuoceva la polenta, si assaggiavano i fior di ricotta nostrani (fiorìcc)…

All’altro lato della Piazza Marconi la bottega dei falegnami (Marangú) che intrecciavano ceste in vimini, intagliavano legno, costruivano rastrelli.

Nella cornice pittoresca di Piazza Consiglio si erano posizionati invece i fabbri (frèr), che con incudine e martello battevano gli attrezzi in ferro come la falce.

Insomma, si è inscenata una vera e propria “scuola” all’aperto che ha insegnato mestieri antichi e mostrato oggetti artigianali e inconsueti, grazie alla maestria, alla pazienza e alla grande abilità di tanti bagossi.

In tutto questo non potevano mancare i màscär, figure tipiche del carnevale travestite da “vecchio” o da “vecchia”, che oltre a “dire la propria” nei mestieri antichi, creavano anche un po’ di scompiglio con scherzi e dispetti.

Un evento che ha voluto essere solo bagosso, per i bagossi.
A cominciare dai bambini: in accordo infatti con l’Istituto Comprensivo di Bagolino e con la Scuola Materna, tutti i bambini dai 3 anni di età fino ai 13 si sono abbigliati con i vestiti tipici del Carnevale bagosso (gli abiti che gli avi fino all’inizio del secolo scorso usavano) e hanno trascorso la mattina in paese, per ammirare con grande stupore i mestieri antichi e la bellezza degli oggetti artigianalmente prodotti. I bambini hanno animato ulteriormente il paese, improvvisando alcune danze del carnevale, accompagnati dai Suonatori dei ballerini piccoli.
Numerosi anche gli adulti, attirati dal rumore e dall’allegria di questa manifestazione che ha meravigliato tutti e ha riacceso nostalgia nel cuore e senso si appartenenza a una cultura così ricca e preziosa come quella di Bagolino.
L’intento degli organizzatori di mostrare ai bambini e ai curiosi i mestieri antichi, è andato ben oltre le aspettative: si è illustrato un modo di vivere antico e prezioso, si è ricordato in particolare agli adulti che il Carnevale ha origini che non vanno svendute e devono essere tramandate, anche tramite il Carnevale stesso, si è ravvivato quello “spirito bagosso” che definisce i giorni di Carnevale come “le Santissime Feste”.

Inutile dire che la manifestazione, terminata ufficialmente all’ora di pranzo, è continuata poi spontaneamente tra canti, màscär, momenti di convivialità. Chi conosce Bagolino sa che la festa e l’allegria iniziate oggi in modo così inaspettato, termineranno solo martedì sera, alla chiusura del Carnevale, con il ballo finale dei Ballerini, l’Ariòzä.

Alice Foglio