Cronaca

Sabato mattina il nivologo provinciale, Federico Rota, ha effettuato un sopralluogo ed ha verificato le condizioni dei luoghi.

Poichè sono terminate le condizioni più critiche e le temperature sono in abbassamento, il nivologo ha dato parere favorevole all’apertura della sede stradale della SPBS 345 “delle tre Valli” dal km 44+000 al km 49+700.

E' stata pertanto data disposizione per la pulizia del piano viabile all’impresa che si occupa della manutenzione ordinaria e dello sgombero neve della strada provinciale.

Viste le abbondanti nevicate di quest'inverno, ultima quella di sabato mattina, i versanti a monte della strada provinciale sono carichi di neve.

La situazione verrà quindi monitorata attentamente dal nivologo e domenica e lunedì saranno presenti nella località Maniva alcuni volontari della Protezione civile dei comuni di Collio e Bovegno per la sorveglianza.

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Fotografia: repertorio

 

 

 

Sembra il titolo di un film, invece è lo scenario che si è presentato ad una pattuglia del distaccamento di Salò nei giorni scorsi. Chiamati a intervenire sulla Ss 45 bis nel comune di Rezzato, si sono trovati davanti un giovane toro, fuggito da una stalla, che passeggiava tranquillamente sulla tangenziale.

Dopo aver percorso gran parte della arteria principale, l’animale è stato portato in un campo adiacente grazie all’aiuto di un medico veterinario intervenuto casualmente. In seguito, è stato riportato nella stalla incolume. Fortunatamente l’episodio si è concluso con un lieto fine, anche se si sono create lunghe code per le persone curiose che in effetti questa volta hanno rallentato la marcia per qualcosa di davvero insolito.

La situazione valanghe in questi ultimi giorni, secondo il Bollettino ufficiale fornito dalla Provincia di Brescia. Ecco i punti critici.

Si comunica che a causa del pericolo di valanghe, è stata chiusa la strada SPBS 669 "DEL PASSO CROCEDOMINI" dal km 18+200 al km 23+000, e sospesa la circolazione sulla relativa provinciale nei territori comunali di Breno e Bagolino.

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Si comunica inoltre che a causa di una valanga, è stata chiusa la strada SP 345 "DELLE TRE VALLI" al km 44+000 nel Comune di Collio.

 

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Nei giorni scorsi agenti della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Brescia, impiegati nel servizio specifico di verifica del rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID 19, hanno svolto un controllo presso un locale in Piazza Tebaldo Brusato a Brescia, dove è stato appurato che il titolare aveva somministrato bevande alcoliche a dei minori, tutti sedicenni, senza essersi accertato della loro reale età.

Gli agenti hanno constatato che all’interno del locale erano presenti sette ragazzi intenti a consumare bevande alcooliche. I minori sono stati escussi a sommarie informazioni, mentre il titolare dell’attività è stato sanzionato per la somministrazione di alcolici a minorenni.

 

 

 

La Polizia Postale di Brescia ha arrestato un ventunenne di origini egiziane responsabile di estorsione nei confronti dei genitori di una ragazza adolescente di anni 14.L’attività investigativa è scaturita dalla denuncia dei genitori della minore, costretti a pagare milleduecento euro in contanti per impedire la divulgazione di alcune immagini intime della figlia quattordicenne che il giovane, nel breve periodo di frequentazione con la ragazza, era riuscito ad ottenere. Denunciavano anche che il ragazzo, in cambio della distruzione delle fotografie, aveva chiesto all’adolescente di compiere atti sessuali. Il comunicato della polizia.

Dopo aver pagato quanto richiesto dall’estorsore, l'estorsione era proseguita con l’ulteriore richiesta di 5000 euro. I genitori, esasperati, chiedevano quindi aiuto alla Polizia Postale di Brescia, per mettere fine al dramma che stavano vivendo.

Concordate le modalità con cui chiedere l’appuntamento per l'effettuazione dello scambio, è scattata l’operazione di polizia: l'attività di osservazione, pedinamento ed appostamento ha consentito di individuare il giovane estorsore, arrestato in flagranza di reato nell'atto di ricevere il denaro.

 

Nel corso della perquisizione personale è stato sequestrato anche lo smartphone in uso allo stesso, nel quale è stata rivenuta la presenza di diverse immagini di natura pedopornografica.

L’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale di Brescia a disposizione dell’A.G. procedente, mentre proseguono le indagini per accertare l'eventuale coinvolgimento di altri soggetti. La Polizia Postale, nelle quotidiane campagne di prevenzione rivolte agli adolescenti, consiglia sempre ai ragazzi di "postare con la testa": va tenuto sempre a mente che quando si pubblica o si condivide, anche in maniera riservata, un contenuto multimediale, se ne perde totalmente il controllo. In ogni caso, di fronte a tali aggressioni virtuali, non bisogna mai cedere ai ricatti; è bene invece confrontarsi immediatamente con un adulto per denunciare tempestivamente l'accaduto alla Polizia.

 

Proseguono gli interventi della Polizia Locale di contrasto allo spaccio di droga. Martedì 2 febbraio gli agenti hanno arrestato una persona in via Liguria e hanno sequestrato circa nove grammi di eroina e oltre seicento milligrammi di cocaina. 

Da diversi giorni gli uomini della Polizia Locale stavano tenendo sotto controllo i movimenti di un italiano che si spostava alla mattina a bordo di una Ford in diversi punti della città, tra i quali via Codignole, il quartiere Perlasca, via Corsica e la zona di via Don Bosco, a Brescia, recandosi anche direttamente nelle abitazioni di persone conosciute dalle forze dell’ordine come tossicodipendenti.

La mattina del 2 febbraio una pattuglia lo ha visto consegnare alcune bustine al Villaggio Sereno, in via Codignole e in via Corsica, sempre con la medesima modalità. Una volta parcheggiata la Ford, l’uomo veniva infatti raggiunto dagli acquirenti con i quali scambiava la merce attraverso il finestrino, ricevendo in cambio del denaro.

L’ultima persona che lo ha avvicinato è stata poi intercettata dagli agenti che le hanno trovato addosso una confezione di cellophane contenente 328 milligrammi di cocaina.

 

Nel frattempo l’italiano si è diretto in via Liguria dove è stato sorpreso dalla pattuglia mentre stava ricevendo, attraverso il finestrino della sua automobile, una banconota da 20 euro da una donna, in cambio di un piccolo sacchetto. Alla vista degli agenti l’italiano ha cercato di bloccare le portiere della vettura e ha tentato di inghiottire due grossi involucri.

L’uomo ha tentato di resistere al fermo tirando calci e pugni, sbracciando e dimenandosi ma la pattuglia è riuscita a bloccarlo e a recuperare i due sacchetti che aveva provato ad ingerire. All’interno delle due confezioni sono stati trovati 346 milligrammi di cocaina e sette confezioni di eroina del peso di quasi nove grammi. Addosso all’italiano sono stati inoltre trovati 125 euro in banconote di vario taglio. Gli agenti hanno perquisito la Ford e l’abitazione dell’uomo, senza trovare però altra sostanza stupefacente.

Su disposizione del Pubblico Ministero, l’italiano è stato trattenuto nelle Camere di Sicurezza del Comando in attesa del giudizio per direttissima.

 

 

Proseguono gli interventi della Polizia Locale di contrasto allo spaccio di stupefacenti. Nei giorni scorsi a Brescia gli agenti, in tarda serata, hanno arrestato in un negozio di via Zara un uomo di origine senegalese e hanno sequestrato 60 grammi di hashish. Il senegalese, pluripregiudicato e  condannato con sentenza definitiva a sette anni di reclusione, era in affidamento in prova provvisoria ai servizi sociali dallo scorso mese di marzo. Da tempo gli agenti stavano tenendo sotto controllo i suoi movimenti, sospettando che utilizzasse un negozio intestato alla moglie, attualmente all’estero, come base per lo spaccio.

 

Una pattuglia, che lo stava osservando sin dal pomeriggio del 15 gennaio, lo ha visto uscire in tarda serata dall’esercizio commerciale di via Zara e dirigersi verso un Suv parcheggiato poco distante. Il senegalese è salito a bordo del veicolo come passeggero e, dopo aver consegnato un sacchetto al conducente, è ritornato nel negozio. Il Suv è quindi partito alla volta di via Dalmazia, dove è stato intercettato dalla pattuglia: addosso al guidatore sono state trovate due dosi di hashish del peso di 12 grammi e mezzo. Nel frattempo una seconda pattuglia ha fermato il senegalese e ha perquisito l’esercizio commerciale. All’interno, in uno scatolone, sono state trovate una porzione di hashish del peso di 23 grammi, cinque dosi di hashish del peso totale di otto grammi, una confezione di carta stagnola contenente sei grammi e mezzo di hashish e due sezioni di hashish avvolte nel cellophane del peso di 10 grammi. Sotto il registratore di cassa sono stati scoperti due taglierini, con tracce evidenti della sostanza stupefacente, e all’interno del passaporto del senegalese è stata trovata una carta d’identità italiana valida per l’espatrio che si sospetta essere contraffatta.

 

Il senegalese, su disposizione del Pubblico Ministero, è stato trattenuto nelle Camere di Sicurezza del Comando, in attesa del giudizio per direttissima.

 

 

 

Nell’ambito di una complessa e ampia indagine di polizia giudiziaria, denominata “GEMELLI”, volta a disarticolare strutture ‘ndranghetiste periferiche nel Nord Italia, coordinata dai Sostituti Procuratori dr. Paolo SAVIO e dr.ssa Claudia MOREGOLA, della Direzione Distrettuale  Antimafia della Procura della Repubblica di Brescia, in data odierna si è dato corso a 15 perquisizioni a carico di altrettante persone fisiche, con contestuale esecuzione del decreto di sequestro preventivo d’urgenza di attività economiche tra cui importanti società di autotrasporti e società immobiliari ed edili, per un valore totale di circa 1.500.000,00 euro.

Tale valore rappresenta parte dei reinvestimenti della locale di ‘ndrangheta operante a Viadana (MN) affiliata alla famiglia Arena di Isola di Capo Rizzuto e comprende le quote sociali nonchè patrimoni aziendali di 4 rilevanti società di autotrasporti, aventi sede nelle province di Mantova, Reggio Emilia e Crotone e riconducibili al sodalizio, 7 fabbricati, 3 terreni e 14 automezzi.

 

Le investigazioni hanno avuto ad oggetto un’associazione per delinquere‘ndranghetista di soggetti originari di Isola di Capo Rizzuto o comunque del crotonese che si sono da tempo stanziati nel mantovano e che hanno promosso e organizzato una cosca di ‘ndrangheta, che ha gestito per anni il territorio di Viadana (MN).

 

L’indagine è stata svolta dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, dalle Squadre Mobili di Brescia e Mantova, dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza e dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia, permettendo di far luce sull’infiltrazione e sul radicamento della criminalità organizzata nel tessuto economico del Nord Italia, in particolare nei settori dell’autotrasporto ed immobiliare delle province di Mantova e Reggio Emilia.

 

L’attività ha consentito, tra l’altro, di confermare il contenuto di una rilevante intercettazione telefonica svolta nel 2006, che aveva già individuato l’egemonia dell’organizzazione ‘ndranghetista radicatasi nel territorio di Viadana. In merito, in una delle conversazioni intercettate, veniva invitato un noto personaggio della criminalità calabrese a trasferirsi al Nord perchè “… qua Viadana è nostro, ora ci possono prendere 30 anni, 50 anni o l’ergastolo, ma Viadana è il nostro …”.

 

Tra le persone perquisite, anche un ex consigliere prima e, successivamente, ex assessore comunale di Viadana che ha partecipato al sodalizio quale punto di riferimento anche politico per l’organizzazione ‘ndranghetista.

In particolare, l’indagine di polizia giudiziaria ha permesso di accertare che, a partire dalla fine degli anni ’90, alcuni soggetti originari di Isola capo Rizzuto (KR) si sono trasferiti appositamente in provincia di Mantova e segnatamente nel comune di Viadana, con il fine di riciclare ingenti somme di denaro reinvestendole, principalmente, in aziende attive nel trasporto di merce su gomma ed operazioni immobiliari.

Proprio il settore degli autotrasporti veniva pesantemente condizionato dalla costituzione di un vero e proprio cartello tra imprese e dal ricorso sistematico a pratiche illegali.

 

Tali investigazioni hanno consentito di appurare che gli indagati, nel giro di pochi anni, hanno conseguito un notevole benessere economico, del tutto sproporzionato rispetto ai redditi effettivamente percepiti. In particolare, hanno investito denaro nella costituzione di società nel settore del trasporto su strada, operanti nell’economia reale, inquinando il tessuto economico “sano” e reimpiegando i proventi illeciti, così guadagnati, nel settore immobiliare.

Tra le condotte illecite del sodalizio, anche delitti tributari quali l’omessa dichiarazione, l’occultamento o distruzione di documenti contabili e la sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, di cui al decreto legislativo n. 74 del 2000.

I soggetti, pienamente consapevoli delle condotte delittuose poste in essere e prevedendo di poter essere colpiti da sequestri hanno provveduto, nel corso del tempo, ad intestare fittiziamente beni e quote societarie a terzi, trasferendo in modo fraudolento tali valori anche appartenenti al proprio nucleo familiare.

 

Nell’ambito di altra ed autonoma attività di polizia giudiziaria odierna, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia bresciana, sono state inoltre effettuate dai Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia e Cremona della Guardia di Finanza perquisizioni personali, domiciliari e societarie a carico di sodali del clan Grande Aracri, operanti in provincia di Cremona. Il sodalizio, per il tramite di società operanti nel settore edile, commetteva frodi fiscali attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture false, core business della cosca ‘ndranghetista. 

 

Le suddette attività della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza s’inquadrano nel più ampio contesto delle azioni volte al contrasto del radicamento delle associazioni per delinquere di tipo mafioso nel Nord Italia.

 

 

Riceviamo e pubblichiamo.

Non si è fatta attendere la replica dei cacciatori della provincia di Brescia dopo la comparsa, settimana scorsa, del manifesto choc in zona Sant’Eufemia, firmato dalla “LEAL - Lega Antivivisezione” e dalla “LAC - Lega Abolizione Caccia” contro la caccia.

“Non odiare ciò che non conosci – Io sono cacciatore” recita il nuovo manifesto diffuso da un gruppo di cacciatori autonomi.

Floriano Massardi, vicecapogruppo della Lega al Pirellone, ha così commentato:

“Sono da sempre in prima linea nella lotta per la difesa dei diritti dei cacciatori. Il manifesto comparso settimana scorsa, che rappresentava i cacciatori come degli assassini, è stato un attacco vergognoso e intollerabile. La caccia è tradizione, storia del nostro territorio e appartiene da sempre al nostro retaggio culturale. Non posso che plaudere alla risposta prodotta dagli amici cacciatori e promotori dell’iniziativa Luca, Stefano e Nicoló, che si sono liberamente associati per replicare, chiaramente indignati per quanto accaduto.

 

Il manifesto oltretutto dimostra, ancora una volta, come certe accuse di violenza, che vengono regolarmente recapitate al mondo venatorio, non vi appartengano minimamente. Da una parte le associazioni animaliste attaccano a testa bassa paragonando i cacciatori agli assassini; i cacciatori replicano diminuendo i toni, invitando al dialogo e al confronto. “Non odiare ciò che non conosci” è uno slogan perfetto. I cacciatori svolgono da sempre un’attività a favore dell’ambiente, delle zone boschive e della loro conservazione, contribuendo a mantenere intatto l’ecosistema, a tutto vantaggio della flora e della fauna.

Questo è l’aspetto che le associazioni che combattono le pratiche venatorie cercano in tutti i modi di nascondere. È più facile per loro diffondere immagini dal forte impatto visivo come le mani grondanti sangue. Da troppo tempo infatti le offese e a volte, ahimè, anche le aggressioni, sono diventate piuttosto comuni ai danni dei cacciatori. Il confronto e la presentazione di opinioni e posizioni diverse dalla narrazione animalista “da salotto” è spesso causa di insulti e minacce.

Non posso quindi che esprimere tutta la mia solidarietà ai cacciatori e plaudere all’iniziativa mediatica che hanno deciso di intraprendere: informare sul valore della caccia e della sua conservazione è importantissimo. Personalmente continuerò ad impegnarmi a favore della tutela di questa importantissima tradizione del nostro territorio, contro ogni ingiustificato attacco”.

 

Il mezzo di controllo "mobile" della polizia locale della Vallesabbia comincia a dare buoni frutti. Nel pomeriggio il veicolo attrezzato per individuare le targhe delle auto prive di assicurazione o di revisione ha lanciato un "alert" in via Quarena a Gavardo. Un uomo residente a Vallio è stato bloccato dagli agenti. Non solo aveva l'assicurazione scaduta dal 2017, ma non aveva mai conseguito nemmeno la patente... Il mezzo è stato sequestrato e il conducente...abusivo è stato multato con un'ammenda salata : 5000 euro.

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