Dal 13 settembre al 2 novembre, presso l'ex centrale idroelettrica di Barghe (Via Ippolito Boschi, 21), sarà allestita una mostre dedicata al fiume Chiese attraverso lo sguardo di Pino Mongiello e Salvatore Attanasio. Orari: venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 19. Ingresso libero. 

La Comunità Montana di Valle Sabbia presenta IL CHIESE - Immaginando l'Anima del Fiume, una mostra fotografica di rilevanza regionale che celebra il corso d’acqua che ha dato forma alla Valle attraverso lo sguardo artistico di due maestri della fotografia: Pino Mongiello e Salvatore Attanasio.

L'esposizione, che avrà luogo presso l'ex Centrale Idroelettrica di Barghe dal 13 settembre al 2 novembre 2025, rappresenta un progetto culturale ambizioso che unisce ricerca artistica, valorizzazione territoriale e sensibilità ambientale. "Quale posto migliore per una mostra sul fiume Chiese, di un edificio che grazie allo stesso è nato e tanto ha contribuito alle esigenze umane?" così si è espresso in merito il presidente della Comunità Montana Giovan Maria Flocchini. La scelta della sede infatti non è casuale: l'ex centrale idroelettrica di Barghe, costruita nei primi del Novecento e oggi riconvertita in spazio socio-culturale dalla Comunità Montana, diventa metafora del rapporto millenario tra uomo e fiume.

La mostra presenta 63 immagini inedite realizzate appositamente dai due autori che hanno percorso l'intero corso del Chiese, dalla sorgente dell’Adamello fino alla confluenza con l'Oglio a Bizzolano (Canneto sull’Oglio, MN). Le opere, quarantadue a colori di cui quindici in grande formato, ventuno in bianco e nero, danno forma visiva all’intuizione che il nostro fiume possegga una vera e propria anima.

Le fotografie offrono due interpretazioni complementari del paesaggio fluviale. Pino Mongiello utilizza il colore per far emergere "con la sua forza primigenia, le concrezioni rocciose" e i "pulviscoli sottili che accarezzano le albe brumose della bassa", concentrandosi sui riflessi e sulla dimensione cromatica dell'elemento acqua. Salvatore Attanasio sceglie il bianco e nero per esaltare "i segni, le trame di una convivenza, non sempre pacifica, tra l'uomo e l'ambiente", affascinato dalle texture che intrecciano natura e architettura.

Il lavoro di Mongiello e Attanasio affonda le radici nella grande tradizione della pittura di paesaggio, con l'obiettivo di registrarne i momenti più suggestivi, le poetiche coloriture di uno spettacolo che sempre si rinnova. La ricerca fotografica trascende la mera documentazione per divenire "lavoro olistico" e "inno e richiamo alla sostenibile leggerezza dell'essere tra uomo e natura". L’esposizione e il relativo catalogo illustrano il viaggio del fiume dalla sorgente alla foce: l'Adamello, le cascate, il lago d'Idro, l'intervento umano (Barghe, Casto, Vobarno, Roè Volciano, Gavardo, Prevalle), la pianura.

Il progetto va oltre la documentazione paesaggistica per divenire riflessione filosofica e poetica. Come evidenzia Nino Dolfo nei testi critici: "il fiume è una metafora perfetta della vita, con il suo decorso placido o torrentizio, lungo lo spazio e nel tempo, con le anse, le cascatelle, i gorghi, le correnti". Il visitatore troverà nelle vedute proposte nell’esposizione fotografica la quiete ed il rapido turbinio delle acque, i ponti, antichi e recenti, le case dei borghi, così come la macchina fotografica ce li restituisce. Ma chi guarderà con gli occhi di un bambino vedrà la vita nascere, cieli azzurri, acque chiare, ed ancora l'evolversi dell'esistenza, tra gioie e dolori, sino all'epilogo.

La mostra è patrocinata da Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comunità Montana di Valle Sabbia, Comune di Barghe, Ateneo di Salò.