Venerdì 4 Settembre 2026 alle ore 17:30, presso il Salòtto della Cultura/Biblioteca civica di Salò (via Leonesio 4), verrà presentato il libro su mons. Gianni Capra, parroco a Salò, seminatore e pescatore nel tempo del Concilio.
Il volume, curato da Pino Mongiello, sarà presentato da mons. Giacomo Canobbio e dal giornalista Tino Bino, alla presenza delle autorità civili e religiose della città gardesana. Le letture saranno curate da Daniele Squassina. "Un sasso lanciato nel golfo" è dedicato alla figura di mons. Gianni Capra, l'arciprete che resse la parrocchia di Salò dal 1965 al 1971 lasciando un'impronta indelebile non solo tra i credenti ma anche tra i cittadini dalle diverse espressioni sociali, che per la prima volta udivano le parole di un prete rispettosamente rivolte anche alla loro "laicità".
Con don Gianni Capra la città di Salò cominciò a percepire uno stile nuovo di comunicare la Parola antica del Vangelo e seppe cogliere l'attenzione che quell'uomo mostrava di avere verso ciascuna persona, a prescindere dal ceto, dalla provenienza territoriale, dalla professione religiosa, dalla cultura. Particolarmente attrattivo era il suo eloquio, sempre misurato e coinvolgente. Stupiva anche quella sua curiosità che lo faceva partecipe del mondo, che puntava alla conoscenza delle lingue, delle fedi, e dei patrimoni culturali dei popoli.
Conosceva perfettamente lingue antiche come il latino, il greco e l'ebraico; ma anche lingue moderne come l'inglese, il russo e l'arabo. Come uomo di fede, si poneva il problema dell'ateismo e, più ancora, dell'indifferenza e dell'apatia religiosa. Come uomo che si sentiva partecipe della città cercava sempre l'incontro, l'ascolto, il dialogo, proprio come suggerivano le dichiarazioni conciliari del Vaticano II.
L'Ateneo cittadino lo accolse ben presto come proprio socio. L'amministrazione comunale, prima del congedo che lo vedeva chiamato a presiedere la Parrocchia della Cattedrale di Brescia, gli conferì la cittadinanza onoraria.
Proprio per dare risalto a una simile figura, il convegno fortemente voluto e sostenuto da sindaco, parroco e presidente dell'Ateneo, realizzato lo scorso anno (ottobre 2025), ha consentito di rileggere un recente periodo storico nel nostro territorio con obiettività, nella consapevolezza che tale operazione potesse svolgere un'importante funzione pedagogica. Saranno gli Atti, presenti nel volume, a dare conferma di ciò. Nelle loro pagine, infatti, si ritroveranno anche gli interventi integrali di chi portò, in apertura di convegno, la propria testimonianza: dal sindaco Francesco Cagnini, al parroco Gianluigi Carminati, al presidente dell'Ateneo Andrea Crescini. Si scoprirà anche che l'iniziativa messa in campo non celebrava solo una vicenda iniziata sessant'anni prima (1965), ma mirava a dar valore a un modo di operare nuovo, libero e collaborativo al tempo stesso, tra istituzioni cittadine.
Don Gianni Capra amò tanto Salò: nel suo testamento spirituale lasciò scritto di voler essere sepolto, se possibile, nel cimitero vantiniano, che guarda il lago, nella cui umile terra riposavano già i suoi genitori. E aveva aggiunto che si sentiva "fiero del titolo di cittadino onorario conferitomi da quella Comunità a me tanto cara".