Cronaca

Il bambino, residente in zona Lamarmora, si era allontanato dopo un rimprovero della mamma per l’utilizzo eccessivo dello smartphone. La donna terrorizzata ha chiesto aiuto al 112.

Ore di ansia ieri pomeriggio, quando un bambino di 8 anni ha fatto perdere le proprie tracce dopo un litigio con la madre. La donna lo aveva rimproverato di usare troppo lo smartphone e, quando il litigio ormai sembrava chiuso, il bambino ha aperto la porta ed è fuggito senza che la mamma riuscisse a bloccarlo.

La madre terrorizzata ha temuto il peggio e ha chiesto aiuto al 112. In pochi minuti diverse volanti della Questura hanno iniziato a perlustrare ogni angolo del quartiere in cui il ragazzino vive. Le ricerche sono andate avanti per oltre un’ora, quando poco prima della 17 il bambino è stato ritrovato piangente nascosto dietro alcune auto.

Immediatamente gli agenti lo hanno dapprima rassicurato e rifocillato, poi ricondotto a casa dove ha potuto riabbracciare la madre.

Temporali sparsi in diverse località della provincia, della Vallesabbia e del Garda. Smottamenti, qualche albero spezzato, strade allagate. Un pò ovunque a tratti nel pomeriggio si sono verificati episodi di questo tipo. Le fotografie si riferiscono ad una frana, il terreno ha ceduto a fianco della strada tra Nozza e Casto. Alberi spezzati e qualche allagamento, qualche danno ai giardini invece a Gavardo: la fotografia si riferisce alla strada verso il Tesio. Il maltempo di questi giorni continuerà con una grande instabilità. Nel pomeriggio a Gavardo anche grandine. Ma al momento senza particolari danni.

Bergamo e Brescia sono i territori che, in Italia, hanno pagato al Covid-19 il prezzo più alto. Due delle province più dinamiche economicamente e più avanzate per la qualità degli ospedali, tra la fine di febbraio e il maggio del 2020 hanno retto l’urto spaventoso di un virus che in quest’area e in poche settimane ha visto più vittime dell’intera Seconda Guerra mondiale e scene strazianti inimmaginabili. Sin dall’inizio Massimo Tedeschi si è fatto cronista e interprete di questo drammatico periodo. Giornalista e saggista, già caporedattore del “Corriere della Sera” e responsabile del dorso bresciano del quotidiano, ha raccolto il suo lavoro nelle pagine de “Il grande flagello. Covid-19 a Bergamo e Brescia” edito da Scholé (pp. 327, euro 19,90) ricostruendo le vicende dell’epidemia con testimonianze dirette, sopralluoghi, interviste, ma pure attingendo al lavoro di colleghi della carta stampata, delle radio, della tv, visitando siti, passando in rassegna social network, ecc. per offrire un percorso, una chiave di lettura e un racconto che è già storia.
Dalla pluralità di voci e dalla vasta messe di dati emerge una catena di sottovalutazioni iniziali, errori, sottostime, lacune organizzative e sviste strategiche che hanno dilatato gli effetti dell’epidemia. Dalla ricostruzione offerta da Il grande flagello emerge al tempo stesso la capacità tecnico-scientifica degli ospedali locali, la dedizione del personale sanitario, la generosità diffusa e la capacità di riorganizzazione sociale con cui Bergamo e Brescia hanno risposto alla tragedia. L’allarme iniziale ampiamente sottovalutato, l’inefficacia del piano epidemico regionale, la diversità dei modelli di risposta della Lombardia e del Veneto, ma anche la “chiusura” di questa seconda regione a pazienti provenienti da altre, la mobilitazione degli ospedali di Brescia e Bergamo e la débacle della medicina di territorio, la sottostima delle vittime e la “strage silenziosa” nelle Rsa, la mancata creazione di una “zona rossa” in Bassa Valseriana e l’allestimento dell’ospedale da campo alla Fiera di Bergamo, le scelte delle amministrazioni locali e i gesti dei due vescovi, sono solo alcuni dei temi affrontati dal libro e riuniti in un racconto incalzante e che spinge a riflettere, oltre la narrazione.
Il libro è costruito in tre parti. La prima, di carattere introduttivo, offre una storia sintetica della pandemia nella Lombardia orientale e indica i temi di discussione di oggi futuri; la seconda è costituita da interviste che consentono di ascoltare le voci e le analisi di alcuni dei protagonisti:

 i due sindaci Giorgio Gori ed Emilio Del Bono; 

il direttore del Dipartimento emergenza urgenza area critica dell’ospedale Papa Giovanni, Luca Lorini,

 e il direttore dell’Unità operativa Malattie infettive presso gli Spedali Civili, Francesco Castelli;

 il presidente dell’Ordine dei medici di Brescia Ottavio Di Stefano 

e la presidente dell’Ordine degli infermieri Stefania Pace; 

i vescovi alla guida delle due diocesi, Pierantonio Tremolada e Francesco Beschi; la terza è di fatto un diario di bordo che con ritmo tambureggiante consente di rivivere l’accavallarsi degli eventi, dei lutti, degli appelli, dei segnali di speranza a Bergamo e Brescia. Il Grande flagello consegna alla memoria collettiva il ricordo di una enorme tragedia, ma anche le chiavi interpretative per capire cos’è accaduto e perché. Un esempio di come il giornalismo di qualità possa offrire, in presa diretta, pagine di cronaca storica e di passione civile.

Per info:


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030. 46451

 

È GIUNTA NEL PRIMO POMERIGGIO DI IERI LA RICHIESTA DI SOCCORSO ALLA SALA OPERATIVA DELLA GUARDIA COSTIERA DEL LAGO DI GARDA, DA PARTE DI DUE GIOVANI VELISTI, CHE NON RIUSCIVANO A CONTINUARE LA NAVIGAZIONE INTRAPRESA, TROVANDOSI, QUINDI, ALLA DERIVA A CIRCA MEZZO KM DALLA COSTA DEL COMUNE DI TOSCOLANO MADERNO.

APPRESA LA SITUAZIONE LA SALA OPERATIVA DELLA GUARDIA COSTIERA DI SALÒ - SEDE DI UNITÀ COSTIERA DI GUARDIA, CHE COORDINA I SOCCORSI NEL LAGO DI GARDA - DIROTTAVA LA MOTOVEDETTA CP 862, GIA’ IMPEGNATA IN ATTIVITÀ DI VIGILANZA NELLE ACQUE LACUALI, VERSO IL NATANTE ALLA DERIVA, CHE VENIVA RAGGIUNTO DALL’UNITA’ SAR DOPO CIRCA 15 MINUTI.

ACCERTATO IL BUONO STATO DI SALUTE DEI DUE VELISTI PRESENTI SUL NATANTE E VISTA L’IMPOSSIBILITÀ RAPPRESENTATA DAGLI STESSI DI NON POTER RIPRENDERE AUTONOMAMENTE LA NAVIGAZIONE DI RIENTRO VERSO IL PORTO, I MILITARI DELLA MV CP 862 PROCEDEVANO A PRENDERE A RIMORCHIO LA BARCA A VELA FINO A GIUNGERE NEL PORTO DI PORTESE DEL COMUNE DI SAN FELICE DEL BENACO.

LE ATTIVITÀ DI SOCCORSO TERMINAVANO SENZA PROBLEMI DOPO CIRCA UN' ORA DALLA RICHIESTA DI SOCCORSO.

 

"Restiamo a casa" ... sul Garda. Continua l’assiduo impegno della Guardia Costiera nell'assolvimento dei propri compiti istituzionali, al fine di assicurare il rispetto dei provvedimenti adottati dal Governo con il D.P.C.M. emergenza COVID 19, oltre ai normali compiti istituzionali.

Questa mattina il mezzo nautico G.C. ALPHA 058 assegnato al 1° Nucleo della Guardia Costiera di stanza nel Porto di Salò (BS), mentre era in navigazione programmata per attività di vigilanza, ha fermato due potenti moto d’acqua che navigavano nelle acque del Lago di Garda antistanti il comune di San Felice del Benaco.

A carico dei due acquascooteristi sono stati elevati altrettanti verbali per violazione del DPCM COVID 19 e dell’Ordinanza della Regione Lombardia, che vieta le navigazioni ludiche. Ad uno dei due, sprovvisto al momento del controllo di documenti dell’unità, è stata altresì, elevata una sanzione amministrativa per violazione del codice sulla nautica da diporto.

Al termine del controllo i due conduttori sono stati invitati ad interrompere la navigazione ed a rientrare presso il posto di alaggio delle due moto d’acqua.

L’attività di controllo dei mezzi navali della Guardia Costiera del Nucleo del Lago di Garda, rientra nella più ampia attività programmata a livello interreggionale dalla Direzione Marittima di Venezia, che anche in questo w.e. ha predisposto un dispositivo integrato di controlli ad opera del personale e delle unità navali di stanza nei comandi dipendenti.

 

Addio straziante per una vita spezzata troppo presto, troppo ingiustamente. Nel pomeriggio, nel cimitero di Prevalle San Michele, l'ultimo saluto a Roberto Taroli, il ragazzo di 21 anni di Prevalle morto ad Agnosine per un assurdo incidente, travolto alla sua stessa vettura che stava cercando di disincagliare dal fango l'altro giorno. Roberto, che abitava insieme ai genitori in via Papa Giovanni XXIII al numero 23, ha lasciato nella disperazione la mamma Rosa, il papà Giuseppe, la nonna Carla, la fidanzata Serena ancora sotto schock per aver assistito all'incidente avvenuto a Binzago di Agnosine. Una tragedia assurda che ha lasciato tutti senza parole, chi conosceva e voleva bene a Roberto e anche chi, a distanza, si sente vicino alla sua famiglia che ora deve trovare tanta forza e tanto coraggio per andare avanti. 

L’incidente è avvenuto ieri mattina intorno alle 10 in via XX settembre, mentre i mezzi del Comune stavano tagliando l’erba sul fianco della carreggiata.

Procedevano lungo la provinciale in direzione Vobarno-Sabbio i mezzi al lavoro per tagliare l’erba lungo la strada: davanti un trattore e dietro un veicolo Bonetti di proprietà del Comune, con la segnaletica a indicare i lavori in corso e a “proteggere” il trattore stesso.

Lungo la stessa corsia di marcia a un certo punto arrivava una Golf che ha superato il mezzo Bonetti, ma è stata costretta a rientrare perché sulla corsia dell’altro senso di marcia stava sopraggiungendo un’automobile. La velocità piuttosto sostenuta della Golf ha provocato un tamponamento con il trattore durante la brusca manovra di rientro.

Il tratto di strada con andamento curvilineo è piuttosto pericoloso in quel tratto e la sicurezza di chi la percorre è spesso messa a rischio. In questo caso la fortuna ha impedito conseguenze gravi e l’unico ad avere lievi ferite è stato il conducente della Golf. L’uomo, che accusava mal di testa e dolore al collo, non ha comunque voluto che si chiamassero i soccorsi e ha dichiarato che sarebbe andato di persona al pronto soccorso per un controllo.

I rilievi del caso sono stati affidati a una pattuglia della polizia locale valsabbina ai comandi di Fabio Vallini.

Giovanna Gamba

Grande cordoglio ha suscitato a Prevalle e nell'intera Valle sabbia la tragica e assurda morte di Roberto Taroli schiacciato e ucciso sul colpo dalla sua Golf che era rimasta impantanata nel fango a Binzago di Agnosine. Il giovane stava cercando di sbloccare la sua vettura che era rimasta bloccata nel fango dopo le piogge di questi giorni. In una incredibile dinamica la vettura continua a slittare per diversi metri e lo travolge senza dargli alcuna possibilità. Con lui la fidanzata 17enne che nonostante lo shock è riuscita a chiamare i soccorsi. In pochi minuti un' ambulanza dei volontari di Odolo era sul posto, mentre l'eliambulanza veniva fatta decollare da Brescia ma per Roberto Taroli non c'è stato più nulla da fare. Il 21enne abitava a Prevalle e lì lavorava all'azienda ivars. Si era diplomato all itis castelli Di Brescia ed era un grande appassionato di calcio. Indossava la maglia del Manerba calcio che gioca in terza categoria.

 

 

Gavardo piange 43 morti tra marzo e aprile. Nello stesso periodo dello scorso anno le persone decedute a Gavardo, il paese più popoloso della Vallesabbia con 12 mila abitanti, sono complessivamente 14. Quest'anno dunque sono decedute il triplo delle persone. Una vera strage. I dati sono del comune di Gavardo che ha visto in prima linea il sindaco Davide Comaglio e i suoi assessori e consiglieri e tanti volontari che in queste difficili settimane non hanno mai fatto mancare la loro presenza.

Solo nel mese di aprile all'ospedale di Gavardo sono decedute quasi 90 persone. I dati a questo punto parlano da soli.

 

 

2019

2020

Gennaio

14

13

Febbraio

14

11

Marzo

8

22

Aprile

6

21

 

 

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