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Confagricoltura Brescia denuncia la recrudescenza di casi e fa appello alle istituzioni perché ci siano maggiori controlli e un coordinamento con le forze dell’ordine

Il presidente Garbelli: “Il problema non è solo economico per la sottrazione del mezzo ma anche per i costi conseguenti al fermo della macchina e delle operazioni colturali. Chiediamo attenzione anche per gli ingressi illegali negli allevamenti e gli strumenti per la tutela della proprietà privata”

È un problema annoso, molto sentito dagli agricoltori e, al quale, purtroppo, non è ancora stata trovata una soluzione efficace. Il furto di mezzi agricoli, in particolare nella zona della Bassa, colpisce da anni le aziende. Con periodi apparentemente più “tranquilli” e altri di recrudescenza, come gli ultimi, con grande probabilità portati avanti da bande specializzate. Da tempo Confagricoltura Brescia, Unione provinciale agricoltori, aveva lanciato l’allarme, chiedendo alle istituzioni un maggiore interessamento. Risale infatti all’autunno scorso la lettera che il presidente Giovanni Garbelli ha scritto al prefetto di Brescia Attilio Visconti per segnalare il tema. L’associazione di categoria, dopo aver raccolto le numerose indicazioni e preoccupazione degli imprenditori associati, che denunciavano l’aumento dei furti di attrezzature e mezzi agricoli di particolare valore, chiedeva con forza un monitoraggio delle ruberie denunciate, oltre a maggiori controlli di prevenzione e un coordinamento con e tra le forze dell’ordine.

 

“Il problema non è solo economico per la sottrazione del mezzo agricolo - dichiara Giovanni Garbelli - ma anche per i costi conseguenti al fermo della macchina e delle operazioni colturali. È un danno davvero ingente per le aziende agricole, per di più in un periodo come questo dove la sofferenza per la situazione economica e l’emergenza sanitaria è elevata e ci preoccupa molto. Ci siamo rivolti al prefetto per provare a cercare una soluzione congiunta e arrivare a individuare i colpevoli, garantendo agli imprenditori agricoli, ma non solo, una maggiore sicurezza”.

 

Proprio in questi giorni la prefettura ha risposto all’appello di Confagricoltura, assicurando di aver già interessato della vicenda il competente comando provinciale dell’Arma, affinché effettui le verifiche del caso. La rappresentanza del Governo ha informato che, nell’ultimo trimestre, sono avvenuti sei episodi di furti di attrezzature e mezzi agricoli, uno di questi, nel mese di gennaio, ha visto però il recupero della refurtiva. La prefettura ha assicurato infine che il comando provinciale dei carabinieri di Brescia, nell’ambito dei servizi di perlustrazione sul territorio, sta svolgendo attività preventiva anche per il contrasto a questo tipo di reati.

 

“Il tema della sicurezza nelle aziende ci interessa dal vivo - aggiunge il presidente Garbelli - ed è collegato a quello, altrettanto importante, degli ingressi illegali negli allevamenti, degli strumenti per la tutela della proprietà privata e dell’immagine degli imprenditori agricoli”.

 

Il timore è che i malviventi colpiscano “sul sicuro”, magari attingendo alle graduatorie pubbliche dei finanziamenti ottenuti dalle aziende agricole per l’acquisto dei mezzi, in modo da sottrarre beni nuovi o da poco entrati nel parco attrezzature delle aziende.