Il MarteS - Museo d’Arte Sorlini di Calvagese della Riviera - dal 24 ottobre al 29 novembre presenta “Luca fa’ presto. Una Conversione inedita di Luca Giordano”, un progetto espositivo dedicato a un’opera mai esibita al pubblico e messa a confronto con alcuni dipinti già conservati nel museo.
Al centro dell’esposizione, la tela di dimensioni monumentali (cm 192 x 252) La Vocazione dei Santi Pietro e Andrea all’apostolato (1665 circa), capolavoro giovanile di Luca Giordano (Napoli, 1634-1705), tra i più celebrati artisti del Barocco italiano. Proveniente da una prestigiosa collezione privata, l’opera costituisce un inedito assoluto e viene presentata per la prima volta al pubblico nelle sale del MarteS.
Il dipinto dialoga con alcune opere dei principali maestri veneti e veneziani della corrente pittorica “tenebrista” già conservate nel museo, tra cui Andrea Celesti, Antonio Zanchi e Girolamo Forabosco. Il confronto tra le diverse composizioni, caratterizzate da fondi scuri e marcati contrasti chiaroscurali, crea un intenso dialogo visivo e offre l’occasione per approfondire la diffusione e la profondità dell’eredità caravaggesca nella pittura italiana del Seicento.
“L'ingresso temporaneo di questo capolavoro di Luca Giordano nel nostro percorso museale - afferma Stefano Sorlini, presidente della Fondazione Luciano Sorlini - crea un dialogo virtuoso con le opere della collezione permanente, stimolando riflessioni, accostamenti e nuove chiavi di lettura. Il tema della Vocazione, così splendidamente orchestrato dal pittore napoletano attraverso una narrazione vibrante e immediata, offre a tutti - dagli studiosi più rigorosi fino ai visitatori che si accostano all'arte per la prima volta - l'opportunità di partecipare in prima persona al brivido della scoperta, dimostrando che la bellezza può e deve parlare a chiunque”.
La rappresentazione dell’opera trae ispirazione da uno dei passi più celebri del Vangelo di Matteo, quello dei “pescatori di uomini”, e trova il suo fulcro narrativo nel tema della vocazione. Nel racconto, Gesù benedice gli apostoli dicendo "vi farò pescatori di uomini" e affidando loro il compito di trarre le persone fuori dal buio, dalla disperazione o dal peccato, e condurli a Dio.
Quello della vocazione è un tema affrontato più volte da Luca Giordano nel corso della sua carriera, con varianti che si discostano sia per l’impostazione compositiva che per la disposizione dei personaggi. Nella versione esposta al MarteS, i protagonisti sono i due fratelli pescatori Simon Pietro e Andrea, investiti da un'intensa luce frontale che ne esalta la possente anatomia. I due sono colti in un atteggiamento sospeso tra incredulità e timore reverenziale nei confronti del divino, mentre un terzo pescatore, intento a controllare la quantità del pescato, sembra non accorgersi dell’avvento di Cristo. Gesù, collocato sulla sinistra in posizione più arretrata, si rivolge alla barca con un gesto magniloquente e solenne.
Realizzato presumibilmente durante il primo soggiorno dell'artista a Venezia (1664-1665), il dipinto fonde con maestria il naturalismo drammatico e prorompente delle figure di Jusepe de Ribera (1591-1652) con la ricchezza cromatica e la grandiosità compositiva della tradizione veneta, dando vita a una sintesi formale unica.
Accompagna l’esposizione una monografia edita da Silvana Editoriale.