Spazi rinnovati e nuove mostre in arrivo per il prossimo anno al Museo di Salò che riaprirà nella primavera del 2027.

 

Sono stati 18.588 mila i visitatori (di cui il 32% stranieri) in 210 giorni d’apertura. La stagione 2026 del Museo di Salò si conclude in anticipo in vista degli imminenti lavori di rinnovo e trasformazione degli spazi. La riapertura è prevista per la primavera 2027.

Tra gli stranieri, il 33% è arrivato dalla Germania, il 18% dal Regno Unito, il 10% dalla Francia, il 5% dall’Olanda ed il 4% dagli USA. Non solo: hanno visitato le mostre e usufruito dell’offerta didattica 2.650 studenti, divisi in 100 classi e accompagnati da 266 docenti, provenienti dalle scuole e dagli istituti bresciani e delle provincie limitrofe, mentre le 26 partnership siglate per la promozione congiunta e la stipula di convenzioni sulla bigliettazione agevolata, hanno coinvolto enti e istituzioni come Fondazione Brescia Musei, MAG - Museo Alto Garda, Villa Franzini Nuvolera e alcuni delle società leader del settore trasporti e viabilità come Arriva Italia, Trenord e Navigarda.

Sono i numeri della stagione espositiva 2026 del MuSa, il Museo della città di Salò, che quest’anno ha chiuso i battenti in anticipo, domenica 4 ottobre, complice il piano di lavori di efficientamento e trasformazione degli spazi espositivi che permetterà al polo museale salodiano di tornare nuovamente fruibile in forma rinnovata a partire dalla primavera del 2027.

Ad annunciarlo sono i vertici di Fondazione Opera Pia Carità Laicale e Istituto Lodroniano (ente gestore del Musa) ed il Comune di Salò, che per finanziare gli interventi di ristrutturazione e aggiornamento delle certificazioni antincendio del Museo ha stanziato un importo totale di 800.000€.

Gli interventi – resi necessari della scadenza decennale della certificazione antincendio e finalizzati a garantire la continuità dell’attività museale - riguarderanno l’intero immobile, con particolare attenzione agli spazi del magazzino e a quelli attualmente adibiti ad ospitare le mostre temporanee. Sono previsti: il potenziamento della resistenza antincendio di muri e soffitti delle aree deposito al piano terra e al primo piano, l’aggiornamento dei materiali allestitivi alle più recenti normative, la manutenzione dell’impianto di rilevazione fumi ed incendio e dell’impianto di spegnimento incendio.

Tali operazioni – non immediatamente percepibili, trattandosi di adeguamenti tecnici e impiantistici - costituiscono l’occasione per operare anche nella direzione di restituire alla cittadinanza ambienti rinnovati, rifunzionalizzati e rispondenti alle moderne esigenze museali. Esternamente: saranno sostituite alcune finestre all’ultimo piano dell’edificio, ospitante storicamente la chiesa, ripristinate porzioni di intonaco danneggiate e riparati i corpi illuminanti danneggiati lungo il perimetro dell’edifico, utilizzati sia per illuminare la facciata che per meglio illuminare le vie di fuga. Il progetto include anche un’ispezione al manto di copertura (tetto) per individuare eventuali interventi di riposizionamento dei coppi spostati, pulizia e sigillatura dei canali ove necessario ed eventuali riparazioni.

A livello di design d’interni, invece, il restyling comprende la riconfigurazione degli spazi già a partire dall’ingresso e della biglietteria oltre ad una distribuzione parzialmente modificatadelle collezioni permanenti. Il ripensamento dell’allestimento dello spazio adibito alle mostre temporanee permetterà una “compenetrazione” visiva tra interno ed esterno, grazie alla riapertura delle arcate finestrate con vista sul chiostro interno (oggi oscurate da pellicole e tendaggi). È prevista la rimozione delle pannellature autoportanti di legno truciolare rivestite da teli e moquette che nascondono pareti e pavimenti, ripristinando lo stato originario degli ambienti caratterizzati da finitura in marmorino e marmo biancone lucido e opaco.

Rimane tuttavia prevista la posa nuovi tendaggi in tessuto ignifugo (tonalità verde ulivo/grigio) e di alcuni pannelli removibili in compensato ignifugo. Il chiostro, di cui sarà peraltro ripristinato l’accesso diretto dalle sale, tornerà ad ospitare piante, aiuole e sedute, destinate – secondo la volontà della Fondazione – ad accogliere cittadini e turisti indipendentemente dalla visita alle mostre. Per questo è previsto il trattamento di pulizia della pavimentazione composta da lastre in Rosso Ammonitico Veronese.

In attesa che il “nuovo” Museo prenda forma, lo staff coordinato dalla direzione del Museo è al lavoro sulla programmazione espositiva 2027. Tra gli appuntamenti principali in calendario: la grande mostra sulla pittura floreale d’area francese nella prima metà del XIX secolo, che richiamerà a Salò oltre cinquanta tele, con alcuni prestiti internazionali; la personale di Andrea Bianconi (Arzignano, Vicenza, 1974) uno degli artisti contemporanei più in vista del momento, che a Salò porterà un progetto che coniuga dimensione grafica e installativa unite dal comune denominatore del tratto; una retrospettiva di Carla Badiali (Novedrate, 1907 - Como,1992), che ebbe un ruolo significativo nella Resistenza e tra le protagoniste indiscusse di una delle stagioni artistiche più rilevanti del Novecento italiano: l’Astrattismo.