Cronaca

L’istituzione del senso unico sulla strada della “Forra”, con direzione dal porto di Tremosine, a riva di lago, salendo al capoluogo comunale e alle frazioni montane di Tremosine, istituita nei giorni scorsi dalla Provincia, ha sollevato le proteste di operatori turistici e cittadini.

La decisione relativa alla Strada Provinciale n. 38 era scaturita in seguito ai lavori che si stanno effettuando nella galleria artificiale tra Campione e Limone, per sistemare il tunnel, in condizioni preoccupanti dallo scorso novembre e puntellato. La Gardesana di notte è chiusa e la strada sulla collina tremosinese costituisce l’alternativa.

La decisione aveva sollevato perplessità che sono andate allargandosi tra cittadini ed operatori turistici che hanno preso carta e penna, rivolgendosi al sindaco, al presidente della Provincia, alla Pro Loco e all’Assessore al Turismo della Regione Lombardia.

La richiesta di base è di essere anzitutto coinvolti nelle decisioni che hanno ricadute di vario genere, a partire da quelle sul settore turistico e sulle ripercussioni che producono sull’unica frazione a lago del Comune, vale a dire Campione. I firmatari della petizione parlano di “limitazione, o forse cancellazione, della possibilità di raggiungere Campione per sport e tempo libero”.

Tra le altre questioni messe in evidenza figura anche l’allungamento del percorso per i mezzi di soccorso.

 

Giordano Silvestri

 

Il locale di Desenzano, che si trova in via Pilandro 16, si è visto sospendere la licenza per 30 giorni a causa di un accoltellamento avvenuto nella notte tra sabato e domenica.

Il “Madai Exotic” è stato teatro dell’accoltellamento di una persona a seguito di aggressione e contestuale ferimento di una seconda. L’episodio ha richiesto l’intervento degli agenti del Commissariato di P.S. di Desenzano, a seguito del quale il questore di Brescia ha disposto la sospensione dell’attività per un periodo di 30 giorni (ex art. 100 T.U.L.P.S.).

In particolare, gli accertamenti hanno rilevato la necessità di adottare soluzioni utili ad evitare qualsiasi possibile nuova tensione ed hanno richiesto un intervento rapido e necessario al fine di tutelare la sicurezza pubblica.

L’adozione del decreto non ha scopo sanzionatorio ma, attraverso la temporanea chiusura del locale, ha la finalità di impedire il ripresentarsi di episodi simili.

Fine settimana improntato ai controlli per il rispetto delle regole in tutto il territorio della Vallesabbia. L’attività costante delle pattuglie ha permesso al comandante Fabio Vallini di affermare con sollievo che finora non si sono verificati incidenti stradali sulle nostre strade.

 

Gli agenti della polizia locale valsabbina proseguono la loro attività di sorveglianza del territorio, aggiungendo soprattutto le ore serali e notturne dei weekend, ossia le occasioni potenzialmente più pericolose per le trasgressioni e le imprudenze. In questo fine settimana, in particolare, due pattuglie si sono concentrate sul contrasto alla guida sotto effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti.

Nella serata di sabato, operando fino alle 4 di mattina, la polizia locale ha sottoposto 100 persone al pretest e ha trovato positivi all’alcol tre automobilisti, cui è stata subito ritirata la patente. Si tratta di un neopatentato e di due donne; queste ultime avevano addirittura tassi alcolici così alti (1,15 e 1,98) da oltrepassare la soglia della rilevanza penale e sono state anche denunciate.

I controlli hanno inoltre portato al sequestro di un autoveicolo, una Volkwagen, che circolava senza copertura assicurativa, scaduta da circa un mese, tra Roè Volciano e Villanuova. Infine, sono stati contestati 70 sorpassi vietati, spesso anche con il superamento dei limiti di velocità.

Il comandante Fabio Vallini ha espresso soddisfazione per il lavoro compiuto e si augura che il contrasto costante ai comportamenti pericolosi possa rendere le strade valsabbine sempre più sicure.

Giovanna Gamba

Questa mattina, intorno alle 10:20, un uomo che percorreva in bicicletta la strada di San Quirico è caduto rovinosamente a terra. Inizialmente confuso, è stato ricoverato alla Poliambulanza in codice rosso, ma le sue condizioni sono poi migliorate.

 

Il ciclista, B.A., 71enne residente a Castel Mella, era in sella alla sua bicicletta da corsa e stava facendo un’escursione nell’entroterra. Giunto a San Quirico, poco dopo il Santuario della Madonna del Carmelo, nell’affrontare un dosso artificiale perdeva il controllo del mezzo e cadeva rovinosamente a terra.

Un testimone, giunto immediatamente a soccorrerlo, si è reso conto che l’uomo era in stato confusionale, dava risposte imprecise e non ricordava neppure di essere caduto, pertanto ha deciso di allertare la centrale operativa del 112. Soccorso dai mezzi inviati sul posto, il ciclista è stato trasferito presso il Pronto Soccorso della Poliambulanza in codice rosso. In un primo momento si temeva una prognosi riservata, tuttavia con il passare delle ore il quadro clinico sembra in miglioramento.

Per i rilievi di legge è intervenuta sul posto una pattuglia del Servizio Intercomunale di Polizia Locale Calvagese della Riviera – Muscoline, al comando di Stefano Dondelli, che al momento ha escluso il coinvolgimento di altri veicoli.

Vento forte, grandine, pioggia, raffiche fortissime e improvvise. Si è scatenato l'inferno in Valsabbia ma anche sul Garda. In pochi minuti nel primo pomeriggio fenomeni molto intensi che hanno provocato problemi per la loro inaspettata manifestazione. Alberi sradicati, rami caduti, bidoni dei rifiuti che volavano o "passeggiavano" per le strade. Il tutto è durato meno di un'ora e poi è tornato il sereno. Erano stati annunciati temporali e in effetti ci siamo trovati di fronte al tipico temporale estivo ma con una notevole intensità, insorto improvvisamente nel giro di pochi minuti.

 

A seguito della quotidiana attività di controllo del territorio, predisposta dal Questore della provincia di Brescia, gli Agenti del commissariato di Desenzano del Garda, hanno arrestato un bresciano di 45 anni e un brasiliano di 28.

 

Nel corso dell’attività, che prevede fra l’altro i classici metodi di controllo del territorio, con servizi di monitoraggio, osservazione e pedinamento, gli agenti hanno fermato e controllato in via Gramsci un’autovettura sospetta. I due uomini a bordo mostravano una certa insofferenza, tanto che alla richiesta di svuotare la borsa, con un gesto di stizza lasciavano cadere tutto il suo contenuto a terra.

Immediatamente, i poliziotti notavano un bilancino di precisione e pertanto provvedevano ad eseguire una perquisizione personale. Addosso all’italiano, che era alla guida dell’auto, sono stati trovati 4 involucri in cellophane termosaldato contenenti un grammo di cocaina ciascuno, mentre nelle successive perquisizioni domiciliari sono stati trovati complessivamente 4.600 euro in contanti racchiusi in una scatola, unitamente a 16 grammi di marijuana e 25 grammi di cocaina.

I due sono stati entrambi arrestati per detenzione e spaccio di stupefacenti in concorso; l’arresto è già stato convalidato.

Riceviamo e pubblichiamo.

Sabato 11 luglio, a Brescia e provincia, per l’ennesima volta abbiamo assistito a un intenso evento meteorico che ha divelto molti alberi, oltre a creare danni a cose e a persone. Leggendo i dati della velocità del vento rilevati dalla centralina ARPA in via Ziziola a Brescia, il valore medio della velocità del vento alle ore 15 è stato di 140 km/ora. Secondo la scala e misura dei venti (classificazione Beaufort) a tale velocità si attribuisce il termine “tempesta violenta”, alla quale corrisponde  l’effetto “alberi sradicati e danni a manufatti”.

Io ed altri colleghi dottori agronomi e dottori forestali di Brescia siamo stati chiamati per constatare i danni. Tutti abbiamo convenuto come i danni principali siano avvenuti, principalmente, su alberi che presentavano difetti o malformazioni dovute all’abbandono, ad errati interventi di manutenzione, alla loro messa a dimora in aree non idonee o con modalità sbagliate.

Alcuni esempi… Cedri di 50 cm di diametro messi a dimora in aree acclivi e abbandonate da circa 30 anni (uno di loro, schiantato a terra, presentava radici strozzanti); Liriodendri di 15 m, schiantati, con le radici chiaramente affondate in soli 20 cm di suolo… Di questi esempi ne potremmo aggiungere altri cento.

E’ un po’ come pensare di far diventare nostro figlio un campione di calcio, ma senza che possa usare un pallone…

Ogni volta che cade un albero parte un’eco mediatica che ritengo spesso esagerata. Penso a quanto viene scritto e detto da persone che purtroppo non si rendono conto della propria incompetenza in materia, e che, dopo aver dato un’occhiata ai danni, puntualmente dicono la loro senza conoscere le piante e come funzionano. Da ciò purtroppo discende la percezione distorta del problema da parte dei cittadini, e spesso anche della pubblica amministrazione. Un albero che abbia più di 35 cm di diametro e superi di 7/8 m di altezza appare subito come un pericolo.

 

“Rischio” e “pericolo”, però, non sono sinonimi. In qualsiasi processo decisionale si passa, in maniera conscia o inconscia, attraverso una “valutazione di rischio” o, meglio, attraverso un’analisi costi –benefici, che sfocia in una decisione, frutto appunto di un bilanciamento tra ciò che si guadagna (il beneficio) e ciò che presumibilmente si potrebbe perdere (il rischio). Nella Storia l’Uomo è sempre stato consapevole dei rischi legati ai fenomeni naturali e non controllabili, quali le malattie (recentemente, il Covid-19), i terremoti, i fulmini e gli incidenti di varia natura. Di strada ne abbiamo fatta molta: nel 1900 l’aspettativa di vita era di 45 anni, oggi raggiungiamo gli 80!