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“L’ipotesi di uno sdoppiamento del depuratore del Garda, che prospetta la costruzione di un impianto che scarichi nel fiume Chiese a Gavardo o a Muscoline ci vede fortemente contrari, per tutta una serie di motivazioni tecniche e ambientali.” Lo afferma Floriano Massardi, vice capogruppo della Lega al Pirellone. 

“Il depuratore – prosegue Massardi – è un’opera certamente importante per il lago di Garda e siamo convinti vada realizzata in tempi rapidi. Detto questo però crediamo che l’ipotesi di costruire uno dei due impianti in Val Sabbia presenti problemi che non possono essere taciuti. In primo luogo ad esempio Gavardo ha già un suo collettore, che si fa carico di più comuni della zona, fra cui Vallio Terme, Villanuova e parte di Muscoline e serve un bacino di utenti di circa 36 mila persone. Francamente l’idea di portare un nuovo depuratore, destinato stavolta a 100 mila abitanti, ci pare eccessiva e poco sostenibile dal punto di vista territoriale.

Inoltre ci piacerebbe comprendere quali sarebbero i vantaggi che una simile opzione andrebbe a portare, perché dal punto di vista tecnico il progetto appare contraddittorio, considerato che si dovrebbe prendere le acque dai comuni del lago, quindi a bassa a quota, e portarle in una zona collinare per farle andare nel Chiese. I tecnici interpellati in questo senso hanno spiegato che una simile operazione richiederebbe un enorme quantitativo di energia elettrica, dato il dislivello, spese che alla fine andrebbero a gravare sulle spalle dei contribuenti. A questo, specie nel caso di Muscoline, vanno sommati gli interventi di tipo infrastrutturale e stradale necessari alla costruzione di un impianto di quelle dimensioni, la cui realizzazione causerebbe anche un sensibile danno dal punto di vista paesaggistico.

La tutela del lago di Garda è senza dubbio fondamentale, ma questo non significa che un territorio che ha già dato debba farne le spese.

Si chiede quindi – conclude Massardi – di analizzare tutte le opzioni possibili, tenendo conto delle conseguenze e dell’impatto ambientale, valutando e scegliendo l’opzione che si rivelerà meno dannosa e più coerente anche dal punto di vista tecnico.”