Cronaca

Quello appena concluso è stato un fine settimana particolarmente intenso per gli agenti della polizia locale valsabbina, che in 14 uomini e con più pattuglie hanno presidiato il territorio lungo l’asse Villanuova – Anfo, al fine di scongiurare incidenti e controllare il rispetto delle norme del codice stradale. 

«Abbiamo messo in campo tutte le forze disponibili – precisa il comandante Fabio Vallini - perché volevamo evitare che ci fossero altri incidenti dopo il triste bilancio dei fine settimana scorsi. Dopo la fine dell’emergenza coronavirus si era infatti verificata un’impennata di sinistri, che hanno coinvolto sia motociclisti che automobilisti».

Le sanzioni sono state parecchie, segno di un controllo serrato ma anche di molta imprudenza da parte di numerosi utenti della strada. In due giorni gli agenti hanno multato 100 conducenti per sorpassi vietati e 23 per velocità pericolose, tra l’altro contestate immediatamente grazie al telelaser. A un motociclista è stata sospesa la patente perché viaggiava in pieno centro abitato a 116 km orari invece che a 50, mentre altre 5 patenti sono state ritirate per sorpassi pericolosi in curva o nei pressi di attraversamenti pedonali. Ancora, sono stati sanzionati 8 automobilisti senza cintura di sicurezza e 12 per altri comportamenti pericolosi alla guida.

I controlli proseguiranno anche nei prossimi weekend, visti gli ottimi risultati conseguiti. In tutto il territorio controllato, infatti, non si è verificato alcun incidente e sono ben 17 i comuni della Vallesabbia coinvolti. Si tratta di una prevenzione “dolorosa” solo per chi non rispetta la regole, ma che preserva la sicurezza di tutti coloro che si spostano lungo le direttrici della valle, con la famiglia o con gli amici.

Giovanna Gamba

Bergamo e Brescia sono i territori che, in Italia, hanno pagato al Covid-19 il prezzo più alto. Due delle province più dinamiche economicamente e più avanzate per la qualità degli ospedali, tra la fine di febbraio e il maggio del 2020 hanno retto l’urto spaventoso di un virus che in quest’area e in poche settimane ha visto più vittime dell’intera Seconda Guerra mondiale e scene strazianti inimmaginabili. Sin dall’inizio Massimo Tedeschi si è fatto cronista e interprete di questo drammatico periodo. Giornalista e saggista, già caporedattore del “Corriere della Sera” e responsabile del dorso bresciano del quotidiano, ha raccolto il suo lavoro nelle pagine de “Il grande flagello. Covid-19 a Bergamo e Brescia” edito da Scholé (pp. 327, euro 19,90) ricostruendo le vicende dell’epidemia con testimonianze dirette, sopralluoghi, interviste, ma pure attingendo al lavoro di colleghi della carta stampata, delle radio, della tv, visitando siti, passando in rassegna social network, ecc. per offrire un percorso, una chiave di lettura e un racconto che è già storia.
Dalla pluralità di voci e dalla vasta messe di dati emerge una catena di sottovalutazioni iniziali, errori, sottostime, lacune organizzative e sviste strategiche che hanno dilatato gli effetti dell’epidemia. Dalla ricostruzione offerta da Il grande flagello emerge al tempo stesso la capacità tecnico-scientifica degli ospedali locali, la dedizione del personale sanitario, la generosità diffusa e la capacità di riorganizzazione sociale con cui Bergamo e Brescia hanno risposto alla tragedia. L’allarme iniziale ampiamente sottovalutato, l’inefficacia del piano epidemico regionale, la diversità dei modelli di risposta della Lombardia e del Veneto, ma anche la “chiusura” di questa seconda regione a pazienti provenienti da altre, la mobilitazione degli ospedali di Brescia e Bergamo e la débacle della medicina di territorio, la sottostima delle vittime e la “strage silenziosa” nelle Rsa, la mancata creazione di una “zona rossa” in Bassa Valseriana e l’allestimento dell’ospedale da campo alla Fiera di Bergamo, le scelte delle amministrazioni locali e i gesti dei due vescovi, sono solo alcuni dei temi affrontati dal libro e riuniti in un racconto incalzante e che spinge a riflettere, oltre la narrazione.
Il libro è costruito in tre parti. La prima, di carattere introduttivo, offre una storia sintetica della pandemia nella Lombardia orientale e indica i temi di discussione di oggi futuri; la seconda è costituita da interviste che consentono di ascoltare le voci e le analisi di alcuni dei protagonisti:

 i due sindaci Giorgio Gori ed Emilio Del Bono; 

il direttore del Dipartimento emergenza urgenza area critica dell’ospedale Papa Giovanni, Luca Lorini,

 e il direttore dell’Unità operativa Malattie infettive presso gli Spedali Civili, Francesco Castelli;

 il presidente dell’Ordine dei medici di Brescia Ottavio Di Stefano 

e la presidente dell’Ordine degli infermieri Stefania Pace; 

i vescovi alla guida delle due diocesi, Pierantonio Tremolada e Francesco Beschi; la terza è di fatto un diario di bordo che con ritmo tambureggiante consente di rivivere l’accavallarsi degli eventi, dei lutti, degli appelli, dei segnali di speranza a Bergamo e Brescia. Il Grande flagello consegna alla memoria collettiva il ricordo di una enorme tragedia, ma anche le chiavi interpretative per capire cos’è accaduto e perché. Un esempio di come il giornalismo di qualità possa offrire, in presa diretta, pagine di cronaca storica e di passione civile.

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030. 46451

 

È GIUNTA NEL PRIMO POMERIGGIO DI IERI LA RICHIESTA DI SOCCORSO ALLA SALA OPERATIVA DELLA GUARDIA COSTIERA DEL LAGO DI GARDA, DA PARTE DI DUE GIOVANI VELISTI, CHE NON RIUSCIVANO A CONTINUARE LA NAVIGAZIONE INTRAPRESA, TROVANDOSI, QUINDI, ALLA DERIVA A CIRCA MEZZO KM DALLA COSTA DEL COMUNE DI TOSCOLANO MADERNO.

APPRESA LA SITUAZIONE LA SALA OPERATIVA DELLA GUARDIA COSTIERA DI SALÒ - SEDE DI UNITÀ COSTIERA DI GUARDIA, CHE COORDINA I SOCCORSI NEL LAGO DI GARDA - DIROTTAVA LA MOTOVEDETTA CP 862, GIA’ IMPEGNATA IN ATTIVITÀ DI VIGILANZA NELLE ACQUE LACUALI, VERSO IL NATANTE ALLA DERIVA, CHE VENIVA RAGGIUNTO DALL’UNITA’ SAR DOPO CIRCA 15 MINUTI.

ACCERTATO IL BUONO STATO DI SALUTE DEI DUE VELISTI PRESENTI SUL NATANTE E VISTA L’IMPOSSIBILITÀ RAPPRESENTATA DAGLI STESSI DI NON POTER RIPRENDERE AUTONOMAMENTE LA NAVIGAZIONE DI RIENTRO VERSO IL PORTO, I MILITARI DELLA MV CP 862 PROCEDEVANO A PRENDERE A RIMORCHIO LA BARCA A VELA FINO A GIUNGERE NEL PORTO DI PORTESE DEL COMUNE DI SAN FELICE DEL BENACO.

LE ATTIVITÀ DI SOCCORSO TERMINAVANO SENZA PROBLEMI DOPO CIRCA UN' ORA DALLA RICHIESTA DI SOCCORSO.

 

Regione Lombardia ha pubblicato il bando per l’assegnazione di contributi a favore degli enti locali per la realizzazione di iniziative utili a prevenire e contrastare i reati ai danni degli anziani, con particolare riferimento ai delitti contro il patrimonio mediante frode. Nel merito è intervenuto il vice capogruppo della Lega al Pirellone, Floriano Massardi.

“Si tratta di uno stanziamento di rilievo – afferma Massardi – che ammonta a 600 mila euro, dedicato ai Comuni per finanziare progetti di contrasto all’odioso fenomeno delle truffe agli anziani, pratica sempre più diffusa e da combattere senza pietà. Questi fondi serviranno per sovvenzionare iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione, progetti che potranno essere svolti anche in collaborazione con le forze dell’ordine. Il contributo è previsto nella misura massima dell’80% del costo del progetto validato e per ogni iniziativa, la soglia minima di cofinanziamento è pari a 5.000 euro, mentre la soglia massima può arrivare a 10.000 euro. Le domande potranno essere presentate dagli enti a partire da oggi, fino al 31 luglio di quest’anno.

È fondamentale mettere in campo tutti gli sforzi possibile per arginare questo fenomeno, una pratica disdicevole, posta in essere da individui senza scrupoli che colpiscono una delle categorie più indifese. Regione Lombardia – conclude Massardi – anche in questo ambito dimostra il valore dato alla salvaguardia degli anziani e dei soggetti maggiormente esposti”.

 

Addio straziante per una vita spezzata troppo presto, troppo ingiustamente. Nel pomeriggio, nel cimitero di Prevalle San Michele, l'ultimo saluto a Roberto Taroli, il ragazzo di 21 anni di Prevalle morto ad Agnosine per un assurdo incidente, travolto alla sua stessa vettura che stava cercando di disincagliare dal fango l'altro giorno. Roberto, che abitava insieme ai genitori in via Papa Giovanni XXIII al numero 23, ha lasciato nella disperazione la mamma Rosa, il papà Giuseppe, la nonna Carla, la fidanzata Serena ancora sotto schock per aver assistito all'incidente avvenuto a Binzago di Agnosine. Una tragedia assurda che ha lasciato tutti senza parole, chi conosceva e voleva bene a Roberto e anche chi, a distanza, si sente vicino alla sua famiglia che ora deve trovare tanta forza e tanto coraggio per andare avanti. 

L’incidente è avvenuto ieri mattina intorno alle 10 in via XX settembre, mentre i mezzi del Comune stavano tagliando l’erba sul fianco della carreggiata.

Procedevano lungo la provinciale in direzione Vobarno-Sabbio i mezzi al lavoro per tagliare l’erba lungo la strada: davanti un trattore e dietro un veicolo Bonetti di proprietà del Comune, con la segnaletica a indicare i lavori in corso e a “proteggere” il trattore stesso.

Lungo la stessa corsia di marcia a un certo punto arrivava una Golf che ha superato il mezzo Bonetti, ma è stata costretta a rientrare perché sulla corsia dell’altro senso di marcia stava sopraggiungendo un’automobile. La velocità piuttosto sostenuta della Golf ha provocato un tamponamento con il trattore durante la brusca manovra di rientro.

Il tratto di strada con andamento curvilineo è piuttosto pericoloso in quel tratto e la sicurezza di chi la percorre è spesso messa a rischio. In questo caso la fortuna ha impedito conseguenze gravi e l’unico ad avere lievi ferite è stato il conducente della Golf. L’uomo, che accusava mal di testa e dolore al collo, non ha comunque voluto che si chiamassero i soccorsi e ha dichiarato che sarebbe andato di persona al pronto soccorso per un controllo.

I rilievi del caso sono stati affidati a una pattuglia della polizia locale valsabbina ai comandi di Fabio Vallini.

Giovanna Gamba

Animali trattati da bestie… Sì, è proprio il caso di dirlo e la polizia stradale di Chiari lo può documentare dopo aver fermato per un normale controllo, in pieno pomeriggio lungo l’autostrada A35, un autocarro adibito al trasporto di animali vivi. Il personale immediatamente notava un’eccedenza di peso del mezzo e a seguito di accertamenti specifici risultava che i 35 poveri ovini, di questo era carico il mezzo, si trovavano letteralmente stivati e privi dello spazio sufficiente per il movimento come previsto dalla normativa del Regolamento Cee/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto. Dalla documentazione in possesso dell’autista si evidenziava che nel modello di provenienza degli animali era indicato il numero di 22 ovini, notevolmente inferiore a quello effettivamente riscontrato. Nel proseguire gli accertamenti igienico-sanitari unitamente al veterinario dell’ATS competente per territorio, si è potuto constatare l’impossibilità di procedere all’identificazione degli animali, in quanto privi del marchio auricolare o tatuaggio e per tale motivo provvedeva al vincolo sanitario mediante piombatura dell’autocarro disponendo la verifica degli animali al luogo di destinazione da parte del medico veterinario competente.  La sanzione comminata al conducente è di € 2.500,00 circa di multa.

Cronotachigrafo alterato, autista italiano di mezzo pesante multato con € 1.736.00 e sospensione della patente, dagli agenti della polizia stradale di Montichiari, che anche questa settimana procedono inarrestabili nei controlli ai trasporti specifici di merci e animali vivi. La pattuglia dopo aver fermato un mezzo che trasportava animali vivi, nel controllare il cronotachigrafo, dispositivo che registra l’attività lavorativa del conducente, notava delle anomalie, pertanto procedeva con accurati accertamenti che portavano alla conferma di una manomissione del dispositivo alterando il sensore.  

 

Non è stato purtroppo l’unico caso di violazione della normativa sui cronotachigrafi: sempre gli agenti di Montichiari, su una strada provinciale della Bassa bresciana, sono riusciti a scovare nella cabina di un altro camion un’alterazione del tachigrafo digitale installato, che consisteva in un pulsante nascosto all’interno del cruscotto, che permetteva al conducente di interrompere l’alimentazione del sistema, facendo simulare che il mezzo fosse spento. Anche a questo conducente è stato multato con € 1.736,00 e lo stesso importo viene contestato alla ditta proprietaria del mezzo.

 

Sempre agli operatori dello stesso reparto non è sfuggito il tentativo di un altro conducente di evitare sanzioni al rispetto dei tempi di guida, montava infatti il tachigrafo analogico anziché quello digitale come previsto dal 01.05.2006.

 

Non era questa l’unica sanzione: la documentazione del mezzo non risultava regolare e al conducente del “bisonte” veniva contestato l’utilizzo di pneumatici usurati, non curante del rischio arrecato a sé e agli altri.

 

In totale delle multe incassate dal conducente e dal proprietario del mezzo è di circa € 5.130,00 con fermo amministrativo del veicolo per 3 mesi.

 

Ricordiamo ora alcuni dati apportati nel corso della scorsa settimana dalla Polizia Stradale di Brescia: numerosi i controlli che hanno coinvolto 158 pattuglie di vigilanza stradale, di cui 67 in autostrada e 91 sulla viabilità ordinaria e che hanno controllato 1042 veicoli e 1206 persone.

 

749 sono state le infrazioni complessivamente elevate con 1159 punti decurtati; le patenti ritirate sono state 10, le carte di circolazione 13, sono stati effettuati n. 5 sequestri di veicoli e n. 9 fermi amministrativi.

 

Nel periodo in questione sono state contestate 50 violazioni per eccesso di velocità e 16 violazioni per velocità pericolosa, inoltre sono state contestate 29 violazioni per l’uso del telefonino alla guida e 53 violazioni per il mancato uso delle cinture di sicurezza. In riferimento all’incidentalità segnaliamo inoltre il rilievo di 21 incidenti, uno dei quali con esito mortale: scontro frontale-laterale tra due autovetture in località Cremaschina nel comune di Desenzano e 16 incidenti con feriti.

Sono stati controllati 425 conducenti con precursore e/o etilometro, di cui 10 sono risultati positivi ai controlli per guida sotto l’influenza dell’alcool.

 

 

Grande cordoglio ha suscitato a Prevalle e nell'intera Valle sabbia la tragica e assurda morte di Roberto Taroli schiacciato e ucciso sul colpo dalla sua Golf che era rimasta impantanata nel fango a Binzago di Agnosine. Il giovane stava cercando di sbloccare la sua vettura che era rimasta bloccata nel fango dopo le piogge di questi giorni. In una incredibile dinamica la vettura continua a slittare per diversi metri e lo travolge senza dargli alcuna possibilità. Con lui la fidanzata 17enne che nonostante lo shock è riuscita a chiamare i soccorsi. In pochi minuti un' ambulanza dei volontari di Odolo era sul posto, mentre l'eliambulanza veniva fatta decollare da Brescia ma per Roberto Taroli non c'è stato più nulla da fare. Il 21enne abitava a Prevalle e lì lavorava all'azienda ivars. Si era diplomato all itis castelli Di Brescia ed era un grande appassionato di calcio. Indossava la maglia del Manerba calcio che gioca in terza categoria.

 

 

Il bambino, residente in zona Lamarmora, si era allontanato dopo un rimprovero della mamma per l’utilizzo eccessivo dello smartphone. La donna terrorizzata ha chiesto aiuto al 112.

Ore di ansia ieri pomeriggio, quando un bambino di 8 anni ha fatto perdere le proprie tracce dopo un litigio con la madre. La donna lo aveva rimproverato di usare troppo lo smartphone e, quando il litigio ormai sembrava chiuso, il bambino ha aperto la porta ed è fuggito senza che la mamma riuscisse a bloccarlo.

La madre terrorizzata ha temuto il peggio e ha chiesto aiuto al 112. In pochi minuti diverse volanti della Questura hanno iniziato a perlustrare ogni angolo del quartiere in cui il ragazzino vive. Le ricerche sono andate avanti per oltre un’ora, quando poco prima della 17 il bambino è stato ritrovato piangente nascosto dietro alcune auto.

Immediatamente gli agenti lo hanno dapprima rassicurato e rifocillato, poi ricondotto a casa dove ha potuto riabbracciare la madre.

Temporali sparsi in diverse località della provincia, della Vallesabbia e del Garda. Smottamenti, qualche albero spezzato, strade allagate. Un pò ovunque a tratti nel pomeriggio si sono verificati episodi di questo tipo. Le fotografie si riferiscono ad una frana, il terreno ha ceduto a fianco della strada tra Nozza e Casto. Alberi spezzati e qualche allagamento, qualche danno ai giardini invece a Gavardo: la fotografia si riferisce alla strada verso il Tesio. Il maltempo di questi giorni continuerà con una grande instabilità. Nel pomeriggio a Gavardo anche grandine. Ma al momento senza particolari danni.

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