Quarantuno opere in mostra (paesaggi, autoritratti, nature morte, scorci dello studio) e una sontuosa monografia di trecento pagine. È questo il modo con cui la Fondazione Martino Dolci, che ha sede a Brescia nella cascina Aurora in via Raffaello, rende omaggio a Ottorino Garosio, l’artista valsabbino nato nel 1904 e scomparso nel 1980. La mostra sarà inaugurata oggi sabato 8 novembre alle ore 17 e sarà visitabile dal mercoledì alla domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19, fino al 28 dicembre.
Il volume è il 26esimo della collana che la Fondazione Dolci dedica ai maestri dell’arte bresciana del Novecento. «Uno dei più grandi – ha precisato ieri il presidente della Fondazione Dolci, l’artista Eugenio Busi – che non era affatto un pittore minore o di periferia, ma era informato e consapevole di quel che accadeva nell’arte europea del suo tempo. Un gran bravo pittore, che ho avuto l’onore di frequentare per anni, dipingendo assieme a lui. Martino Dolci sarà felice di ospitare per due mesi a casa sua l’amico Garosio». «È un traguardo importante per la Fondazione – ha detto il segretario Ermes Pasini – anche se già guardiamo alla mostra dell’anno prossimo che sarà dedicata a Domenico Lusetti».
La mostra alla «Martino Dolci» rappresenta l’atto finale di un progetto dal titolo «Ottorino Garosio. Geografie umane tra la Valle Sabbia e la città» che si è articolato in cinque mostre in città e provincia. Il debutto è stato alla rocca di Sabbio Chiese, a fine agosto, con una mostra incentrata sulla grafica voluta dal Comune di Sabbio. A seguire è stata aperta l’antologica a Vestone, nella sede dell’Associazione via Glisenti 43, e poi all’Associazione Artisti Bresciani in città. Si è appena conclusa la mostra a Bagolino realizzata dall’associazione Habitar in sta terra. Ora il gran finale alla Fondazione Dolci, per una manifestazione che ha consentito di riscoprire, e di rivalutare, i valori pittorici, umani, estetici dell’opera di Garosio.
Odoardo Resti