Cronaca

E' di Iuschra Gazi il cranio ritrovato alcune settimane fa nei boschi di Caino, non lontano da Cariadeghe dove la dodicenne autistica di origine bengalese era scomparsa nel nulla il 19 luglio di due anni fa durante una gita organizzata dalla Fobap, la Fondazione bresciana che si occupa di assistenza ai disabili.

La conferma è arrivata nelle scorse ore dagli esami genetici effettuati nei laboratori della Medicina legale del Civile di Brescia tra il Dna recuperato da un molare presente nella bocca del teschio ritrovato il 4 ottobre e quello dei genitori. Le analisi hanno evidenziato che la traccia genetica è riconducibile a quella dei familiari della piccola. L'esito dell'accertamento eseguito dal professor Andrea Verzeletti, il perito incaricato dalla procura, a questo punto potrebbe mettere fine all'intera vicenda. Resta il mistero su ciò che sia realmente accaduto quel giorno e come sia possibile che la bambina sia scomparsa così.

Resti di un cranio di piccole dimensioni, forse di un bambino. Sono stati rinvenuti da un cacciatore nella mattinata di ieri nel bosco tra Caino, Serle e l’altopiano di Cariadeghe. Lo riporta stamane il Giornale di Brescia. La memoria corre subito all’estate del 2018 e alla tragedia di Iuschra Gazi, la bambina di origine bengalese affetta da autismo scomparsa il 19 luglio di due anni fa mentre era in gita sui monti serlesi con un gruppo di ragazzi e educatori e svanita nel nulla nonostante mesi di ricerche.

Un ritrovamento che, in attesa di conferme, per le quali serve l’esame del dna e comunque potrebbero volerci alcuni giorni, potrebbe gettare luce su quanto accaduto allora.

 

 

I consueti controlli sul territorio compiuti dagli agenti della polizia locale di Prevalle hanno portato nella serata di sabato alla chiusura di due pubblici esercizi del paese, una pizzeria da asporto e una birreria con karaoke.

 

A volte procedono seguendo le segnalazioni che gli stessi cittadini indirizzano al comando, altre volte si muovono di propria iniziativa pattugliando il territorio. In ogni caso, i controlli degli agenti sono un impegno assiduo nel carico di lavoro del comando e consentono di monitorare il rispetto delle regole e la conseguente sicurezza tra i cittadini. L’ultima uscita di sabato scorso ha visto “pizzicare” due pubblici esercenti che stavano commettendo irregolarità di varia natura.

La prima verifica ha riguardato una pizzeria da asporto: appena entrati, gli agenti hanno immediatamente notato che il titolare non utilizzava la prescritta mascherina chirurgica o simile DPI. Dopo aver chiesto a tutti i presenti di indossarla, hanno proceduto al controllo degli ambienti e dei frigoriferi, riscontrando alcune irregolarità riguardanti le etichette e la tracciabilità della provenienza dei prodotti. Nel retro del locale, inoltre, era presente un lavoratore la cui posizione assicurativa e contrattuale è al momento ancora in fase di controllo. Al termine dell'ispezione è stato stilato un verbale di sopralluogo, con le prescrizioni riguardanti l’utilizzo dei dispositivi anticovid e le prassi per la conservazione degli alimenti. Infine nella mattinata di oggi, 28 settembre, è stato notificato al titolare il verbale di infrazione alla normativa Covid-19, che prevede come sanzione accessoria la chiusura del locale per cinque giorni e la segnalazione alla Prefettura.

Continuando il servizio, gli operatori hanno poi passato in rassegna i vari locali pubblici del paese, soffermandosi in particolare presso una birreria dove si stava svolgendo una serata karaoke. Dall’esterno tutto sembrava nella norma: la musica non era udibile e le persone sul plateatico mantenevano la giusta distanza. Gli agenti hanno però notato che nella zona vi erano molte auto in sosta, con un continuo afflusso al locale. Il comandante Zambarda ha quindi deciso di effettuare un’ulteriore verifica, fermando l’auto di servizio poco distante e attendendo in ascolto qualche minuto. Questo ha permesso di appurare che, ogni volta che la porta di ingresso veniva aperta, la musica proveniente dall’interno si sentiva anche a qualche decina di metri di distanza. Una volta entrati, gli agenti si sono trovati di fronte un numero di avventori troppo alto, decisamente accalcati in modo non regolare. Il comandante ha quindi dovuto chiedere al gestore di fermare immediatamente la musica, che tra l’altro era già fuori orario di oltre un’ora rispetto a quanto previsto dal regolamento. Anche il titolare della birreria è stato convocato per questa mattina, 28 settembre, per poter spiegare e contestare le infrazioni rilevate. Una volta notificato il verbale, anche per questo locale è prevista la chiusura di cinque giorni e la segnalazione alla Prefettura.

«Queste attività – ha precisato il comandante Zambarda – non sono sporadiche ed estemporanee, ma vengono programmate con tutti gli agenti del comando e continueranno in modo costante anche in futuro. Tutti gli esercenti sono pertanto invitati a fare particolare attenzione alla normativa esistente a tutela della salute pubblica».

Giovanna Gamba

Ha colpito molto in Valsabbia la notizia della tragedia avvenuta sulle montagne della Valle d'Aosta: il bilancio è di un morto e un ferito grave. Sul Monte Breithorn domenica sera è precipitato un elicottero: gli occupanti solo prima avevano lanciato l'allarme per un'avaria. Il mezzo è stato ritrovato a oltre 3mila metri di quota: la zona è quella del massiccio del Monte Rosa, sulle Alpi Pennine. A bordo dell'elicottero c'erano Alfredo Buda, ingegnere e manager della I.R.O. Spa di Odolo, e l'amico Giorgio Oliva, vicepresidente della ditta: il primo è stato trovato ormai senza vita, il secondo è stato trasferito in gravi condizioni in ospedale, a causa di una diffusa ipotermia. Buda aveva 59 anni lavorava alla I.R.O. dal 2006. L'incidente è avvenuto bordo dell'elicottero privato di Oliva. Tornavano da Cervinia, dove si erano recati per sciare.

Foto: repertorio

Chiuso per cinque giorni dalla Polizia locale il Bar sul ponte di Gavardo. Nel corso di un controllo sabato sera sono state rilevate violazioni rispetto alle norme del distanziamento anticovid.  Inoltre la polizia locale agli ordini del comandante Fabio Vallini ha trovato all'interno del bar tracce di haschish e due bilancini di precisione. Sono in corso accertamenti per stabilire a chi appartenevano. Numerose le persone identificate. Si trovavano in spazi ristretti senza mascherina. La documentazione trasmessa alla prefettura.

La polizia locale valsabbina ha messo oggi i sigilli a un esercizio commerciale nella centralissima via Zanardelli, che dovrà restare chiuso fino al 2 ottobre.

 

L’aggregazione della polizia locale valsabbina è intervenuta nel pomeriggio di oggi su disposizione della Prefettura di Brescia presso un esercizio commerciale di Gavardo. Il locale è stato chiuso al pubblico per il mancato rispetto della normativa anti-covid, secondo controlli effettuati dagli stessi agenti fin dalla scorsa estate. «Già allora – ricorda il comandante Fabio Vallini – il proprietario era stato sanzionato perché all’interno erano presenti più persone rispetto a quanto consentito e alcune di loro addirittura senza mascherina».

In un primo tempo la sanzione aveva previsto una chiusura di cinque giorni, poi la prefettura nella giornata di ieri ne ha aggiunti altri cinque, pertanto gli agenti hanno raggiunto il locale per dare immediata esecuzione al provvedimento e l’esercizio potrà riaprire solo il prossimo 2 ottobre.

Chiara Fraboni

In queste settimane si sono avviati i lavori della Commissione d’Inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid che dovrà far luce su quanto avvenuto nei mesi scorsi nella nostra regione. Un capitolo della nostra storia recente complesso, doloroso, difficile. Uno scenario che nessuno di noi vorrebbe si ripetesse. Eppure la crescita esponenziale della curva dei contagi, i ricoveri, purtroppo anche in terapia intensiva, il carico di lavoro enorme che sta investendo i nostri medici, il nostro personale sanitario, i nostri ospedali, ci mette in allarme. Dobbiamo scongiurare di rivivere la tragedia di marzo e aprile, ma per farlo dobbiamo tutti lavorare con un’unico obiettivo, quell’interesse collettivo di salute pubblica.

La situazione incerta, per alcuni aspetti imprevedibile, sta purtroppo gettando nello sconforto migliaia di cittadini. Per questo oggi siamo chiamati a un surplus di responsabilità. Chi ha incarichi di governo, nazionale, regionale o locale deve innanzitutto ascoltare, raccogliere le opinioni e le preoccupazioni. Ma alla fine chi è stato scelto dai cittadini per rappresentarli anche nelle decisioni più difficili, deve compiere le scelte. Non deve temere di prendersi la responsabilità, perché quello è il suo mandato. E’ naturale la preoccupazione, il bivio di fronte all’azione giusta o sbagliata, ma chi ha la leadership deve esercitarla. Non può essere guidato dal consenso, ma deve farsi condurre dalla prospettiva, dalla visione. Analogamente, chi non ha incarichi di amministrazione, ma da opposizione ha un ruolo nelle amministrazioni, deve innanzitutto posporre la critica alla soluzione: prima deve venire il contributo, la proposta. Ognuno eserciti il ruolo che gli spetta. Ognuno agisca secondo le competenze.

 

Questo non è il tempo delle polemiche. Non è concesso alla politica di rapportarsi con un continuo conflitto. Se in tempi normali la deriva del sistema creava semplicemente sconforto e allontanava i cittadini della politica, in un momento difficile come quello che stiamo vivendo la litigiosità e i distinguo suscitano solo sconcerto, smarrimento, e anche reazione. Con la conseguenza drammatica per la nostra democrazia del non riconoscimento della autorità rappresentata. 

 

Bisogna ritrovare dignità, capacità di dialogo, attenzione e il coraggio di dire cose chiare a tutti. I cittadini devono essere rassicurati della direzione che si è presa e resi non solo comparse, ma protagonisti dello sforzo in atto, perché senza la loro attiva partecipazione è  impossibile raggiungere lo scopo e scongiurare scenari peggiori. 

 

Ci aspettano giorni difficili, dove accanto alle misure di tutela sanitaria bisognerà affrontare situazioni di disagio sociale ed economico. Avremmo voluto scampare questi tempi, non possiamo. Ora dobbiamo governarli. Vanno vissuti, affrontati, superati con la massima collaborazione di tutte e tutti. La Lombardia e l’Italia hanno nella loro storia la capacità di farlo. Ritroviamo il nostro essere lombardi e italiani, il nostro essere comunità. Solo così ne usciremo con il minor danno possibile.

 

Gianni Girelli

Presidente Commissione regionale d’Inchiesta Covid 

 

L’attività di vigilanza stradale è svolta sulle arterie di competenza per la tutela della circolazione stradale ed il controllo del territorio al fine di garantire la sicurezza pubblica.

Nel corso della settimana dal 21 settembre 2020 al 27 settembre 2020 la Polizia Stradale di Brescia che opera sulle strade della provincia ha effettuato numerosi controlli coinvolgendo 136 pattuglie di vigilanza stradale, di cui 75 in autostrada e 61 sulla viabilità ordinaria che hanno controllato 874 veicoli e 1038 persone.

1082 sono state le infrazioni complessivamente elevate con 1503 punti decurtati; le patenti ritirate sono state 12, le carte di circolazione 7, sono stati effettuati n. 4 sequestri di veicoli e n. 2 fermi amministrativi.

Nel periodo in questione sono state contestate 86 violazioni per eccesso di velocità e 17 violazioni per velocità pericolosa, inoltre sono state contestate 51 violazioni per l’uso del telefonino alla guida e 60 violazioni per il mancato uso delle cinture di sicurezza.

L’attività infortunistica complessiva consta in 25 incidenti, uno dei quali con esito mortale: fuori uscita accidentale sulla Sp. 668 nel comune di Montichiari e 12 incidenti con feriti.

Fortunatamente senza gravi conseguenze per le persone, l’incidente di lunedì 21, nel pomeriggio, in tangenziale sud dove la Polizia Stradale di Brescia è dovuta intervenire a causa di una perdita di carico da parte di un mezzo pesante diretto verso il Sebino. Traffico in Tilt e barre industriali sulla carreggiata è lo scenario che si è presentato agli operatori intervenuti. Proprio al fine di evitare che si possano determinare anche situazioni gravi, assume importanza un buon fissaggio che può scongiurare che il carico, qualunque esso sia, subisca anche cambiamenti di posizione durante tutte le fasi del transito. E’ sempre responsabile con il conducente, il caricatore  nonché il proprietario della merce, il vettore e il committente qualora le modalità di esecuzione del trasporto risultino incompatibili con il rispetto sulla sicurezza.

Quindi al conducente del mezzo e alle altre figure sono state contestate le violazioni degli art. 164, 175 e 15 del C.d.S.  con il pagamento di una somma totale di  606 €, decurtazione di 3 punti dalla patente di guida che viene ritirata unitamente alla carta di circolazione, fino al ripristino della corretta sistemazione del carico, nonché l’intimazione al ripristino del manto stradale.

 Chiara Fraboni

 

Surfisti in difficoltà messi in salvo venerdì pomeriggio dalla Guardia costiera sul lago di Garda. Ecco il comunicato stampa con tutti i dettagli. Erano da poco passate le 15:30 quando la sala operativa della Guardia Costiera di Salò aveva appena fatto completare alla motovedetta SAR CP 862 una verifica per segnalazioni di tre unità scuffiate tra Limone del Garda e Malcesine, per il passaggio della perturbazione che ha attraversato il Lago di Garda da sud verso nord, allorquando perveniva una ulteriore richiesta di soccorso tramite NUE 112 dove il segnalante, che si trovava sul promontorio compreso tra Limone e Riva in località “gola”, vedeva due surfisti in difficoltà per il forte vento (raffiche oltre i trenta nodi, infatti, sono state registrate dai soccorritori al momento dell’intervento), per la pioggia battente, ma soprattutto per il lago molto mosso. Dirottata, quindi, in zona la motovedetta CP 862 del Nucleo Guardia Costiera del Lago di Garda, che una volta raggiunta la zona, riusciva a recuperare a bordo, con non poche difficoltà, entrambi i surfisti di nazionalità tedesca di cui uno con la vela rotta, mentre il secondo stremato per le condizioni particolarmente proibitive del lago. Per quest’ultimo, durante il trasferimento dal punto di recupero fino al porto di Limone del Garda, si è reso necessario anche l’intervento del 118, richiesto dall’equipaggio della Motovedetta SAR, per le precarie condizioni sanitarie evidenziate al momento del recupero. Una volta sbarcato e visitato e assistito dai sanitari del 118 prontamente intervenuti, per il surfista tedesco, non si riteneva necessario il ricovero in ospedale.

Quasi contemporaneamente alla chiusura di questo evento, giungevano alla Sala Operativa della Guardia Costiera altre quattro segnalazioni di soccorso di un surfista in difficoltà nelle acque antistanti il fiume Sarca, due catamarani in difficoltà nelle acque antistanti Riva ed un altro catamarano scuffiato nelle acque antistanti Navene.

A tale contesto la Sala Operativa U.C.G. della Guardia Costiera di Salò, richiedeva alla Sala Operativa del 115 dei Vigili del Fuoco di Trento l’intervento dei mezzi nautici dei VVF Volontari di Riva, che prontamente intervenuti, si dirigevano verso il surfista in alla deriva e verso i laser in difficoltà nelle acque antistanti Riva, mentre la Motovedetta della Guardia Costiera dirigeva per la segnalazione del catamarano scuffiato. I Vigili del Fuoco prontamente intervenuti intercettavano il surfista in difficoltà e con principio di ipotermia e verificavano che entrambi i laser riuscissero a recuperare la riva autonomamente, mentre la Guardia Costiera raggiunto il laser antistante Navene accertava che lo stesso, aveva ripreso la navigazione verso per il rientro.

Grazie agli interventi dei soccorritori della Guardia Costiera e dei Vigili del Fuoco di Riva, tutte le persone in difficoltà sono state tratte in salvo e assistite nel rientro, a testimonianza della sinergia ormai consolidata tra i soccorritori, che per mezzo del protocollo operativo per gli interventi di soccorso sul Lago di Garda, sottoscritto nel 2018 dalle Prefetture di Brescia, Verona, Commissariato del Governo per la Provincia Autonoma di Trento, della Direzione Marittima di Venezia e dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, operano ormai in sinergia sotto il coordinamento della Sala Operativa dell’Unità Costiera di Guardia della Guardia Costiera di Salò.    

 

 

Dopo un incidente mortale avvenuto nei pressi di Majano, in provincia di Udine, la collaborazione tra i due comandi di polizia locale ha portato a identificare il conducente di un camion che, dopo aver investito un motociclista, si era dato alla fuga.

 

I fatti risalgono al 19 agosto scorso, quando intorno alle 9:30 un motociclista urta un veicolo fermo sulla propria carreggiata e, a causa di questo impatto, viene sbalzato sulla corsia opposta. Purtroppo proprio in quel momento sulla stessa corsia sopraggiunge un camion che lo travolge, presumibilmente all’altezza delle ruote posteriori del semirimorchio. Il corpo del motociclista – un 49enne del posto – resta esanime sull’asfalto, ma il conducente del camion non si ferma.

Da qui prende il via l’indagine della polizia locale di Majano che effettua i rilievi sul posto e contatta la magistratura. Nel primo pomeriggio, Il comandante Picogna della P.L. di Majano acquisisce le registrazioni di alcune telecamere di sorveglianza private e pubbliche della zona da cui riesce a identificare il camion coinvolto. Si tratta di un veicolo intestato a una ditta di trasporti con sede a Prevalle e perciò viene contattato il comandante della locale prevallese Zambarda, con la richiesta di collaborare alle indagini.

Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno il veicolo viene intercettato mentre è fermo per manutenzione presso un’officina. Gli agenti procedono all’identificazione del conducente e compiono i primi rilievi sul mezzo, verificando subito che ci sono tracce compatibili con il sinistro. Il camion viene allora posto sotto sequestro, mentre il conducente si vede ritirare la patente e viene indagato per omicidio stradale aggravato dall’omissione di soccorso.

Le attività di indagine sono poi continuate anche nei giorni successivi, con la fattiva collaborazione di entrambi i comandi di polizia locale. Il conducente del camion ha sostenuto di non essersi reso conto del proprio coinvolgimento nel sinistro perché con la cabina del suo camion era già più avanti nel momento in cui è avvenuto l’urto fra il motociclista e il primo veicolo.

Nella giornata di ieri, a Padova, i due Comandanti Zambarda e Picogna si sono incontrati per il passaggio di consegne del materiale sottoposto a sequestro - e dissequestrato prorio in questi giorni - da rendere disponibile per eventuali ulteriori accertamenti alla procura di Udine.

Giovanna Gamba

 

Vaccino antinfluenzale, Per il consigliere regionale Gianni Girelli (PD): Presidente Commissione d’Inchiesta sull’emergenza Covid19 è “Preoccupante gestione dell’approvvigionamento. Si rimedi al più presto”. Il vaccino antinfluenzale aiuta a combattere il Covid, secondo molti studi internazionali. Per questo l’Organizzazione mondiale della Sanità preme per una massiccia campagna di prevenzione, sicuramente per le persone fragili e gli anziani, per il personale sanitario e per i bambini. Una raccomandazione che deve essere in cima alle priorità di Regione Lombardia. Ad oggi, però, Palazzo Lombardia ha raccolto disponibilità di 1,720 milioni di dosi per gli adulti a fronte di tre milioni di ultrasessantenni, 168mila per i 300mila operatori sanitari e 410mila dosi (quanto è stato offerto a fronte della richiesta di 500mila dosi) per i 600mila minori da zero a sei anni. Di più, le prime vaccinazioni sono previste non prima di inizio novembre. Ora serve la massima serietà. Si deve con urgenza porre rimedio ai ritardi dell’approvvigionamento. Perché i Paesi europei confinanti come la Francia ci dimostrano che il Covid è ancora contagiosissimo e mortale.

 

 

Operazione antibracconaggio in Val Trompia nel Comune di Bovegno località "Tesa" messa in atto ieri dagli uomini del Nucleo Venatorio della Polizia Provinciale di Vestone. Due pattuglie di agenti nella mattinata di ieri si sono portate in zona "Tesa" ove si era avuta notizia il giorno precedente della presenza di trappole a scatto. Contemporaneamente a riscuotere la fauna catturata illegalmente si è presentato un 55enne di Bovegno. Mentre era intento a controllare le trappole si sono fatti avanti gli agenti, alla vista dei quali l'uomo si è dato ad una precipitosa fuga facendo perdere le proprie tracce. Tuttavia è stato riconosciuto e sono scattate le operazioni successive. Mentre sul posto venivano rinvenute 91 trappole ben posizionate, nel vicino capanno sono state ritrovate armi da fuoco incustodite, tre fucili e un centinaio di cartucce. Nelle trappole ben nascoste e messe in evidenza dalla bonifica subito operata dagli agenti della Provinciale sono stati trovati 4 pettirossi morti e due esemplari di Ghiro uno deceduto ed uno in fin di vita. Presso l'abitazione dell'uomo, la seconda pattuglia ha proceduto alla perquisizione domiciliare rinvenendo oltre 100 proiettili non regolarmente denunciati e quindi detenuti illegalmente. Alla fine dell'operazione gli uomini del Comandante Claudio Porretti che ha coordinato le operazioni dalla Caserma di via Romiglia, hanno posto sotto sequestro le armi, le munizioni, le trappole e la fauna catturata. Il 55enne bovegnese è stato quindi denunciato a piede libero per detenzione illegale di munizioni, abbandono d'arma da fuoco, utilizzo di mezzi di cattura vietati, cattura di specie protette e maltrattamento di animali.

 

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