Gli agenti della Polizia Provinciale hanno fermato un bracconiere 33enne di Casto durante un appostamento. L'uomo aveva con sé armi da professionista e munizioni illegali.

I sospetti che si verificassero azioni di bracconaggio in zona, dopo il ritrovamento alcuni giorni fa di un capriolo abbattuto, non erano fuori luogo. La Polizia Provinciale aveva deciso di intensificare i controlli in zona Paìsego di Casto e la sera del 3 novembre, verso le 21, gli agenti del Distaccamento di Vestone hanno intercettato un cacciatore intento ad attendere la preda, cinghiale, capriolo o cervo che fosse.

Il bracconiere, un castese di 33 anni, residente nella frazione di Briale, era appostato nel bosco con un vero e proprio armamentario da professionista. L’uomo imbracciava infatti una carabina dotata di silenziatore, con ottica termica di precisione e al seguito aveva una scorta di proiettili illegali, oltre a un capiente zaino con corde, sacchi e coltelli per le prime operazioni di macellazione. Inoltre, disponeva di fototrappole, una termocamera per la visione notturna, un telemetro.

Dopo un controllo delle armi e delle munizioni detenute presso la sua abitazione da parte degli agenti, il giovane si è recato al Distaccamento di Vestone, dove gli è stata comminata la sanzione di 360 euro per aver esercitato la caccia in orario non consentito e senza avere compilato l’apposito tesserino venatorio. Inoltre, nei confronti dell’uomo è scattata la denuncia penale per l’arma modificata con silenziatore e il possesso delle cartucce non denunciate all’Autorità di Polizia. Tutto il materiale, compresa la carabina e le munizioni, è stato posto sotto sequestro e messo a  disposizione dell’Autorità Giudiziaria.