Cronaca

Nella mattinata di ieri gli agenti del commissariato di Desenzano hanno riaccompagnato a casa un'anziana signora che non riusciva a ritrovare la strada.

 

Ieri mattina presso la sede desenzanese della Polizia di Stato si è presentata agli agenti una signora che chiedeva di essere riaccompagnata a casa. L’anziana donna non ricordava più la strada, non aveva documenti con sé, ma fortunatamente si ricordava il suo nome e l’anno di nascita.

Dopo aver svolto gli opportuni accertamenti, i poliziotti sono quindi riusciti a risalire ai dati della signora, hanno avvisato i familiari e l’hanno riaccompagnata a casa. I poliziotti hanno inoltre aiutato la signora a svolgere qualche mansione domestica.

Balli proibiti in un club di Brescia, perché vietati dalla normativa anti-COVID. Infatti, le disposizioni normative per il contrasto della diffusione dell’epidemia vietano gli assembramenti di persone e i balli all’interno dei locali, prescrivono ancora, in caso di impossibilità di mantenere la distanza interpersonale di sicurezza, l’utilizzo della mascherina di protezione per tutelare la salute dei cittadini e della collettività.

 

Durante i controlli d’iniziativa e sulla base di segnalazioni da parte dei residenti, la scorsa notte, gli agenti della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Brescia, che in una prima fase si sono confusi tra gli avventori, hanno permesso di accertare che molte persone stavano ballando nel locale e di quantificare gli avventori in circa 300 persone. La parte esterna della struttura era stata di fatto adibita a discoteca, con tanto di pista da ballo, con numerose persone intente a ballare, in totale violazione delle restrizioni tuttora vigenti per i locali da ballo.

Nell’immediatezza il gestore del locale è stato sanzionato per le violazioni in materia di Covid-19 e, visto che si stava svolgendo un’attività vietata, in altre parole il ballo, è stata disposta l’immediata chiusura dell’esercizio per cinque giorni.

 

 

Il giovane, un 25enne residente a Villanuova, è stato riconosciuto ieri da un agente della polizia locale valsabbina che lo aveva sanzionato nei giorni scorsi. Per il recidivo le sanzioni saranno ora molto più pesanti.

 

I primi problemi risalgono al 4 luglio scorso: gli agenti avevano contestato all’automobilista il rifiuto di sottoporsi ad accertamenti per verificare se fosse sotto effetto di sostanze stupefacenti. In quel caso gli era stata ritirata la patente, ma dopo tre ore l’uomo era stato trovato ancora alla guida del mezzo appena sequestrato, quindi era scattata una nuova contestazione: guida con patente ritirata.

L’epilogo ieri, quando un agente in borghese - sempre nel territorio di Gavardo - ha riconosciuto lo stesso ragazzo ancora alla guida della macchina sequestrata, che avrebbe dovuto essere ferma in un cortile privato. Incurante del fatto di non avere la patente, il giovane circolava tranquillamente per le vie del paese.

L’agente ha fatto intervenire una pattuglia che lo ha fermato, contestandogli la guida con patente ritirata e recidiva, oltre alla guida di veicolo sottoposto a fermo amministrativo, il che prevede sequestro del mezzo ai fini dell’alienazione. Al giovane è stata inoltre revocata la patente perché stava utilizzando un veicolo sottoposto a fermo amministrativo. L’auto tra l’altro non era neppure sua, ma apparteneva alla compagna che abita in un paese limitrofo a Gavardo.

«In casi di questo tipo – precisa il comandante Fabio Vallini – le sanzioni sono molto pesanti.  La circolazione con veicolo già sottoposto a fermo prevede revoca e alienazione del veicolo stesso, più una sanzione che va da 1988 e 7953 euro. Inoltre, la guida con patente ritirata nel caso di recidiva comporta una sanzione tra i 2050 e gli 8200 euro».

Giovanna Gamba

A due mesi dal tragico incidente nautico costato la vita ai due giovani, una folla composta e partecipe ha stretto in un abbraccio i genitori, per manifestare solidarietà e condivisione del loro dolore.

 

Palloncini bianchi e magliette dello stesso colore, silenzio e partecipazione, nel ricordo di Greta Nedrotti e Umberto Garzarella. Erano in tanti, sul lungolago a Maderno e Salò - luoghi di residenza dei due giovani - e su diverse imbarcazioni, coloro che hanno voluto essere presenti giovedì 19 agosto alla manifestazione silenziosa organizzata a due mesi dal tragico e assurdo incidente, provocato da due turisti tedeschi e che ha falciato le giovani vite dei due ragazzi gardesani. L'idea è nata dagli amici dei due giovani e ha coinvolto familiari, parenti, conoscenti e anche numerosi turisti.

Il corteo si è mosso in silenzio e ad esso si sono simbolicamente unite numerose imbarcazioni dei tanti circoli nautici della zona, che hanno aderito all'iniziativa schierando in fila le proprie barche. Sono stati gettati fiori nel punto dell'impatto, dove Umberto è stato cullato nella sua imbarcazione per oltre dodici ore quella maledetta notte, e nel luogo in cui è stata ripescata Greta, dopo essere stata sbalzata dal gozzo. Perché una tragedia simile non accada mai più, perché nessuno possa dimenticare.

La serata si è conclusa con la messa di suffragio nella chiesa parrocchiale di Maderno. 

Intanto, procedono le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e stabilire le responsabilità dei due cinquantenni tedeschi - uno dei quali è agli arresti domiciliari - anche se ormai è accertato che i due procedevano a una velocità particolarmente elevata e non erano sobri. La Comunità del Garda si è costituita parte civile a fianco delle famiglie, affinché venga fatta giustizia e tragedie così gravi non possano ripetersi mai più.

Giovanna Gamba

L’incidente risale a qualche giorno fa, ma si è conclusa solo oggi la ricostruzione della dinamica. La Polizia Locale raccomanda la massima prudenza nell’uso di un mezzo che si sta diffondendo sempre più frequentemente sulle nostre strade.

 

Lo scontro era avvenuto il 22 luglio in centro a Paitone, ma si sono conclusi solo oggi gli accertamenti tecnici sul monopattino elettrico coinvolto. Anche la dinamica degli eventi è stata ricostruita dal personale della Polizia Locale di Prevalle-Paitone ed è risultata in linea con le dichiarazioni raccolte dalle persone coinvolte.

Il monopattino elettrico stava percorrendo via Mazzini trasportando un’altra persona oltre al conducente. Giunto all’intersezione con via Colombaro, il conducente non è riuscito ad azionare il freno motore, probabilmente per un mal funzionamento. Il veicolo, dunque, non si è fermato allo STOP e ha tagliato la strada a una Jeep che procedeva regolarmente su via Colombaro.

L’urto tra la parte anteriore dell’autovettura e il fianco dei ragazzi in monopattino è stato inevitabile. I due giovani, entrambi minorenni, sono finiti a terra, mentre l’automobilista ha prestato soccorso e chiamato il numero unico di emergenza. I minori sono stati trasportati presso l’ospedale di Gavardo, con una prognosi di 7 e 15 giorni per le lesioni riportate.

Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale di Prevalle e Paitone per i rilievi. A questo proposito, il comandante Massimo Zambarda sottolinea quanto sia importante la prudenza quando ci si muove con questo mezzo che attualmente per il codice della strada è considerato veicolo a tutti gli effetti.

«Questa volta – precisa il comandante – le conseguenze sono lievi, ma potevano essere ben peggiori. Bisogna perciò mantenere alta l’attenzione, anche nel nostro territorio, sull’uso sempre maggiore dei veicoli a propulsione elettrica, detti di micromobilità, per i quali il legislatore sta da tempo tentando di varare una corretta normativa. Allo stato attuale preme ricordare che i minori che utilizzano monopattini elettrici devono sempre indossare un idoneo casco protettivo. La guida è consentita solo dopo i 14 anni e il monopattino deve avere velocità massima 20Km/h. Inoltre, non può trasportare passeggeri oltre al conducente ed è vietato anche il trasporto di oggetti ingombranti».

Al momento non è ancora diventato obbligatorio stipulare un’assicurazione per poter circolare, anche se è vivamente consigliato. Infine, nel caso di modifica o maggiorazione delle prestazioni, oltre alla sanzione amministrativa da 100 euro è prevista la confisca del veicolo. Nel caso dei ragazzi di Paitone, tuttavia, la perizia ha confermato che il mezzo non andava sequestrato.

Giovanna Gamba

 

Un poliziotto fuori servizio è intervenuto prontamente per evitare che esplodesse la bombola del gas e ha aiutato una donna e la sua bambina, ustionate, in attesa dell'arrivo dei sanitari.

 

Il giorno di ferragosto, intorno alle 13.30, un poliziotto del Commissariato di Desenzano del Garda - libero dal servizio - veniva attirato dalle urla che provenivano dall’esterno della sua abitazione, situata in via Don Pietro Gialdi. L’agente immediatamente usciva da casa, notando del fumo nero provenire dalla parte destra del suo appartamento, e successivamente constatava che nel giardino confinante vi erano delle fiamme sia per terra che su un fornello a gas.

Tempestivamente l’agente allertava il 112 per segnalare quanto stava accadendo. In attesa dei soccorsi, e senza perdere tempo, riusciva ad adoperarsi per spegnere il fuoco, gettando dei secchi d’acqua e poi, con non poche difficoltà, a chiudere il fornello e la bombola del gas prima che la stessa esplodesse.

Una volta messa in sicurezza l’area coinvolta, si portava verso la piscina del residence per dare manforte ai vicini i quali in quel momento erano intenti a prestare soccorso a una donna e a una bambina, che si erano ustionate. In attesa dell’arrivo dell’ambulanza, il poliziotto contattava telefonicamente il 118 per ricevere le corrette linee guida da adottare.

Da lì a poco giungevano gli operatori sanitari che trasportavano mamma e figlia presso gli Spedali Civili di Brescia.

Sfondato il muro delle 100.000 inoculazioni nel centro vaccinale di Gavardo, che ha funzionato tutti i giorni dall'apertura del 24 febbraio scorso.

 

Il centro ha riposato solo nella giornata di ieri, domenica 1 agosto, dopo aver lavorato ininterrottamente per oltre quattro mesi e aver raggiunto il record di 1450 persone vaccinate al giorno, che è un numero limite per le potenzialità dell'hub gavardese. 

Il sindaco Davide Comaglio in una nota ha fornito anche i dati della popolazione di Gavardo: su 10.612 abitanti vaccinabili, 7.592 sono i vaccinati alla prima dose (71,54%), mentre 5.537 risultano i vaccinati che hanno ricevuto entrambe le dosi (52,17%).

"Posso assicurare - afferma Comaglio - che nel centro vaccinale di Gavardo sono stati sei mesi di durissimo lavoro e grande sacrificio per il personale sanitario e i volontari, che hanno sempre operato in modo da poter garantire un servizio ottimale. Il merito è tutto e solo loro!". 

Una petizione per chiedere giustizia per Umberto e Greta (uccisi il 19 giugno scorso da un motoscafo guidato da due tedeschi che sono tornati nel loro paese) è stata lanciata in questi giorni dal lago di Garda e viene firmata da moltissime persone in queste ore. E’ indirizzata al presidente della repubblica Sergio Mattarella. Nei giorni scorsi si è costituito uno dei due tedeschi che si trovavano sul motoscafo.

 

https://www.change.org/p/sergio-mattarella-giustizia-per-umberto-e-greta

 

 

 

L'obbligo della revisione periodica delle autovetture, autocaravan, motoveicoli e dei veicoli per trasporto cose al di sotto delle 3,5 tonnellate è un adempimento che deve avvenire allo scadere dei 4 anni per i veicoli di nuova immatricolazione e poi successivamente ogni 2 anni. Anche gli automezzi datati, dunque, vengono sottoposti a revisione, ma se le condizioni di efficienza e funzionamento dei veicoli, stabilite secondo una dettagliata lista di controlli, non sono garantite, il veicolo non può ottenere l'esito della revisione regolare.  

Sembrava essere andata bene ad un 73enne delle Pertiche che nei giorni scorsi si è recato ad un Centro di Revisioni della Vallesabbia con la sua autovettura di ben 24 anni . Tuttavia, le condizioni di grave ammaloramento della carrozzeria, soprattutto la scocca interessata da notevole aree di ruggine perforante, non avrebbero consentito di ottenere positivamente la revisione dell'automezzo. L'anziano valsabbino è invece ripartito dal Centro Revisioni con una certificazione di esito regolare. 

La vicenda non è passata inosservata alla Polizia Provinciale di Brescia che ha effettuato un controllo presso il Centro Revisioni. Il fascicolo delle verifiche tecniche è stato quindi sequestrato ed il titolare del Centro, oltre all'Ispettore Tecnico, sono stati denunciati in stato di libertà per ipotesi di reato di falsità in atti. Le revisioni periodiche dei veicoli svolte presso i Centri di Revisione sparsi sul territorio della Provincia sono un servizio molto importante: < La revisione dei veicoli è disciplinata da norme di diritto pubblico > spiega il Comandante della Provinciale Claudio Porretti che sta conducendo gli accertamenti con il Vicecommissario Roberto Vassalini e gli agenti di Brescia, < Chi compie queste attività svolge funzioni tipiche di un pubblico ufficiale ed è importante, per la sicurezza di tutti, che gli accertamenti delle revisioni vengano effettuati con scrupolo e responsabilità > conclude il Comandante.

Il proprietario della vecchia autovettura dovrà invece recarsi a Brescia presso la Motorizzazione Civile per sostenere, questa volta si, un’accurata revisione straordinaria richiesta dalla Polizia Provinciale che, in questi giorni è anche alle prese con un caso di smaltimento illegale di rifiuti da demolizione. I controlli stradali sulla provinciale del Caffaro hanno infatti permesso di intercettare un autoarticolato che trasportava irregolarmente lastre di fibrocemento provenienti dal Trentino e destinate ad una cava della bassa bresciana per essere smaltite. Il mezzo ed il carico sono stati posti sotto sequestro dalla provinciale ed i titolari della ditta di trasporto sono stati denunciati, mentre sono in corso le indagini e l’esito delle campionature sui rifiuti condotte dall’Arpa di Brescia. 

 

Nell’ambito delle attività di contrasto alla diffusione epidemiologica da Covid-19, gli Agenti della Divisione Amministrativa, nella notte di sabato 11 luglio, hanno sanzionato il proprietario della Discoteca Paradiso e contestualmente chiuso il locale per 5 giorni. Questo il comunicato della Questura.

Il controllo ha permesso di verificare che, all’interno del locale, vi era la presenza di oltre 500 persone che ballavano nella sala interna non rispettando alcun distanziamento ed erano prive di disposizioni di protezione delle vie respiratorie.

Quindi, per il proprietario della discoteca, è scattata la sanzione amministrativa, per aver permesso l’attività da ballo all’interno del locale, e posti i sigilli al locale.

Quindi gli Agenti hanno proceduto all’applicazione della sanzione accessoria della chiusura provvisoria della discoteca per 5 giorni, trasmettendo i verbali alla locale Prefettura, per quanto di competenza, per valutare l’eventuale chiusura del locale dai 5 ai 30 giorni.

 

 

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