Tre ore da Bagolino a Rezzato: una strada strategica non può essere ostaggio di ogni incidente.
Sono partita da Bagolino intorno a mezzogiorno. Sono arrivata a Rezzato alle tre del pomeriggio. Tre ore per percorrere un tragitto che conosco bene e che, in condizioni normali, richiede molto meno tempo, un'ora e 10 minuti più o meno.
All’altezza di Anfo, sotto la galleria, si era verificato un incidente. Non entro nel merito della dinamica, che non conosco, e non intendo muovere critiche a quanti sono intervenuti. Vigili del fuoco, ambulanze, Polizia locale e operatori del soccorso hanno certamente fatto tutto quanto era nelle loro possibilità.
Il problema è un altro, ed è ormai impossibile continuare a ignorarlo: basta un incidente, piccolo o grande, perché la SS 237 del Caffaro venga bloccata e un intero territorio rimanga praticamente isolato.
Sono rimasta quasi un’ora e mezza ferma sotto una galleria, insieme a decine di altri automobilisti. C’erano bambini che piangevano, persone anziane, famiglie e lavoratori impossibilitati a proseguire o a tornare indietro. Tutti hanno atteso con grande pazienza e civiltà, senza proteste e senza creare ulteriori difficoltà. Ma la compostezza degli automobilisti non può rendere normale una situazione che normale non è.
Non è accettabile che una strada strategica, che collega territori, province e regioni, non disponga di alternative efficaci e possa essere paralizzata completamente ogni volta che si verifica un’emergenza. Chi viaggia non può sentirsi ostaggio della strada, senza informazioni certe, senza possibilità di uscita e senza sapere quanto durerà il blocco.
La Valle Sabbia non è un territorio marginale. È una valle dalla fortissima vocazione produttiva, sede di industrie e aziende importanti, capace di creare lavoro, ricchezza e consistenti entrate fiscali per lo Stato. È anche un territorio abitato, attraversato quotidianamente da studenti, lavoratori, famiglie e mezzi commerciali, oltre che una valle che vorrebbe investire seriamente sul turismo.
Eppure la sua principale arteria di collegamento continua a mostrare una fragilità che non è più tollerabile.
Non possiamo limitarci a esprimere esasperazione dopo ogni incidente, per poi dimenticare tutto non appena la strada viene riaperta. Occorre investire, anche risorse importanti, per garantire una viabilità sicura, moderna e dotata di soluzioni alternative nei punti più critici. Servono interventi strutturali, procedure più efficaci per la gestione delle emergenze e informazioni tempestive per chi rimane bloccato.
Non si tratta di pretendere l’impossibile né di cancellare gli imprevisti. Gli incidenti possono accadere. Ciò che non dovrebbe più accadere è che un solo evento riesca a interrompere per ore una delle principali vie di comunicazione della valle.
La Valle Sabbia produce, lavora e contribuisce allo sviluppo dell’intero territorio. Ha il diritto di chiedere una strada degna della sua importanza. E chi la percorre ha il diritto di non trasformare ogni viaggio in un’incognita.
Maria Paola Pasini