Il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo farà due tappe in provincia, a Bogliaco di Gargnano e a Mazzano. Gli appuntamenti sono in calendario per il prossimo settembre.

 

Il 63esimo Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo porta la musica di Oriente & Occidente anche nella provincia bresciana, rinnovando il proprio impegno nella valorizzazione e nella riscoperta del patrimonio storico-artistico del territorio attraverso la grande musica. Festival OFF sviluppa appuntamenti costruiti in relazione ai luoghi, alla loro storia e alle comunità che li abitano. L’obiettivo è valorizzare sedi note e di particolare pregio, ma anche riportare l’attenzione su patrimoni meno conosciuti, attraverso progetti musicali capaci di far emergere identità e memorie del territorio.

Grazie al sostegno della Provincia di Brescia, l’esperienza di Festival OFF - iniziata l’anno scorso con due appuntamenti a Capo di Ponte in Valcamonica e a Orzinuovi nella Bassa Bresciana - coinvolge altri due comuni dell’hinterland e del Lago di Garda.

Il primo appuntamento è in programma domenica 13 settembre alle ore 18 con il recital del pianista Josef Mossali, ospitato nella suggestiva cornice di Villa Bettoni a Bogliaco di Gargnano, storica dimora settecentesca affacciata sulle rive del Lago di Garda che ospitò, tra gli altri, Giacomo Puccini, Victor Hugo, Giuseppe Garibaldi e Napoleone Bonaparte. Proteso verso le acque del Benaco, il palazzo affascina per i suoi scenografici giardini monumentali, perfettamente integrati nel paesaggio gardesano, e per gli eleganti interni affrescati dai fratelli Galliari, famiglia di pittori e scenografi del Settecento attiva tra Lombardia e Piemonte, autrice delle decorazioni di numerosi palazzi, chiese e teatri del territorio. 

Un luogo particolarmente significativo anche per la storia del Festival. Il legame con la famiglia Bettoni riconduce infatti alle origini stesse della manifestazione: negli anni della guerra e del dopoguerra, nella dimora di Cazzago San Martino, il maestro Agostino Orizio, la contessa Bettoni e il conte Alessandro si riunivano per ascoltare Radio Londra. In quel contesto maturarono relazioni e sensibilità che, circa vent’anni più tardi, avrebbero contribuito alla nascita dell’orchestra e del Festival Pianistico.

L’evento è possibile grazie alla collaborazione con la Contessa Maria Teresa Bettoni, che ha permesso di aprire le porte della Villa alla musica del Festival. L’ingresso al concerto è consentito previa conferma della prenotazione, da effettuarsi all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., fino a esaurimento dei posti disponibili.

Il Festival si sposterà venerdì 25 settembre nella Chiesa dei Santi Zeno e Rocco di Mazzano, alle ore 20. La scelta di Mazzano nasce dal rapporto con una comunità artefice, già negli anni Settanta, di un progetto allora pionieristico di rigenerazione di un intero monte a beneficio della collettività. 

L'iniziativa sarà accompagnata dall'intervento dello storico dell'arte Davide Dotti. Già protagonista di una collaborazione con il Festival l'anno scorso, in occasione de L’arte della cura, quest’anno lo storico dell’arte accompagnerà il pubblico alla scoperta di un’altra gemma del patrimonio artistico bresciano: la Chiesa dei Santi Zeno e Rocco di Mazzano. L'attuale edificio, risalente alla metà del Settecento, custodisce infatti una preziosa pala d’altare opera del Moretto, raffigurante la Madonna, Gesù Bambino e i santi Zeno, Rocco e Sebastiano, che si offrirà come fulcro di una nuova indagine storico-artistica.

La proposta musicale sarà affidata al coro di voci bianche I Piccoli Musici, prestigiosa realtà bergamasca diretta da Mario Mora. Ambasciatore Culturale dell’Europa per la Federazione dei Cori dell’Unione, il coro ha legato il proprio nome a importanti esperienze internazionali e, dal 2007 al 2025, ha partecipato insieme all’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI al tradizionale Concerto di Natale trasmesso in Eurovisione dalla Basilica di Assisi.

La presenza del coro rappresenta un richiamo simbolico ai valori della coralità e della partecipazione condivisa come elementi centrali nella trasformazione della società civile. L’ingresso al concerto è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.