Strumenti

 

Da registrare, in particolare, quella contro Israele che prevede il boicottaggio, in generale, dell’unica democrazia presente in Medio Oriente e delle sue produzioni in particolare. A fine gennaio ben 168 accademici italiani sottoscrivevano la campagna di boicottaggio del Technion, il Politecnico di Haifa che ebbe quale primo rettore Albert Einstein. I motivi? Pochi e confusi.

Per capire queste nuove forme di antisemitismo, l’Associazione Italia Israele di Brescia, presieduta da David Elber, organizza, con il patrocinio dell’assessorato alla cultura del Comune di Gavardo, guidato da Daniele Comini e dalla Pro Loco del Chiese, un incontro con Giovanni Quer, editorialista de “Il Foglio”, ricercatore al Centro Vidal Sassoon per lo Studio dell’Antisemitismo e post-doc al Forum Europa dell’Università Ebraica di Gerusalemme. Dal 2015 post-doc presso il Computer Center dell’Università di Haifa per lo studio dell’antisemitismo e del razzismo.

L’appuntamento di Gavardo è per venerdì 22 aprile alle ore 18.00 in piazza de’Medici presso la Sala del Museo Archeologico ed è ad ingresso libero.

Giovanni Quer si occupa da anni di diritti umani e delle minoranze. E sono proprio le minoranze le prime vittime del boicottaggio di Israele, tenuto conto che nelle aziende della terra promessa lavorano prevalentemente famiglie palestinesi. Tra l’altro se compriamo un prodotto in una farmacia italiana abbiamo il 10% di probabilità che sia israeliano, realizzato proprio dai tecnici, non necessariamente ebrei, formati al Technion.

In Israele vive oggi il 50% del popolo ebraico, circa 7 milioni di ebrei. Ma in questo minuscolo Stato convivono anche tante altre minoranze, etnie e religioni: arabi, mussulmani, cristiani, cerchessi, drusi, aramei, atei, buddisti, gay, pastafariani e tutti, per legge, hanno gli stessi diritti.

Negli ultimi anni circa 1000 gay arabi palestinesi hanno chiesto e ottenuto asilo in Israele, visto che nei territori arabi l’omosessualità è reato, punibile con la morte.

L’incontro con Giovanni Quer è ad ingresso libero e precede quello che si terrà, curato dall’Associazione Italia Israele di Brescia, nei prossimi mesi con Michael Sfaradi, giornalista e scrittore.