Venerdì 23 e sabato 24 ottobre doppio appuntamento alle 20:30 presso il Teatro Salone Pio XI con il Teatro Poetico Gavardo che, per festeggiare i suoi 50 anni, metterà in scena la pièce "Un marito per mia moglie", scritta e diretta da John Comini. Al termine di ogni serata, una proiezione speciale ripercorrerà la storia della compagnia fondata nel 1976. Ingresso libero.

 

Un traguardo storico che intreccia cinquant'anni di passione, ricerca artistica e profondo legame con il territorio. In occasione del suo 50° anniversario di fondazione (1976-2026), il Teatro Poetico Gavardo festeggia mezzo secolo di attività portando sul palco la commedia brillante “Un marito per mia moglie”, scritta e diretta da John Comini.

In programma venerdì 23 e sabato 24 ottobre, lo spettacolo promette al pubblico una serata all'insegna del buonumore, tra garanzia di risate, fiori ed esilaranti equivoci. Scritta e diretta da John Comini, la commedia vede in scena un affiatato cast composto da Andrea Giustacchini, Rosa Micheli, Henry Giustacchini, Marina Remi, Peppino Coscarelli e lo stesso John Comini. La collaborazione tecnica è curata da Luca Lombardi e Caio Andreassi.

La rappresentazione riveste anche un significato emotivo profondo: la produzione è infatti dedicata all'indimenticabile amico e attore Renato Meloni. A coronamento della performance teatrale, al termine di ciascuna serata verrà proiettata una ricca galleria di immagini storiche che ripercorreranno i momenti salienti, i volti e i successi dei cinquant'anni del Teatro Poetico Gavardo.

Nato nel 1976 con una forte vocazione per il teatro di strada e la satira sociale, il Teatro Poetico Gavardo si è imposto fin dagli esordi come una delle realtà più originali del panorama bresciano e nazionale. Il celebre allestimento del “Don Chisciotte” rappresentò l'iniziale cavallo di battaglia, aprendo alla compagnia le porte di prestigiosi contesti come il Festival Internazionale del Teatro di Gruppo di Modena e il Festival Internazionale del Teatro di Piazza di Santarcangelo.

Negli anni, la compagnia ha saputo rielaborare la struttura dei grandi classici della drammaturgia, portando in scena popolarissimi riadattamenti come “Il malato immaginario”, “L’avaro”, “Il borghese gentiluomo” o “Il soldato spaccone” che ha arricchito con il gioco, la farsa e l'improvvisazione tipici della Commedia dell'Arte. Un percorso di successo che ha portato gli spettacoli del gruppo in tournée attraverso numerose regioni d'Italia, dal Piemonte al Trentino-Alto Adige, dal Veneto all'Emilia-Romagna, fino alla Liguria.

Tra le intuizioni più felici spicca la creazione del cosiddetto “Teatro villaggio”, capace di coinvolgere intere comunità nel rito della rappresentazione, e la realizzazione di “Büli”, imponente affresco della storia gavardese messo in scena in sinergia con il Gruppo Teatrale Gavardese, la Banda “Viribus Unitis” e il Coro La Faita. La ricerca artistica si è poi sviluppata sia sulla valorizzazione del dialetto, con le amate produzioni legate alla “Signora Maria”, sia sul versante dell'impegno civile e sociale, con opere quali “L’ultimo inverno” e “La guerra negli occhi”.

L'evento è realizzato in collaborazione con l'unità pastorale “Madre Elisa Baldo” e con il patrocinio della Città di Gavardo.