Cronaca

Il maltempo di questi giorni sta causando numerosi danni al nostro territorio. La Provincia di Brescia sta intervenendo su più fronti.

 

Nella giornata appena trascorsa i punti più critici sono stati una valanga in Bazena e frane a Collio e Bovegno, in Valtrompia. Sono state chiuse le seguenti strade provinciali: SpBs 345 al km 44+500 , in località Pineta, Comune di Collio; SpBs 669 al km 18+200, in località Val Dorizzo. Inoltre è stato istituito il senso unico alternato sulla SpBs 345 nel comune di Bovegno.

In Valvestino, invece, la strada è stata riaperta dopo che nel pomeriggio di ieri era stata chiusa la Sp 9 nel comune di Gargnano a causa della caduta di materiale roccioso sulla carreggiata.

 

Impennata di casi di contagio Covid a Gavardo. Ci sarebbero una quarantina i casi “attualmente positivi” tra la Rsa gestita dalla Fondazione La Memoria e la Rsa Cenacolo Elisa Baldo.

Lo riferisce il Giornale di Brescia, che parla di 17 ospiti positivi alla Rsa La Memoria, con due decessi per Covid nell'ultimo mese e qualche ricoverato in ospedale, e di un'altra ventina di ospiti positivi nella casa di riposo Elisa Baldo. Un trend confermato, appunto, dall'andamento dei casi degli ultimi giorni.

L'auspicio è che il personale delle Rsa non sia lasciato solo ad affrontare questa emergenza. Servono operatori che prendano il posto di quelli contagiati. Le autorità sanitarie devono farsi carico di queste problematiche. Immediatamente.

mpp

 

La polizia postale ha arrestato un uomo che deteneva migliaia di fotografie e video di pornografia minorile, ritraenti bambine dell’apparente età di 10-12 anni.

 

Si tratta di M.B., trentenne bresciano, trovato in possesso di oltre 1500 tra video e immagini dai contenuti pedopornografici. L’operazione, coordinata dalla Procura di Brescia e dal CNCPO (Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni), è stata avviata dal Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Venezia a seguito di una segnalazione inoltrata da un utente sul sito www.commissariatodips.it, relativa alla presenza di materiale di pornografia minorile presente sul portale neozelandese MEGA.nz.

Grazie al canale di cooperazione internazionale di polizia attivato dal CNCPO, il collaterale neozelandese ha condiviso i dati informatici relativi all'account MEGA gestito dall’indagato. Al termine della perquisizione informatica svolta sui dispositivi e sull’account social in uso al 30enne, è stata rilevata un’ingente quantità di materiale pedopornografico, che l’uomo aveva scaricato e conservato in apposite cartelle.

La società per l'igiene urbana ha acquistato all'asta l'area Ex Almici F.lli di Vobarno e da gennaio gestirà anche la città di Rezzato. Soddisfazione del Presidente Flocchini e delle autorità valsabbine.

 

Una cinquantina di automezzi fra autocarri e furgoni, altrettanti dipendenti, ma anche qualche milione di sacchi per la raccolta imballaggi ed alcune migliaia di cassonetti stradali. Sono solo alcuni degli importanti numeri che riguardano l'attività della società Servizi Ambiente Energia Valle Sabbia che opera nel settore dell'igiene urbana nei 25 comuni della valle, oltre a Muscoline e, dal primo gennaio 2021, anche a Rezzato, gestendo quasi 40mila utenze.

Il significativo impulso dato proprio dal nuovo programma di raccolta quinquennale nel comune alle porte di Brescia ha convinto l'amministratore unico della società, Valter Paoli, e il direttore generale, Marco Baccaglioni, a dotarsi di una sede strategica, sia per la vicinanza di impianti di raccolta rifiuti, sia per la posizione baricentrica rispetto alla Valle Sabbia e ai comuni serviti, con ampi e idonei spazi per gli spogliatoi destinati al personale, uffici e magazzini.

Gli spazi acquisiti permettono anche una visione a lungo termine legata a possibili future espansioni. Non era facile trovare l’area adatta, finchè a Vobarno non è stata messa all'asta dal Tribunale una proprietà di 15mila metri quadrati con tutte le caratteristiche utili e necessarie. «È nata così l'idea – racconta l’amministratore Paoli – di partecipare ad un'asta giudiziaria telematica dalla procedura tutt'altro che agevole, ma che ci ha permesso di aggiudicarci il sito della Ex Almici F.lli Spa di Vobarno».

Il presidente della Comunità Montana Valle Sabbia, Giovanmaria Flocchini, ha sottolineato la valorizzazione delle risorse locali come valore aggiunto dell'iniziativa: «Nella strategia fortemente voluta di rendere sempre più strutturata e operativa la proposta di curare in house i servizi di igiene urbana nei nostri territori abbiamo necessariamente pensato a soluzioni che valorizzino le risorse locali e che diano risposte immediate e concrete per i Comuni che se ne avvalgono. Ringrazio tutti i Sindaci per il loro appoggio e il supporto a questa operazione».

L'iniziativa di acquisto dell'area dismessa della Ex Almici F.lli è stata seguita con particolare soddisfazione anche dall’amministrazione comunale di Vobarno. Il sindaco Paolo Pavoni ritiene importante aver trovato una nuova destinazione a un’area da tempo dismessa, tra l’altro riconvertita al servizio pubblico in favore dei cittadini.

L'iniziativa ha comportato un investimento di 1,8 milioni di euro ed è stata resa possibile grazie all’intervento del Consorzio BIM che «vede nell'iniziativa della SAE una valida proposta per reinvestire nel territorio, in favore di progetti che generano occupazione e valore, i proventi dei canoni di concessione del Bacino Imbrifero Montano» come ha dichiarato il Presidente del BIM, Giovanni Zambelli.

Nei prossimi mesi la sede operativa di SAE verrà quindi trasferita da Villanuova sul Clisi a Vobarno.

La Questura di Brescia ricorda, ai detentori di armi, l’obbligo di presentare la certificazione medica di idoneità psicofisica. I detentori di armi, ad  esclusione dei titolari di porto di armi in corso di validità, hanno l’obbligo   di presentare, presso la Questura o le Stazioni dell’ Arma Carabinieri competenti per territorio, la certificazione medica di idoneità psicofisica per la detenzione di armi di cui all’art. 35 comma 7 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. La previsione è contenuta nel Decreto Legislativo 10 agosto 2018 n. 104, entrato in vigore il 14 settembre 2018 in attuazione alla direttiva UE  2017/853 in materia di armi.

La certificazione medica deve essere rilasciata, sulla base del certificato anamnestico del medico di famiglia, dal Settore Medico-legale dell’Azienda Sanitaria Locale, da un medico militare o della Polizia di Stato o del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in servizio effettivo. La certificazione medica va prodotta all’Ufficio di Polizia o alla Stazione dell’ Arma Carabinieri presso cui sono state denunciate le armi detenute e dovrà essere presentata ogni 5 anni. Per il calcolo dei 5 anni fa fede la data dell’ultimo certificato  medico prodotto per ottenere una autorizzazione in materia di armi, anche diversa dalla detenzione, quale una licenza di porto di armi o di collezione o di nulla osta per l’acquisto di armi. Qualora il detentore  risulti titolare di licenza di porto di armi, l’obbligo di presentazione della certificazione medica decorre dalla scadenza della stessa, se non rinnovata. Si specifica che  dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 104/2018, la licenza di porto di fucile ha una validità di cinque anni e non più di sei anni.

La Questura invita coloro che non hanno adempiuto a tale obbligo, a provvedere al più presto, per evitare di incorrere nella procedura di diffida che farà scattare, in caso di mancata presentazione del certificato entro 60 giorni dalla notifica, la segnalazione alla Prefettura per l’applicazione del  provvedimento di divieto di detenzione delle armi ai sensi dell’articolo 39 TULPS, con conseguente ritiro della stesse.

Per ulteriori informazioni, oltre al sito della Polizia di Stato i cittadini, potranno rivolgersi direttamente all’Ufficio Armi della Questura di Brescia tramite la seguente  pec: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

Sono stati avviati in questi giorni i lavori di riqualificazione del Rio Cisano, che fanno parte di un progetto di manutenzione generale dei corsi d’acqua presenti sul territorio.

 

L’assessorato ai Lavori Pubblici di San Felice del Benaco si sta occupando della messa in sicurezza del Rio Cisano. I fondi necessari, pari a 100.000 euro, provengono in parte da un bando regionale vinto dall’amministrazione e in parte da fondi propri del Comune. I lavori sono iniziati a novembre e verranno terminati entro la fine di dicembre 2020.

Si stanno creando nuove briglie, una sorta di piccole dighe, per rallentare la velocità dell’acqua. «Abbiamo deciso – spiega l’assessore Bruno Baldo – di realizzarle in legno di larice e pietrame, per una scelta più ecologica rispetto al materiale cementizio». A questo si aggiunge la manutenzione delle sponde intorno al letto del rio con una massicciata che rafforza gli argini là dove l’acqua aveva eroso il terreno, mettendo a rischio la viabilità della strada che dal campeggio scende verso Via Magnolie a Portese.

Questo intervento è solo l’inizio di una più ampia idea di riqualificazione e sistemazione del reticolo idrico minore. In tal senso l’assessorato ai Lavori pubblici si è mosso da tempo per reperire ulteriori fondi per lavori che si concretizzeranno nel corso del 2021.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma del Tavolo di lavoro provinciale “Basta veleni”.

 

Le associazioni che si ritrovano all’interno del tavolo BASTA VELENI esprimono piena solidarietà alle oltre 150 "Mamme del Chiese" e “Mamme del Garda” oggetto di un pesante attacco discriminatorio da parte del Sindaco di Salò, avv. Cipani, messo in atto attraverso le sue dichiarazioni riportate dal quotidiano locale Bresciaoggi nell’edizione del 02/12/2020.

“Mamme del Chiese” e “Mamme del Garda” che altro non hanno fatto che pensare al futuro dei loro, dei nostri figli, si sono trovate vittime di un attacco volgare e senza scusanti. Le “Mamme”, punta di un movimento ben più grande, sono seriamente preoccupate per il futuro delle proprie e altrui famiglie, in un’area, come quella del Chiese e più in generale quella bresciana, già gravemente compromessa e guardano con attenzione all’uso (o spesso abuso) e alla tutela (o mancanza di tutela) dell’acqua, che essa sia di un fiume o di un lago, comunque fonte di vita e di ricchezza per molte comunità.

Siamo allibiti dall’atteggiamento di un politico che ricopre numerose cariche in seno ad enti e società e che con questa totale mancanza di senso delle istituzioni, anziché cercare il dialogo e una soluzione condivisa dei problemi che anche la sua comunità ha contribuito a creare nel corso degli anni, invece irride attraverso la stampa, ormai da tempo e senza particolare distinzione, chi ha l’unico scopo di preoccuparsi dell'ambiente in cui vivono e in cui dovranno crescere i propri figli.

Invece di recitare il mea culpa e riconoscere che già una parte della comunità del Garda s’è solidarizzata con l’opposizione all’idea di trasferire nel Chiese la depurazione dei propri reflui, il Sindaco di Salò cerca di ridicolizzare questa solidarietà e addossare ad altri le proprie responsabilità nell'ennesimo fallimento. Ripetere ancora oggi l'accusa di opposizione al progetto del mega collettore del Garda come dovuta solo a "becero campanilismo" quando 60 sindaci per oltre 250 mila persone hanno detto NO a questo progetto, vuol semplicemente dire non rendersi conto del fallimento di 13 anni anche del suo operato di amministratore gardesano.

Appare evidente che quando non si hanno argomenti credibili da opporre alla controparte, si passi ad affermazioni come quelle contenute nell'articolo, è prassi consolidata di una pessima politica che in questi anni, con il suo agire, ha prodotto tensioni tra istituzioni, territori e cittadini che speriamo con le determinazioni approvate in consiglio provinciale possa aprire una nuova stagione improntata su un processo di condivisione del percorso che porterà a trovare la soluzione migliore per la tutela del lago di Garda.

Appare anche evidente che questa infelice uscita del Sindaco di Salò sia ancora più inaccettabile in quanto, oltre ad essere poco più di una battuta da bar che ha l’unico intento di denigrare e svilire senza null’altro aggiungere, ci induce a riflettere sul senso che il Sindaco di Salò abbia dato alla giornata del 25 Novembre, giornata contro la violenza sulle donne. A pochi giorni da tale data così tanto celebrata siamo costretti a leggere attacchi di questo genere. La violenza ha tante forme, alcune evidenti ma anche quella verbale, che ha l’unico scopo di denigrare e svalutare, non è meno pericolosa di quella fisica! Auspichiamo che la società civile, anche di Salò, prenda le distanze dalle parole del Sindaco Cipani.

Tavolo di lavoro provinciale Basta Veleni

Traffico in tilt questa mattina in Valsabbia per la perdita del carico di un mezzo nei pressi della rotonda di Nozza. Si sono formate code e rallentamenti che ci vengono segnalati dai nostri ascoltatori. Non è la prima volta che in questo punto un mezzo perde il carico. Era successo recentemente quando un camion aveva riversato sulla carreggiata centinaia di bottiglie di vetro. Sul posto la polizia locale della Vallesabbia.

Gli agenti della polizia locale hanno scoperto attraverso la videosorveglianza due uomini che erano penetrati abusivamente nel piazzale dell’isola ecologica.

 

Erano le circa le 18:30 di ieri quando, rientrando al comando dopo il turno di pattuglia pomeridiano, il comandante e un agente della polizia locale di Prevalle hanno dato un ultimo controllo al paese tramite le immagini del sistema di videosorveglianza. Questo ha permesso loro di notare movimenti sospetti all’interno del piazzale dell’isola ecologica: due persone si stavano infatti muovendo sotto al portico dove sono depositati gli apparecchi elettronici fuori uso.

Immediatamente gli agenti sono rimontati in macchina e hanno raggiunto il posto. Uno è sceso a piedi sulla gavardina, luogo in cui spesso la rete di recinzione è stata trovata tagliata, mentre l’altro si è portato con il veicolo di servizio davanti all’entrata principale azionando i lampeggianti. Il comandante, che era sceso a piedi, ha trovato un varco per entrare e ha trovato quasi subito uno degli intrusi.

L’uomo è fuggito verso il cancello principale, ma poi ha scavalcato la recinzione, trovandosi bloccato tra la discarica da una parte e la tangenziale dall’altra. Per due volte ha tentato di calarsi sulla 45bis, ma ha poi desistito vista l’altezza del muro da terra e i richiami a non fare ulteriori gesti stupidi. Ha trovato infine una via di fuga passando in mezzo ai rovi e lasciando sul posto due apparecchi radio.

Il secondo uomo si era invece già allontanato, come si è visto in seguito controllando le telecamere. Dalle immagini e secondo la testimonianza degli agenti, si tratta di due uomini fra i 30 ed i 35 anni, uno dei quali indossava un giubbino con cappuccio chiaro, l’altro abiti scuri.

L’incidente è avvenuto oggi intorno a mezzogiorno in via Quarena, all’altezza del Break bar. La Golf è uscita di strada per evitare un veicolo che le ha improvvisamente tagliato la strada.

 

L’asfalto reso viscido dal maltempo ha sicuramente avuto un ruolo non indifferente nel determinare la perdita di controllo dell’automobile. La Golf procedeva da Gavardo verso Villanuova, quando un veicolo si è immesso sulla sua corsia di marcia da una strada laterale. Il conducente, un ragazzo del 1990 residente a Prevalle, per evitarlo ha sterzato con una manovra d’emergenza, ma è finito sul marciapiede. L’automobile ha abbattuto i paletti che separano la carreggiata dal parcheggio privato del locale e anche la segnaletica stradale.

Per fortuna l’impatto non ha provocato feriti. La polizia locale valsabbina è intervenuta sul luogo del sinistro per una prima ricostruzione e sta verificando l’eventuale responsabilità di altre persone.

Nei giorni scorsi un giovane 25enne,  residente in  Valle Camonica,  ha pubblicato sul proprio profilo facebook  frasi offensive  che incitavano alla violenza  verso i poliziotti.

Espressioni che non sono passate inosservate agli agenti del Distaccamento della Polizia Stradale di Darfo Boario Terme che, dopo aver visionato diversi profili facebook, sono riusciti a risalire all’autore del post.

 

Il giovane ha confermato ai poliziotti di aver pubblicato il post affermando  “non ho idea al momento della pubblicazione a cosa stessi pensando”.Il giovane è stato denunciato.

 

 

 

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