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E’ accaduto domenica pomeriggio. Un velista in attività sportiva solitaria si è ritrovato improvvisamente in acqua per il capovolgimento della propria barca. Ecco cosa è successo nel comunicato della Guardia costiera. Il velista stesso, munito di giubbotto di salvataggio, pur risalendo sullo scafo capovolto, non riusciva però a raddrizzare l’unità, restando, pertanto, alla deriva a circa 1 km dalla costa del basso lago. Vistosi in difficoltà e stante la pioggia battente, contattava con il proprio cellulare il circolo velico dal quale aveva intrapreso la navigazione domenicale, che girava la richiesta d’intervento alla sala operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda.

Quest’ultima, assunto il coordinamento delle attività di soccorso, disponeva l’immediato uscita della motovedetta CP 703 – di stanza a Salò – e l’invio nel porto di Moniga della pattuglia terrestre CP 4193 già in vigilanza del litorale nel basso Lago.

Dopo circa 20 minuti dalla richiesta di soccorso, nei quali la sala operativa della Guardia Costiera aveva costantemente mantenuto il contatto telefonico con il malcapitato, la motovedetta SAR CP 703 raggiungeva il velista e lo recuperava a bordo per trasferirlo nel porto di Moniga, ove nel contempo era stato richiesto al 118 l’intervento di un’autoambulanza per le assistenze sanitarie del caso.

Dopo le prime cure ricevute dall’equipaggio del 118 giunto in banchina, per il velista non si rendeva necessario il trasferimento nel vicino nosocomio di Desenzano.

La motovedetta CP 703, sbarcato il naufrago, riprendeva la navigazione per intercettare l’unità alla deriva, pericolosa per la navigazione, agganciandola e rimorchiandola fino ad una boa presente nelle acque antistanti il porto di Moniga, ove veniva assicurata. L'imbarcazione è stata recuperata nel pomeriggio odierno dal proprietario.